Friday, February 3, 2023
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Scoppia il “caso Buzzanca”. E’ in gioco la salute se non la vita stessa dell’attore conteso tra il figlio e la compagna. Perché la Magistratura non interviene? E se fosse trattenuto contro la sua stessa volontà?

L’attenzione, Francesca Della Valle, la sposta, lo sottolineiamo ancora, sull’utilizzo che si fa della legge 6/04 che regola l’amministrazione di sostegno, un istituto di tutela giuridica importante e delicata. Il Tribunale, infatti, designa una figura di sostegno per dare supporto a persone che si trovano o entrano in condizioni di fragilità. L’obiettivo è garantire aiuto (questo è ciò che conta) a persone che perdono o non hanno sufficiente autonomia di vita (e questo è davvero delicato) senza ledere la libertà, o almeno contenendo l’invasione.

E quando si parla di libertà, a questo valore, siamo particolarmente sensibili e seppur non possiamo far altro che narrare la cronaca che coinvolge il noto attore, non possiamo non evidenziare che questo istituto giuridico, in generale, sarebbe veramente degno della massima attenzione da parte di tutti coloro che ne sono interessati, giuristi e parti in causa.


di Romano Scaramuzzino per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – Al momento è ricoverato presso il policlinico Gemelli di Roma, il famoso attore siciliano Lando Buzzanca. Così riferisce il figlio Massimiliano all’agenzia AdnKronos.

L’artista, di 87anni, che ha recitato sia nel cinema (iniziando come comparsa, nel 1959, anche con il  colossal cinematografico “Ben-Hur”, per poi esordire nel 1961 con il regista Pietro Germi in “Divorzio all’italiana” e in “Sedotta e abbandonata” nel 1964 ma anche con i film cosiddetti di serie B, dove ha interpretato il ruolo caratteristico del siciliano amante delle donne, come “il merlo maschio” del 1971, sapendo, però, gestire questo suo personaggio non cadendo mai nel volgare anzi rifiutando proposte di questo tipo per dedicarsi poi alla radio) che alla televisione con Delia Scala, nel 1970, nel varietà “Signore e signora” e, più in là negli anni, con fiction come “Mio figlio”, nel 2005, ma anche in teatro, si trova al centro delle cronache italiane per via del suo precario stato di salute e di come quest’ultima è stata gestita.

Al policlinico di Roma, Buzzanca, ci è finito per una caduta che gli ha provocato la rottura del femore. Precedentemente, il noto attore era ricoverato presso una Rsa dove, secondo il dottor Fulvio Tomaselli (che si dichiara medico e amico dell’artista) “Le ‘amorevoli cure‘ dichiarate nel ricovero in Rsa dal 27 dicembre, hanno travolto un uomo, che un anno fa camminava e parlava, nella tragica ombra di sé stesso, rannicchiato in un letto, scheletrico, sfinito, drammaticamente lucido. Questo stato l’ho già denunciato il 5 agosto, come suo medico di fiducia. Ora sta peggio”.

Alla voce del dottore Tomaselli si unisce quella della compagna di Buzzanca, Francesca Della Valle, che parla dello stato di salute dell’attore in questo modo: “in uno stato raccapricciante (in riferimento all’artista siciliano, ndr), di forte denutrizione, è un uomo alto 1,87 cm e oggi pesa 40 chili. Ha piaghe da decubito su tutto il corpo dovute a un’immobilità forzata. Lo hanno sequestrato per non farlo parlare, truffato e isolato per annientarlo. Perché questo è quello che accade con l’applicazione della legge 6/04, basta con le corbellerie”.

A queste pesanti accuse risponde il figlio di Buzzanca, Massimiliano, che afferma: “Tagliamo la testa al toro, chi fino a ora ha parlato, intanto, è una persona che si permette di dire di essere il medico personale di papà, ma non ne ha assolutamente la qualifica…Per questo presenterò a breve una denuncia querela alla procura e una al Consiglio dell’ordine degli avvocati, per capire anche un’altra cosa: perché esiste il diritto alla privacy per tutti e non per Lando Buzzanca? Farò denuncia nei confronti dell’Autorità garante della privacy, perché non è possibile che non si sia ancora mossa nei confronti di certa gente che parla e sparla della salute di mio padre sui social”.

E, in effetti, sui canali social, soprattutto, dicono la loro sia Tomaselli che Della Valle e, a dir il vero, sulla pagina Facebook della compagna di Lando Buzzanca, si vede quest’ultimo, più volte, fotografato in serena vicinanza della compagna.

Comunque sia, Massimiliano Buzzanca, riferisce che il padre “Purtroppo, a livello cognitivo, con la testa non ci sta più da un bel po’ di tempo e lì c’è ben poco da fare”.

L’attenzione, Francesca Della Valle, la sposta, lo sottolineiamo ancora, sull’utilizzo che si fa della legge 6/04 che regola l’amministrazione di sostegno, un istituto di tutela giuridica importante e delicata. Il Tribunale, infatti, designa una figura di sostegno per dare supporto a persone che si trovano o entrano in condizioni di fragilità. L’obiettivo è garantire aiuto (questo è ciò che conta) a persone che perdono o non hanno sufficiente autonomia di vita (e questo è davvero delicato) senza ledere la libertà, o almeno contenendo l’invasione.

E quando si parla di libertà, a questo valore, siamo particolarmente sensibili e seppur non possiamo far altro che narrare la cronaca che coinvolge il noto attore, non possiamo non evidenziare che questo istituto giuridico, in generale, sarebbe veramente degno della massima attenzione da parte di tutti coloro che ne sono interessati, giuristi e parti in causa.

Forza Lando, gli amanti del cinema e dello spettacolo italiano, tifano per te!

Romano Scaramuzzino

L’attore Lando Buzzanca che negli anni ’60 e 70 interpretava la figura del maschio italiano, secondo la sua attuale compagna, sarebbe “trattenuto” contro la sua volontà in una casa di riposo. Ma Se Lando è capace di intendere e di volere perché non può uscire da questa struttura?
testatina

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