Thursday, May 30, 2024
Quotidiano Nazionale Indipendente


Notiziario UNCEM – Tre importanti notizie per i Comuni e le Comunità Montane

DELEGA FISCALE IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, BUSSONE (UNCEM): OTTIMA OCCASIONE PER FARE UNA FISCALITA’ DIFFERENZIATA E PECULIARE NEI TERRITORI MONTANI, PER ENTI E IMPRESE – TRASPORTO A CHIAMATA, UNCEM: POSITIVE RISORSE CHE REGIONI INVESTIRANNO PER GLI “UBER DELLA MONTAGNA” – SEGRETARI COMUNALI, UNCEM: RENDERLI VERI MANAGER DELLA PA, DEI COMUNI, DI UNIONI E COMUNITA’ MONTANE [PAGATI]. RENDERE STABILE E SEMPRE POSSIBILE USARE VICESEGRETARI DOVE SEGRETARIO NON C’È O NON VUOLE ANDARE. VIMINALE SI AZIONI


di Ivan Trigona per il Quotidiano l’Italiano

DELEGA FISCALE IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, BUSSONE (UNCEM): OTTIMA OCCASIONE PER FARE UNA FISCALITA’ DIFFERENZIATA E PECULIARE NEI TERRITORI MONTANI, PER ENTI E IMPRESE

ROMA – “La Delega fiscale, la riforma del fisco che il Consiglio dei Ministri esamina oggi, e l’avvio dell’iter normativo parlamentare, sono la naturale cornice nella quale inserire una fiscalità peculiare e differenziata per le aree montane. Da vent’anni se ne parla, con pochi risultati. Si sono fatte invece zone franche nei porti, zone economiche speciali, zone economiche ambientali nei parchi naturali, qualche cosa hanno fatto le Regioni, in particolare sull’Irap, ma un piano organico nazionale di sgravi e differenziazione per chi vive e lavora in montagna, per negozi, imprese, cittadini, artigiani, non è stato fatto. È urgente. Una flat tax per le aree alpine e appenniniche? Ragioniamoci. Costa troppo, ci dicono i tecnici MEF? Qualche miliardo l’anno? Valutiamo piuttosto ricadute, benefici, in termini sociali e ambientali. Se non ci saranno spazi per la revisione del catasto, come ci viene detto, si accompagni piuttosto questa riforma per le zone montane inserita nella delega fiscale, con la definizione dei Livelli essenziali delle Prestazioni alla quale lavora il Ministro Calderoli nel quadro dell’Autonomia regionale differenziata. Sono certo che con il Ministro Giorgetti, che conosce benissimo il tema fiscalità peculiare per le zone montane, potremo fare un buon lavoro. E sin d’ora lo ringrazio. La delega consente spazi anche per ridefinire cespiti e riequilibrio per il sistema degli Enti locali montani, promuovendo un superamento delle sperequazioni e del sistema fiscale basato su rimesse dello Stato, sempre più basse, senza cespiti diretti manco per le Comunità e per le Unioni montane – che può lasciar spazio a valorizzazione di beni sul terrtorio, mantenendo ad esempio nei Comuni l’Imu di categoria D, oggi destinato allo Stato. Può portare anche alla valorizzazione dei servizi ecosistemici-ambientali, se si rimette in pista una delega in merito, caduta dopo il 2015. Sia per le imprese, sia per i cittadini, sia per gli Enti locali, vi è nella delega fiscale e nei decreti che seguiranno il contesto perfetto per riforma, riequilibrio, riconoscimento e attuazione della specificità dei territori montani. È il momento giusto”.

Lo ha affermato Marco Bussone, Presidente Uncem.

