Tuesday, April 16, 2024
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Notiziario UNCEM – Tutte le informazioni utili per i Comuni delle Comunità Montane Italiane

di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano INCONTRO UNCEM CON I SINDACI DELL’ASSOCIAZIONE DEI COMUNI RURALI FRANCESI E CON I…


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

INCONTRO UNCEM CON I SINDACI DELL’ASSOCIAZIONE DEI COMUNI RURALI FRANCESI E CON I MINISTRI DELLA COESIONE E DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA. SINERGIE E TEMI IN VISTA DI NUOVO QUINQUENNIO EUROPEO

Il Presidente Uncem Marco Bussone ha incontrato all’Alpe d’Huez Christophe Béchu, Ministro della Transizione ecologica francese, e Dominique Faure, Ministro della Coesione territoriale e per gli Affari rurali, insieme con Christophe Bouillon, Presidente dell’Agenzia per la Coesione territoriale francese. L’incontro è avvenuto nel corso del Congresso dei Comuni rurali francesi, tenuto nella nota località alpina dell’Isère – nota per le imprese ciclistiche al Tour e per lo sci – alla presenza di più di trecento Sindaci. Il Presidente Bussone ha condiviso con i due Ministri i temi che sono già nelle agende di Francia e Spagna, posti dai Sindaci e dai territori: riorganizzazione dei servizi, stato giuridico dei sindaci, diritti dei cittadini, cooperazione tra enti. Temi che hanno una dimensione europea, da portare con diverse organizzazioni di Sindaci e Comuni di altri Paesi – a partire da Spagna, Francia, Italia, Austria – tra i punti fotti del nuovo quinquennio di lavoro del Parlamento e della Commissione Europea. La Ministra Faure ha consegnato al Presidente Uncem una copia del Piano “France Ruralité”, evoluzione dell’Agenda Rural che i Sindaci avevano composto anni fa. “È un modello anche per l’Italia – afferma Bussone – È un piano ambizioso, lanciato a luglio 2023 dalla Prima Ministro francese. Sostiene i progetti dei paesi, risponde ai bisogni dei cittadini, rafforza l’attrattività dei territori rurali. Per molti versi, vi sono azioni in piena sinergia con le nostre Strategia delle Green Communities e Strategia delle Aree interne. Punta anche sulle amenità il piano francese, di fatto un riconoscimento anche economico di quelli che in Italia definiamo ‘servizi ecosistemici-ambientali’ dei territori e pure dei Parchi naturali. La Francia vuole ridurre le distanze tra urbano e rurale. E fa bene, su cultura, patrimonio immobiliare, mobilità, scuola, sanità. In totale i nostri vicini investono in 5 anni 2 miliardi di euro sui Comuni rurali francesi, oltre l’80% del territorio del Paese. Noi dobbiamo rafforzare le collaborazioni con la Francia. E il perimetro, aperto e inclusivo, si chiama Trattato del Quirinale. Faure e Béchu hanno condiviso che questa è la via maestra. Come Uncem, con l’Associazione dei Comuni rurali, proseguiamo l’azione e la collaborazione. I Ministri hanno apprezzato questa sinergia e dovremo subito portarla sui tavoli europei, per rafforzare l’unità del Vecchio Continente, l’attenzione al rurale, ai paesi, agli Enti locali”.

MATTARELLA A TORINO PER L’UNITA’ DELLE REGIONI E DEI TERRITORI. UNCEM: GRAZIE PER RICHIAMO A TUTELA TERRITORI, AREE MONTANE E INTERNE, DIGITALIZZAZIONE

“Ancora una volta il Presidente Mattarella stamani a Torino ha insistito sul superamento delle sperequazioni territoriali, parlando di montagna e aree interne. Ha evidenziato l’importanza della digitalizzazione e della tutela del territorio. È anche di rilievo come nell’interessante formula del “Villaggio delle Regioni” sia data molta importanza, attenzione a centralità, al digitale, altro elemento decisivo per il futuro del nostro Paese, in tutti i suoi luoghi, particolarmente per quanto riguarda le aree interne, quelle montane, e le isole minori, ha detto il Presidente della Repubblica, che ringraziamo come Uncem per questa costante e sentita attenzione all’unità, valore dei valori. Preziosissimo il suo riferimento al Vajont, in vista dell’anniversario. La diga del Vajont continua perennemente ad esprimere e a ricordare una lezione terribile e indimenticabile, appunto, di come sia indispensabile il rispetto del territorio. Ci crediamo fortemente e diciamo grazie al Presidente Mattarella”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, stamani a Torino alla seconda edizione de “L’Italia delle Regioni – Festival delle Regioni e delle Province autonome”.

