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“Impact” è il titolo della personale dell’artista romano Matteo Must in programma a Palermo, nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/e del “Centro d’arte Raffaello”

Il “Centro d’arte Raffaello”, dunque, accoglie la primavera proponendo un evento di altissimo livello con un artista che, seppur molto giovane, vanta già un significativo percorso di ricerca e sperimentazione.

La personale rimarrà  fruibile, con ingresso gratuito, fino al prossimo 6 maggio, da lunedì a sabato, tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30.

By L'Italiano , in Arte Cronaca Italiana Rubriche , at 10/04/2023 Tag: , , , ,

di Gianfranco SImmaco per il Quotidiano l’Italiano

PALERMO – “Impact” è il titolo della personale dell’artista romano Matteo Must in programma a Palermo, nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/e del “Centro d’arte Raffaello”.

In mostra, un ciclo di opere dedicate ai due principali temi della sua espressione artistica ispirati alla scenografia: gli astratti e le vele.

L’esposizione, a cura di Gaetana Vigilia, sarà inaugurata giovedì 13 aprile alle 18:00, alla presenza dello stesso artista e della dottoressa Sabrina Di Gesaro, direttore artistico della galleria.

Il “Centro d’arte Raffaello”, dunque, accoglie la primavera proponendo un evento di altissimo livello con un artista che, seppur molto giovane, vanta già un significativo percorso di ricerca e sperimentazione.

La personale rimarrà  fruibile, con ingresso gratuito, fino al prossimo 6 maggio, da lunedì a sabato, tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30.

Domenica, lunedì mattina e nelle giornate festive le sedi sono chiuse al pubblico.

Chi volesse, potrà visitare l’esposizione anche sulla piattaforma web raffaellogalleria.com nella specifica sezione dal titolo “Mostra in corso”.

Il vernissage sarà arricchito dalla presenza del dj set di Federico Pedone, con un sottofondo di accompagnamento deep house e organic house.

“Matteo Must – spiega il direttore artistico Sabrina Di Gesaro – è un pittore e scenografo romano di origini siciliane: un artista abituato a pensare le sue opere quali protagoniste assolute, soggetti autonomi che si configurano come scenari capaci di sfidare il conformismo con audace sfrontatezza”.

“Nelle opere in mostra – aggiunge – il colore è trattato con una ricca declinazione cromatica: nell’espressionismo astratto di Matteo Must le tinte sono dominanti, vivide, accostate audacemente con un esito estetico efficace e contrastante, che si rivela un espediente indispensabile per un effetto sensoriale coinvolgente”.

L’esito è un dialogo tra l’artista e il suo pubblico: una chiave di lettura, giovane e contemporanea, cui Matteo Must si presta agevolmente.

“La sua tela – osserva Sabrina Di Gesaro – è un universo sconfinato nel quale muoversi: lo spettatore ha la possibilità di rintracciarvi la propria realtà interiore”.

Se nella precedente serie, erano i quattro elementi a rappresentare l’universo – aria, acqua, terra e fuoco sono stati i protagonisti della sua prima personale nel 2021, dal titolo “L’opera su misura per te” – in “Impact” è manifesta l’evoluzione dell’artista verso un concetto di libertà stilistica che annovera, quale unica prerogativa, la fedeltà a se stesso.

Le sue opere sono capaci di vestire una parete e renderla completa pur nell’assoluta assenza di complementi d’arredo perché posseggono, appunto, una vocazione scenografica.

Le tele astratte e le iconiche vele mosse dal vento sono pensate e create per bastare a loro stesse e hanno la capacità di conferire a tutto lo spazio che le ospita una connotazione di contemporaneità non convenzionale: autentici capolavori di originalità e prestigio.

“Le opere di Matteo Must sono tele di grande formato – commenta la curatrice Gaetana Vigilia – e le sue pitture sono realizzate con la tecnica dell’acrilico su tela: non arricchiscono l’ambiente ma diventano parte di esso”.

Il giovane artista capitolino, infatti, è un pittore ma soprattutto uno scenografo abituato a pensare le proprie creazioni in grandi formati, all’interno di spazi in cui la sua espressione assume un ruolo focale.

“Nell’esposizione pittorica di Matteo Must – aggiunge – la gestione del colore è affidata a poche tinte dominanti, con accostamenti cromatici resi in modo magistrale e contrastante”.

L’esito è un effetto di grande impatto visivo, all’insegna di un gusto dal colore astratto e informale e di un’immensa libertà interiore ed espressiva.

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