Sunday, June 23, 2024
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“Michele Bianchi” – Il calabrese nella Storia del ‘900 – Biografia del quadrumviro scritta dall’on. Fortunato Aloi, già viceministro alla Pubblica Istruzione

“I primi decenni del secolo scorso sono stati caratterizzati da diverse “vicende” di ordine economico, sociale, politico e militare che hanno segnato un periodo della nostra storia anche per i riflessi che quegli eventi hanno prodotto negli anni successivi. Ed è in questo contesto che si muovono e agiscono delle figure di protagonisti di quegli avvenimenti in un confronto di posizioni non solo ideologiche, ma anche socio-politico-culturali a livello, oltre che locale, nazionale. E così lo scontro non solo dialettico coinvolge realtà sindacali, partiti, e schieramenti di vario tipo, organi di informazione che costituiscono il mezzo e, spesso, gli strumenti tra i quali, e all’interno dei quali, si registra il confronto/scontro tra i “soggetti” che a quella storia danno vita. Scuole di pensiero politico-ideologico diverse pertanto trova- no diritto di cittadinanza soprattutto sul versante della sinistra, e, in particolare, del movimento socia- lista e del sindacato ad esso legato, se non di esso espressione. Tra i protagonisti del primo trentennio di quella “stagione” un posto di rilievo è occupato da Michele Bianchi.”

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Editoriali In Evidenza News Regionali Politica Italiana Rubriche , at 6 Giugno 2024 Tag: , , , ,

di Riccardo Colao – (Direttore del Quotidiano l’Italiano)

ROMA – Freschissimo di stampa giunge sul tavolo della redazione “Michele Bianchi il calabrese nella storia del ‘900”. Il volume reca la firma dell’on. Fortunato Aloi, e il timbro delle edizioni Pellegrini di Cosenza.

Fortunato (detto Natino) Aloi è stato docente negli istituti superiori. Dirigente missino e consigliere comunale e provinciale di Reggio Calabria, fu uno dei protagonisti nel 1970 della Rivolta di Reggio. Alle politiche del 1972 fu eletto deputato alla Camera per la lista del Movimento Sociale Italiano. Non rieletto nelle politiche del 1976, torna invece deputato nel 1983, fino al 1987. Nel 1994 rientra alla Camera con Alleanza Nazionale e viene nominato Sottosegretario all’Istruzione nel governo Berlusconi I. Rieletto nel 1996 è stato parlamentare fino al 2001 ricoprendo tra l’altro la carica di vice presidente della Commissione Agricoltura della Camera. Non ha più riproposto la candidatura nel 2001 restando comunque politicamente impegnato nell’area in cui ha svolto i suoi mandati.

on. Natino Aloi autore del volume

Questo in brevi linee il curriculum vitae dell’on. Fortunato (detto Natino) Aloi. Ci piace anticiparlo per mettere subito le cose in chiaro. Il personaggio possiede spessore culturale ed umano di primissimo piano e l’essersi occupato della figura di uno dei quadrumviri come Michele Bianchi, che partecipò assieme a Mussolini alla “Marcia su Roma” del 28 ottobre 1922 è stato puro esercizio di critica e ricerca storica.

Il volume si presenta sin da subito con un elegante veste grafica dove in primo piano compare l’immagine del Michele Bianchi giovane politico calabrese (era nato a Belmonte Calabro il 22 luglio del 1882). Egli fu principalmente un politico, sindacalista e giornalista italiano. Nominato come primo segretario del Partito Nazionale Fascista, resse la carica dall’11 novembre 1921 al 4 novembre 1922.