CAPITALE UMANO PER LE MONTAGNE ITALIANE: CONCLUSA LA TERZA EDIZIONE DEL MASTER MONTAGNA SAA, UNITO, UNCEM, COREP, ANCIM. NUOVE PROFESSIONI CRESCONO

C’è chi vuole fare impresa nei settori dell’innovazione, chi nell’agricoltura idroponica. C’è chi già lavora nella PA e cerca di migliorarsi per un migliore servizio negli Enti locali montani. Chi nei Comuni e nelle Unioni montane vorrebbe lavorare e cerca soluzioni, opportunità. Venticinque studenti, dai 25 ai 55 anni, hanno concluso il Master Montagna e Aree interne promosso da Uncem, SAA School of Management di Torino, Università di Torino, Corep, Ancim. Un percorso fortemente voluto dal prof. Filippo Monge che ha visto intervenire nelle lezioni tanti Sindaci, docenti come l’economista Giampiero Lupatelli, i Direttori ministeriali Giovanni Vetritto e Alessandra Stefani, dirigenti Uncem, esperti di cooperazione di comunità e forestazione, come Giovanni Teneggi e Raoul Romano, professionisti della PA e formatori come Matteo Barbero. Un percorso intenso – riparte a breve una quarta edizione – che Uncem ha voluto con un accordo sottoscritto con SAA a inizio 2020, prima della pandemia. Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, e Marco Bussone, Presidente nazionale, hanno consegnato sabato a Torino i diplomi ai partecipanti, con il prof. Monge, il prof. Riccardo Beltramo e diverse personalità del mondo economico piemontese, come Enrico Collidà, Vicepresidente della Fondazione CRC.

“Trovare in questo Master opportunità e soluzioni professionali, per chi vi partecipa, – evidenzia Colombero – è sempre stato il nostro obiettivo. Puntiamo anche su nuove professioni per le montagne italiane e piemontesi. Ci sono e vanno sostenute. Nel settore primario come nella digitalizzazione. Il Capitale umano è decisivo e occorre investire in particolare su Sindaci e personale degli Enti. Formazione è un imperativo. Studio e ricerca per capire dove stiamo andando e orientare i processi. Con SAA e Corep il rapporto è perfetto. Come con Unito e Polito, che stanno facendo moltissimo, a partire dai Rettori e tantissimi Dipartimenti. Molte Università del Paese lavorano su questi tipi di Master ed è preziosissimo. Ci crediamo e spingeremo i Comuni e le Unioni a investire su questo genere di formazione continua per i loro dipendenti”.

210 MILIONI DI EURO DALLO STATO ALLE REGIONI. UNCEM: MAIL IL FONDO MONTAGNA NAZIONALE ERA STATO COSI IMPORTANTE. ORA REGIONI INVESTANO ADEGUATAMENTE LE RISORSE

Mai negli ultimi trent’anni il fondo nazionale per la montagna aveva raggiunto una cifra tanto elevata. Sono 210 milioni i fondi previsti e ripartiti nel 2023 dallo Stato alle Regioni che ora dovranno spenderli con i criteri previsti dal Decreto predisposto dal Dipartimento per gli Affari regionale e le Autonomie della Presidenza del Consiglio e voluto dal Ministro Calderoli. I fondi in arrivo devono essere spesi per misure di prevenzione del rischio del dissesto idrogeologico nei territori montani; azioni di tutela, promozione e valorizzazione delle risorse ambientali dei territori montani, anche attraverso la realizzazione delle Green Communities; interventi volti alla creazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabile, ivi compresi quelli idroelettrici; progetti finalizzati alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità e allo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali, anche con riferimento alla filiera del legno; misure di incentivazione per la crescita sostenibile e lo sviluppo economico e sociale dei territori montani, e interventi di mobilità sostenibile; interventi per l’accessibilità alle infrastrutture digitali e per il rafforzamento dei servizi essenziali, con particolare riguardo prioritario a quelli socio-sanitari e dell’istruzione; iniziative volte a contrastare lo spopolamento dei territori.

“Alcune Regioni non hanno ancora speso i fondi del 2022 – precisa Marco Bussone, Presidente Uncem – e stiamo stimolando in velocità ed efficacia. Non vorremmo che alcune Regioni spendessero i fondi ricevuti divendoli per ciascun Comune. Sarebbe drammatico e molto poco edificante. Deve prevalere la logica sovracomunale, di valle, di territorio insieme, di Comuni che guidano percorsi di sviluppo. Molte Regioni non hanno una delega montagna in Giunta e questo è grave. Non va bene. Ho scritto ai Presidenti di Regione affinché intervengano. La montagna è competenza regionale e non avere una legge, non avere un fondo regionale allocato, non avere un’organizzazione istituzionale e un settore per la Montagna proprio non va. Lo Stato sta lavorando nel verso giusto e l’aumento del fondo montagna, portato a 100 milioni di euro per il 2022 e a 200 per il 2023, è importante. Ora tocca alle Regioni. Devono avere una strategia, che incroci anche la Strategia delle Green Communities. E diventi strumento vero di azione. Da concertare con Uncem. 200 milioni vanno spesi bene per la crescita dei territori. Non abbiamo tempo da perdere”.

