Friday, April 19, 2024
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Ritorna a Spazio Arteatrio “LA FELICITÀ È UNA PICCOLA COSA”, di e con Maurizio Canforini. Dedicato alla figura di Trilussa, il poeta del popolo  di Roma che, come pochi,  ha saputo raccontare la vita nelle sue piccole sfumature regalandoci attraverso la sua poesia grandi emozioni.

Geppetto ha creato proprio un bel burattino. Pinocchio! Sei un figliolo con poca voglia di studiare e tanta curiosità̀ che, a gambe fatte e vestitino di carta fiorita indossato, andrai incontro ad una serie di avventure che ti porteranno a voler diventare un bambino, ad avere anche tu un cuore che batte come quello del tuo babbo. 


di Nicola Colao per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – Carlo Alberto Salustri, in arte Trilussa, non è stato solo il più grande poeta romanesco di fine Ottocento inizi Novecento, ma anche lo chansonnier della “Terza Roma”, nata subito dopo la breccia di Porta Pia.

Ripercorrere la sua vita e ascoltare i suoi versi significa fare un viaggio indimenticabile nella Belle Époque romana, dai palcoscenici dei café chantant ai tavoli delle osterie, in compagnia di una moltitudine di personaggi, noti e meno noti, che hanno reso unica questa città millenaria.

Ritorna così ancora una volta Spazio Arteatrio questa straordinaria “Piece” dal titolo “LA FELICITÀ È UNA PICCOLA COSA”. Scritto e diretto e interpretato da Maurizio Canforini. Dedicato alla figura di Trilussa, il poeta del popolo  di Roma che, come pochi,  ha saputo raccontare la vita nelle sue piccole sfumature regalandoci attraverso la sua poesia grandissime emozioni.

Carlo Alberto Camillo Salustri – lo ricordiamo per dare alcune informazioni ai nostri lettori – nasce a Roma il 26 ottobre 1871 figlio di Vincenzo, cameriere originario di Albano Laziale, e Carlotta Poldi, sarta bolognese. Secondogenito dei Salustri, venne battezzato il 31 ottobre nella chiesa di San Giacomo in Augusta, con l’aggiunta di un quarto nome, Mariano. Nel 1872, la sorella Elisabetta morì all’età di tre anni a causa di una difterite. L’infanzia travagliata del giovane Carlo venne colpita nuovamente due anni dopo, il 1º aprile 1874, per la scomparsa del padre Vincenzo. Carlotta Poldi, dopo la morte del marito, decise di trasferirsi con il piccolo Carlo in via Ripetta, dove rimase per soli undici mesi, per traslocare nuovamente, nel palazzo in piazza di Pietra del marchese Ermenegildo Del Cinque, padrino di Carlo. Probabilmente è alla figura del marchese Del Cinque che Trilussa dovrà la conoscenza di Filippo Chiappini, poeta romanesco seguace del poeta Belli. infatti Chiappini, nel sonetto Ar marchese Riminigirdo Der Cinque, indirizzato al padrino di Carlo Alberto, sembra riferirsi a Carlotta Poldi e a suo figlio quando, nella terzina conclusiva, scrive:

S’aricordi de me: non facci sciupo
de la salute sua, ch’adesso è bbona,
un zaluto a Ccarlotta e un bacio ar pupo.»
tradotto in italiano “«”Si ricordi di me: non rovini
la sua salute, adesso che è buona,
un saluto a Carlotta e un bacio al bambino”.

Nel 1877 Carlotta iscrisse suo figlio alle scuole municipali San Nicola, dove Carlo frequentò la prima e la seconda elementare. In seguito, nell’ottobre 1880, sostenne l’esame per essere ammesso al Collegio Poli dei Fratelli delle scuole cristiane, ma avendo sbagliato una semplice sottrazione, fu costretto a ripetere il secondo anno. A causa della sua negligenza e dello scarso impegno dovette ripetere anche la terza classe per poi, nel 1886, abbandonare definitivamente gli studi formali, nonostante le pressioni della madre, dello zio Marco Salustri e del professor Chiappini, che insistettero affinché Carlo continuasse a studiare.

A corredo di un articolo del Corriere della Sera del 7 Novembre 2020, nelle pagine sportive, appare la foto di Trilussa vicino ad un’altra foto di un giovane atleta immortalato con la maglia della S.S. Lazio. Le due persone sono pressoché identiche: la foto infatti fu scattata dentro la Casina dell’Uccelliera di Villa Borghese tra il 1906 e il 1913, luogo della vecchia sede ufficiale della Polisportiva S.S. Lazio. Trilussa, infatti, conosceva tutti i dirigenti della Lazio ed era amico con Giggi Zanazzo e Nino Ilari, noti poeti e commediografi che frequentavano assiduamente la società biancoceleste. Sandro Ciotti, noto calciatore delle giovanili della Lazio, tifoso della medesima e futuro radiocronista sportivo nato a Roma, aveva avuto come padrino di battesimo proprio Trilussa

Trilussapseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Salustri è scomparso a Roma, il 21 dicembre del 1950; nella sua vita è stato un poetascrittore e anche un giornalista italiano,

“LA FELICITÀ È UNA PICCOLA COSA”

SPAZIO ARTEATRIO

Via Nicola Maria Nicolai 14 – oo156 Roma

Date & Orari:
Venerdì 5 maggio –  ore 21:00

 

La locandina della piece teatrale
Una immagine Maurizio Canforini

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