Bianchi, dopo aver frequentato il ginnasio a San Demetrio Corone e il liceo a Cosenza, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza a Roma, dedicandosi al giornalismo ancor prima di concludere gli studi. Assunto nel 1903 come redattore dall’Avanti!, aderì al Partito Socialista Italiano (PSI), di cui fu dirigente nella Capitale, e nel 1904 prese parte al congresso del partito tenutosi a Bologna, in cui appoggiò la corrente guidata da Arturo Labriola. Nel 1905 si dimise dall’Avanti! ed assunse, dal 1º luglio e per qualche mese, la direzione di Gioventù socialista, organo della Federazione dei giovani socialisti. Dalle colonne della sua nuova testata lanciò una campagna antimilitarista che lo costrinse prima al carcere e poi al trasferimento forzato a Genova. Aveva aderito già nel 1904 al sindacalismo rivoluzionario, divenendo segretario delle Camere del Lavoro rivoluzionarie di Genova e Savona, quindi direttore di Lotta socialista (1905-1906).[2]

Nel 1906, in appoggio ad alcune sollevazioni operaie, espresse al PSI la sua linea neutralista, che non fu accolta positivamente in maniera unanime. Trasferitosi a Savona, ebbe una parte di rilievo nelle vicende che condussero alla scissione dei sindacalisti dal Partito Socialista, avvenuta prima al congresso giovanile socialista di Bologna nell’aprile del 1907, e poi al primo congresso sindacalista tenuto a Ferrara nel luglio dello stesso anno. Dopo svariati arresti e viaggi in giro per l’Italia, nel maggio del 1910 divenne direttore del giornale La Scintilla in cui lanciò l’idea, poi non accolta, di una lista unica di socialisti e sindacalisti rivoluzionari in vista delle imminenti elezioni amministrative. Messo in minoranza per “aver tradito la spontanea genuinità del sindacato”, decise, dato l’aumento del numero dei lettori, di trasformare La Scintilla da settimanale in quotidiano, da cui diresse alcune rivolte proletarie scoppiate nel 1911. Le difficoltà economiche gli imposero la soppressione del giornale, non prima però di essere nuovamente arrestato a Trieste (non chiaro: Trieste allora non era italiana) per un articolo in cui attaccava Giovanni Giolitti e la guerra italo-turca da lui voluta. Tornato a Ferrara grazie ad un’amnistia, fondò e diresse il giornale La Battaglia, creato appositamente in vista delle elezioni politiche del 1913, alle quali si candidò senza successo. In quel tempo si spostò a Milano, dove divenne nel 1913 uno dei maggiori esponenti della locale Unione Sindacale Italiana (USI), guidata in città da Filippo Corridoni. Massone, Bianchi fu membro della Gran Loggia di Piazza del Gesù.

Sotto la marchesa Maria Elia De Seta Pignatelli in compagnia di Michele Bianchi e i suoi levrieri

Esattamente come Benito Mussolini, Bianchi si schierò nel 1914 su posizioni interventiste e partecipò alla scissione dell’USI del settembre 1914, con Alceste de Ambris, Edmondo Rossoni e Filippo Corridoni, da cui nacque il Fascio d’azione rivoluzionaria di cui fu segretario politico. Nel 1915 partecipò da volontario alla prima guerra mondiale, diventando sottufficiale prima di fanteria e poi di artiglieria. Dopo il 1918, divenne redattore capo del giornale Il Popolo d’Italia; fu “sansepolcrista” della prima ora (uno dei sansepolcristi facenti parte della Massoneria) e partecipò alla fondazione prima dei Fasci italiani di combattimento, di cui fu primo segretario della giunta esecutiva, e poi nel novembre 1921 del Partito Nazionale Fascista (PNF), di cui venne eletto primo segretario nazionale, come già accennato in apertura.

Il 4 novembre del 1922 Bianchi assunse la carica di segretario generale al Ministero dell’interno nel neonato governo guidato dal futuro Duce e per questa ragione, si dimise da segretario del partito. Rimasto membro del Gran consiglio del fascismo nel maggio 1924 fu eletto deputato alla Camera nella Lista Nazionale nella circoscrizione calabra.