CONTRATTI DI FILIERA FORESTALI, USCITA LA GRADUATORIA. UNCEM: ORA MASAF INDIVIDUI RISORSE PER FINANZIARE TUTTI I PROGETTI

È pubblicata sul sito del MASAF la graduatoria dei progetti dei Contratti di filiera forestali. Una grande novità nel settore, con gli “Accordi di foresta”, ovvero strumenti potenziare le relazioni intersettoriali lungo le catene di produzione, trasformazione e commercializzazione, attraverso l’aggregazione dei produttori e la creazione di responsabilità solidale di imprese e proprietari forestali. Un punto fermo per attuare Legge e Strategia forestale nazionale. Sul quale Uncem ha sempre creduto visto che gli Accordi di Foresta sono stati concepiti a Santa Sofia tre anni fa, a “Oltreterra”, evento promosso da Slow Food, Legambiente con Uncem, il Parco delle Foreste Casentinesi e Romagna Acque.

“La graduatoria prevede molti progetti ammessi e una dozzina finanziati, visti i 10 milioni di euro a disposizione – precisa Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – ringrazio il Ministro Francesco Lollobrigida per il lavoro fatto, anche con il Direttore generale Alessandra Stefani. Ora occorre individuare altre risorse per finanziare tutti i progetti ammissibili. È molto importante. È una novità decisiva per tutti, per attuare il TUFF, per rendere le filiere italiane autonome, come scritto anche nel Decreto Made in Italy e come sancito dal Cluster Foresta Legno nazionale nato a luglio. Chiediamo al Ministro Lollobrigida di trovare in legge di bilancio 50 milioni di euro per i Contratti di filiera forestali”.

SALTA IL DOPPIO-VINCOLO, UNCEM: IMPORTANTE SEMPLIFICAZIONE PER LA GESTIONE FORESTALE E IL TAGLIO DEI BOSCHI

Era fortemente auspicato da Uncem insieme con CONAF, SISEF, PEFC, FSC, Compagnia delle Foreste. Tagliare il bosco sarà più facile per tutte le imprese, che da tempo chiedevano semplificazioni efficaci. E così, da ieri le pratiche selvicolturali sono considerate “tagli colturali” e non necessiteranno più di alcuna autorizzazione paesaggistica. Lo prevede l’emendamento al Decreto Asset presentato dal Senatore e Presidente della IX Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura Luca De Carlo, che così supera il problema del “doppio vincolo” paesaggistico, che negli ultimi anni ha creato numerosi aggravi burocratici alla gestione forestale.

L’emendamento di De Carlo – come riporta Sherwood – ha proposto una piccola modifica normativa al Codice dei beni culturali e del paesaggio tanto semplice quanto risolutiva di una situazione che si trascina ormai da anni: all’articolo 149, comma 1, lettera c) del Codice – laddove la norma descrive le deroghe alla preventiva autorizzazione paesaggistica – si esplicita chiaramente che tali deroghe, che fino ad oggi valevano soltanto per i boschi vincolati dall’articolo 142 (Aree tutelate per legge), verranno estese anche ai boschi vincolati dall’articolo 136, ovvero quelli ubicati nelle aree considerate di “notevole interesse pubblico” e definite da decreti ministeriali specifici, le famose foreste sottoposte a “doppio vincolo” paesaggistico.

“Era buonsenso – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem – bloccato da contrapposizioni e insensata lettura del Codice da chi non vede il paesaggio plasmato dall’uomo che lo vive. È così da sempre. I doppi vincoli erano formule antiche che mettevano in crisi solo chi vive e lavora in montagna, imprese boschivi, e anche Comuni. Bene ha fatto il Senatore De Carlo a intervenire accogliendo la proposta fatta da una ampia cordata di chi si occupa di territorio e foreste”.

PASSAGGI A NORD-OVEST E A SUD-OVEST. IL PUNTO SULLE ALPI CERNIERA O BARRIERA STASERA ALLE 18 A ORMEA CON UNCEM E I COMUNI

Le Alpi non possono essere una barriera, per merci, persone, flussi di ogni genere. Uncem torna a ribardirlo stasera a Ormea, alle ore 18, in un incontro pubblico organizzato con il Comune guidato da Giorgio Ferraris e con l’Unione montana Alta Val Tanaro. La Statale 28 le limitazioni volute da un Sindaco sono un problema del Piemonte e del nord-ovest intero. E così il caos al tunnel del Monte Bianco, prima aperto e ora chiuso, è una questione che riguarda anche Ormea. Il sistema alpino dei transiti e dei passaggi è una sfida complessiva di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta. Sfida europea che deve essere affrontata, alla luce del Trattato del Quirinale, in appositi tavoli di programmazione. Sul breve e sul lungo peridoto. Troppi gli elementi di incertezza oggi, sollevati da Uncem e da molte Associazioni di categoria, sullo stato delle reti viarie e ferroviarie transfrontaliere, che dovrebbero inserirsi nelle Alpi-cerniera delle quali il Paese ha necessità. Una migliore pianificazione è urgente per colmare sperequazioni e disuguaglianze, evitare picchi di flusso ai danni delle comunità locali. E organizzare logistica e trasporto pubblico con sguardo al futuro, anche grazie a nuove infrastrutture da pianificare oggi. A partire dalla seconda canna del Bianco, e pure una TAV verso Lione che si snodi a Torino con un servizio efficace e intelligente verso Nizza e la Liguria passando per il Tenda. Solo alcuni per l’analisi nel convegno Uncem a Ormea, aperto a tutti.

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