Wednesday, December 7, 2022
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Novità in libreria: un testo che fa luce sui riti e le manovre che regolano l’università italiana

Prima ricercatore e poi professore universitario di diritto amministrativo, Massimo Tucci è arrivato in libreria con LA MIA LOBBY (Albatros Edizioni) per far luce sui riti e le manovre che regolano l’università italiana.
Un titolo quanto mai profetico e attuale visti gli scandali tra concorsi pilotati, concessioni e altri fatti di cronaca a cui stiamo assistendo.


di Nicola Colao per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – Prima ricercatore e poi professore universitario di diritto amministrativo, Massimo Tucci è arrivato in libreria con LA MIA LOBBY, un titolo quanto mai profetico e attuale visti gli scandali tra concorsi pilotati, concessioni e altri fatti di cronaca a cui stiamo assistendo.

In questa pagine Tucci prende in esame la realtà dell’università italiana e lo fa con quel piglio che fin da giovane – quando avrebbe voluto fare lo scrittore e il giornalista – l’ha visto andare con strenua determinazione controcorrente al sistema, alle dinamiche e alle sue falle: lo stesso principio su cui ha costruito poi tutta la sua carriera accademica.

I riti e le manovre di potere di una casta esclusiva sono esaminati con ironico disincanto da un Insider che li ha vissuti in prima persona in oltre trent’anni di carriera e vorrebbe che le cose cambiassero.

“Un’opera che mancava, nella descrizione di un mondo la cui importanza è cruciale per formare le prossime generazioni ma che al contempo è ancora vittima di usi e retaggi oramai insostenibili – ha commentato l’editore.

Massimo Tucci con l’opera LA MIA LOBBY, edita dalla Albatros Edizioni, punta il faro contro la realtà accademica e le sue regole, cercando non solo di criticare ma anche di “costruire” una via d’uscita da percorrere nei prossimi anni, per continuare a dare speranza a chi rappresenterà il futuro del nostro paese

La cover del volume

LA MIA LOBBY – ha spiegato l’autore – ha avuto una gestazione lunga e nasce molto prima degli scandali degli ultimi tempi. Come ho scritto nella prefazione, questo non è un libro scritto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. La mia carriera universitaria è stata per me soddisfacente. Non ho conti da regolare, forse qualche piccola e gratuita umiliazione subita da questo o quel cattedratico dell’epoca che stava sponsorizzando un altro candidato, ma nulla che non si possa dimenticare. Credo però che solo un Insider possa aiutare a comprendere un mondo complesso come quello accademico e contribuire a cambiarlo: perché una cosa è certa, così com’è l’università italiana non funziona e non funzionerà mai se non si comprende prima quali meccanismi contorti e sbagliati la regolano.

Questa mancata comprensione della realtà universitaria è alla base dei tentativi falliti di riforma che si sono succeduti nel tempo”.

È proprio inseguendo questa precisa missione che Tucci all’interno del libro suggerisce alcune ricette per dare una speranza ai tanti che vorrebbero riformare veramente il mondo accademico.

Un’analisi senza filtri, insomma, di una delle tante lobby che costellano la società italiana, accompagnata da una serie di proposte concrete che devono muovere però da un presupposto fondamentale per l’Autore: ogni cambiamento dovrà partire dal dato umano, dalla riforma in primo luogo delle coscienze di quanti dovranno realmente attuarla.

LA MIA LOBBY

Autore: Massimo Tucci

€ 16,00 – pp. 168

Rilegatura Brossura

I Edizione – Collana Saggistica

ISBN 9788831377645

BIOGRAFIA

Massimo Arnaldo Tucci

Massimo Tucci

Professore universitario di diritto amministrativo, dopo un periodo di formazione in diverse università del nord Europa (tra Olanda, Francia e Lussemburgo), grazie a borse dì studio da queste attribuitegli ha insegnato in varie università italiane, da nord a sud. Autore di numerose monografie e articoli scientifici, è stato coordinatore scientifico di un Consorzio tra Università e mondo imprenditoriale, e ha partecipato a importanti progetti di collaborazione tra Unione Europea e università estere, dalla Siberia allo Zimbabwe. Ha anche collaborato come visiting professor a programmi sponsorizzati dall’UNIDO (United Nation Industrial Development Organization) delle Nazioni Unite.

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