Il 31 ottobre 1925 divenne sottosegretario ai lavori pubblici e nel marzo 1928 fu nominato sottosegretario al Ministero dell’Interno. Il 12 settembre 1929 venne nominato Ministro dei lavori pubblici, incarico che resse fino alla morte nel marzo 1930. Ai lavori pubblici Bianchi promosse la realizzazione di alcune opere pubbliche in Calabria, in particolare nella sua provincia di Cosenza. È di quel periodo la fondazione del centro invernale di Camigliatello Silano, un tempo chiamato appunto Camigliatello Bianchi, così come pure alcune opere pubbliche realizzate nella città di Cosenza sotto la gestione del podestà Tommaso Arnoni (1925-1934). In Calabria divenne anche l’amante della marchesa Maria Elia De Seta, a cui diede un prezioso aiuto nell’organizzazione di eventi mondani, sociali e culturali.

Era stato rieletto deputato nel 1929, ma le sue precarie condizioni di salute, fiaccate dalla tubercolosi, subirono un peggioramento tanto da portarlo alla morte a soli 47 anni.

Nel volume a forma di Fortunato Aloi, tutte queste vicende vengono rappresentate sotto un’ottica per la quale è possibile riconoscere come “I primi decenni del secolo scorso sono stati caratterizzati da diverse “vicende” di ordine economico, sociale, politico e militare che hanno segnato un periodo della nostra storia anche per i riflessi che quegli eventi hanno prodotto negli anni successivi. Ed è in questo contesto che si muovono e agiscono delle figure di protagonisti di quegli avvenimenti in un confronto di posizioni non solo ideologiche, ma anche socio-politico-culturali a livello, oltre che locale, nazionale. E così lo scontro non solo dialettico coinvolge realtà sindacali, partiti, e schieramenti di vario tipo, organi di informazione che costituiscono il mezzo e, spesso, gli strumenti tra i quali, e all’interno dei quali, si registra il confronto/scontro tra i “soggetti” che a quella storia danno vita. Scuole di pensiero politico-ideologico diverse pertanto trovano diritto di cittadinanza soprattutto sul versante della sinistra, e, in particolare, del movimento socialista e del sindacato ad esso legato, se non di esso espressione. Tra i protagonisti del primo trentennio di quella “stagione” un posto di rilievo è occupato da Michele Bianchi.

Fortunato Aloi. ricordiamo infine che è stato Dirigente responsabile Ufficio Nazionale Scuola del MSI-DN. Presidente dell’Istituto Studi Gentiliani per la Calabria e la Lucania, è componente della Direzione nazionale del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Giornalista pubblicista, collabora a diversi giornali ed è attualmente direttore del periodico “Nuovo Domani Sud” Componente Internationale Burckhardt Akademie. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti: Premio letterario “Nazzareno” (Roma 1983) per l’opera / Guerrieri di Riace (Ed. Magalini); “Premio Calabria per la narrativa” (Villa San Giovanni 1990) per il volume Santa Caterina, il mio rione (Ed. Falzea); Premio “Vanvitelli” per la saggistica storica (1995) per il volume Reggio Calabria oltre la rivolta (Ed. Il Coscile); Premio Brutium “I Calabresi nel mondo” (Roma 1996); Premio “Foyer des Artistes” Centro Internazionale Cultura (2007); Premio Culturale Trapezomata (Armo 2008); Premio “Vincenzo Rostagno” (Roghudi 2011); Premio Internazionale “II Bergamotto” (2012).

Con questo ultimo suo lavoro ha arricchito ancora una volta un curriculum vitae culturale degno di uno dei migliori figli della Calabria che continua ad onorare con passione, amore e abilità nella ricerca storica le vicende di chi lo precedette alla guida di importanti istituzioni ministeriali ed incarichi elettivi.

A noi il libro biografico su “Michele Bianchi” è piaciuto moltissimo per l’ampiezza e le notizie emergenti a riguardo del personaggio poiché offre a tutti gli studiosi punti di vista innovativi e pertanto lo consigliamo spassionatamente a tutti gli amanti della storia nazionale e calabrese in particolare.

Riccardo Colao

FORTUNATO ALOI – MICHELE BIANCHI – Il calabrese nella storia del ‘900

180 pagine – Inserto con appendice fotografica. – L. Pellegrini Ed. – Cosenza

Prezzo di copertina 16,00 – Formato cm. 14,8 x 21 circa

Marcia su Roma – Michele Bianchi è il primo davanti a De Vecchi, Mussolini e Italo Balbo

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