Wednesday, May 22, 2024
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Roma. Il progetto espositivo delle opere dell’artista Santi Sindoni avrà luogo presso l’Aula Magna del rettorato dell’Università degli Studi “La Sapienza”

De Liberis: “Alla luce della personale partecipazione ad alcune attività espositive, Santi mi confermava di aver realizzato circa 150 opere su tela, con i tagli e le relative cuciture, e 400 disegni, eseguiti con la stessa tecnica”.


di Andrea De Liberis per il Quotidiano l’Italiano

ROMA –

L’Esposizione a Roma dell’artista Santi Sindoni rappresenta un ulteriore tappa della mostra itinerante legata a problematiche di una società che desidera con forza un cambiamento del nostro sistema giudiziario, grazie all’esperienza personale dell’artista volto alla funzione riabilitativa fondamentale nella pena carceraria.

Contrario alla pena dell’ergastolo, che pone in essere l’assenza riabilitativa della funzione sociale nell’ambito della limitazione della libertà, deve con criterio rieducativo per ora poco applicato nella nostra cultural sociopolitica sostenuta solo dal pensiero liberale, poco rappresentato nel nostro arco parlamentare.

La presentazione del grande ed impegnativo dipinto “Omaggio a Falcone e Borsellino”, dal titolo ‘’Un Boato da Capaci a Via D’Amelio’’ dalle dimensioni di 400cmx250cm, di proprietà del Tribunale di Palermo, acquistato direttamente dal maestro, risulta una opera importante nel percorso artistico del maestro Sindoni.

Infatti, dopo aver ottenuto i diplomi di tecnica pittorica nel 1976 presso l’Istituto d’arte del Castello Sforzesco a Milano, ha ottenuto dopo un percorso triennale il diploma dell’affresco e del restauro, e nel 1980 presso l’Accademia di Brera in pittura e studio della figura.

Dal 1972, durante il primo corso ha iniziato a realizzare opere di particolare interesse volte a rimarginare i tagli di Lucio Fontana, (venuto a mancare nel 1968), ricucendo quello che per il maestro rappresentava una ferita indelebile dell’arte, colpita sul supporto più utilizzato dagli artisti e chiudendo così una fase che appariva insuperabile nel concetto spaziale bidimensionale e tridimensionale.

Una ferita che Santi Sindoni, ha inteso ricucire con il filo chirurgico, come un medico in una fase di una operazione volta a suturare la ferita su di un corpo umano.

Questa idea che ho trovato interessante, fin dagli albori della sua espressione artistica, con il diretto contatto che ho avuto con il giovane Sindoni, allora aperto al nuovo apprendimento scolastico.

L’idea del grande Emilio Villa, padre della critica italiana, ha definitivamente dato coraggio a questa operazione estetica conclusasi negli anni 80’.

Gli studi della tecnica dell’affresco hanno dato il via così una volta ristabilito definitivamente l’uso della tela e della raffigurazione classica, nonché alla realizzazione di sculture su lastra di alluminio, che parallelamente si allacciavano al vecchio percorso dei tagli di Fontana.

Alla luce del percorso artistico di Santi Sindoni, trovo interessante la sua attività, volta dopo l’anno 2000, per motivi di carattere giudiziario, e sul concetto riabilitativo dello stesso sistema che spesso viene applicato che ha permesso di essere protagonista in quegli anni, di una operazione culturale, con la realizzazione di opere pittoriche ed affreschi, realizzati, non solo nelle carceri, ma anche presso i Tribunali, tra cui quello di Milano, dove appaiono ben inseriti i suoi affreschi.

Tra gli innumerevoli eventi cui il maestro ha partecipato, uno tra i più importanti riguarda l’esposizione di tre sue opere presso la Biennale di Venezia avvenuta nel 2012, ai tempi curata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Nel 2016 ha donato alla Niaf (National Italian American Foundation) l’opera dedicata alla tragica strage dell’11 settembre, al titolo ‘’Erhab- 11 settembre’’ 200cmx300cm.

L’intervenuta grazia del Presidente della Repubblica, onorevole Mattarella, che ha ben compreso lo stimolo riabilitativo di un artista come Santi Sindoni, un premio più che meritato per quanto è riuscito a realizzare in quei pochi anni di restrizione della sua libertà, che grazie all’arte con le sue opere da quella costrizione, per Santi Sindoni, non è stata mai percepita come tale, se non come atto di riflessione per una vita ritrovata grazie al proprio significato nell’arte.

Il programma delle attività espositive del progetto prevede dopo la manifestazione romana che si svolgerà il 15 maggio, un’esposizione a Milano a Bergamo ed in Francia a Montargis nella Loira.

Si prevede inoltre un ulteriore esposizione a Parigi, che è in fase di programmazione ed un’ultima a New York.

Tali esposizioni potranno essere sponsorizzate da Istituti ed imprese, con la formula di defiscalizzazione degli oneri sociali, prevista per legge, sulla base della richiesta da parte della Fondazione Artè Etra.

Il Maestro Sante Sindoni mentre esegue una delle sue richiestissime opere artistiche
Il maestro Sindoni a Roma nello studio del critico d’arte Andrea De Liberis
Nella foto da sin. il celeberrimo prof. Mauro De Felice storico dell’arte, il giornalista e scrittore Riccardo Colao, direttore del nostro quotidiano l’Italiano, e il dott. Andrea De Liberis critico d’arte di fama europea. Sono convinti della necessità che l’opera del m° Sindoni sia maggiormente diffusa e conosciuta sia in Italia che in campo internazionale
Nelle due opere pubblicate in questo articolo i temi delle ricuciture dei tagli di Sante Sindoni

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