TRASPORTO A CHIAMATA, UNCEM: POSITIVE RISORSE CHE REGIONI INVESTIRANNO PER GLI “UBER DELLA MONTAGNA”

ROMA – Il trasporto a chiamata, car sharing delle valli, è trasporto pubblico. E verrà finanziato con una percentuale del fondo per il TPL, trasporto pubblico locale, delle diverse Regioni. Lo ha imposto un decreto ministeriale di fine 2022 e finalmente sa nella direzione che Uncem auspica da molti anni. “È molto importante – afferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte – lo abbiamo sempre detto, prima di me Lido Riba, e ora vi è un impegno concreto, che supporta gli utenti nonché molti Comuni e Unioni montane che hanno avviato importanti progetti di condivisione della mobilità, e trasporto a chiamata”. Del tema si è parlato stamani a Ormea, nel corso del convegno sulla mobilità alpina promosso all’interno del progetto Pitem Clip E-Mobilità, grazie alla Cooperazione Italia-Francia Interreg Alcotra. “Siamo pronti a lavorare con la Regione – prosegue Colombero – per coinvolgere anche molte imprese private, che tanto e bene stanno facendo su questo fronte. La mobilità a chiamata, con orari flessibili, con auto condivise a disposizione degli utenti, turisti e residenti nei Comuni montani, integra e non si sostituisce alla mobilità ordinaria, ma la trasforma, la rinnova, la integra efficacemente. Su questa integrazione puntiamo e lavoriamo con Regioni, Sindaci, comunità, imprese”.

SEGRETARI COMUNALI, UNCEM: RENDERLI VERI MANAGER DELLA PA, DEI COMUNI, DI UNIONI E COMUNITA’ MONTANE [PAGATI]. RENDERE STABILE E SEMPRE POSSIBILE USARE VICESEGRETARI DOVE SEGRETARIO NON C’È O NON VUOLE ANDARE. VIMINALE SI AZIONI

ROMA – Uncem nazionale, con tutte le Delegazioni regionali Uncem italiane, a partire dall’Emilia-Romagna, chiede a Parlamento e Governo di dare risposta alla carenza di Segretari per i piccoli Comuni attraverso, in primo luogo, la proroga da 24 a 36 mesi della durata dell’incarico temporaneo dei Vicesegretari, riconosciuto a funzionari con determinati requisiti. È una salvezza operativa per molti Comuni. Non solo. Per Unioni e Comunità montane, oltre a consentire l’utilizzo di Vicesegretari, Uncem chiede di eliminare la norma vigente che prevede la gratuità del ruolo. Dei Segretari degli Enti sovracomunali. Legge assurda, purtroppo vigente anche per gli Organi politici degli Enti. Non ha senso – secondo Uncem – che Presidenti e Segretari delle Unioni montane debbano lavorare gratis. E così per i Consorzi sociali. È svilente, si indebolisce il ruolo, e vi è una forte disparità ad esempio rispetto alle Circoscrizioni comunali – ove Presidenti e Giunte sono pagati, e bene – oltre ai grandi Comuni.

La normativa sui Segretari è tutta da rivedere. Devono essere manager della PA, meno immersi nelle burocrazie di delibere e determine, più capaci di progettare, pianificare, fare progetti comunitari, definire scenari su indicazione della Politica. Dove non ci sono, o dove non vogliono andare – anche quelli di prima nomina restano pochissimo tempo nei piccoli Comuni, approfittando di scatti di carriera passando a Enti più grandi, in contesti meglio retribuiti – si consenta di utilizzare, senza limiti temporali, i Vicesegretari. Finora sono stati una salvezza. Fanno quello che serve, costando meno, come un dirigente, dando operatività agli Enti.

Vanno risolte le situazioni nelle quali un solo Segretario arriva ad avere, con formule diverse, anche 10 o 15 Comuni. Situazioni ingestibili per tutti. Che danno benefici economici a chi le ottiene, ma che di fatto non agevolano la funzionalità degli Enti. Serve un intervento politico. E istituzionale. Anche per evitare che società private, esterne ai Comuni – fatte anche da Segretari comunali in quiescienza, ben formati e attivi -, gestiscano in outsourcing tanti servizi per tantissimi Comuni piccoli o medi. Che di fatto mettono tutto in esterno, non potendo – nonostante ogni buona volontà istituzionale – fare dentro, con poco o niente personale e Segretari presenti in quei Comuni due, tre, quattro ore al mese. I Sindaci hanno il cerino in mano. La necessaria revisione del TUEL – richiesta da Uncem, con il Presidente Marco Bussone, a tutti i Governi degli ultimi cinque anni, sui Segretari comunali deve agire senza miopia, e in fretta. Il Viminale si azioni positivamente, Uncem aiuterà il Ministero dell’Interno.

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