Monday, December 5, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Superbonus 110% Preoccupazioni e suggerimenti legislativi

Chiaro è, che se ad oggi , per poter avere delle forniture circa i materiali d’uso, ipotizzati alla fornitura in un periodo temporale di un semestre, e vista anche che il primo SAL è in una entità economica pari al 30% dell’importo di appalto, me ne consegue che parec-chie imprese non produrranno quanto di spettanza in normativa, quindi, incorrerebbero nel serio rischio di fallire per mancanza di manufatti tecnici ricostruttivi, non per incapacità produttiva.


di Giovanni Bevacqua per il Quotidiano l’Italiano

Mi rivolgo ai legislatori, come anche alle associazioni di categoria, le quali dovrebbero suffragare e condizionare decisioni attuative, visto che i legislatori sono espressione di un mondo laico a quello delle imprese.

Ne avevo ipotizzato in tempi non sospetti, tanto che ne ebbi modo di denuncia ideologica circa i negativi percorsi che avrebbe comportato all’alba del suo sorgere nello scenario normativo, è caratterizzante, questo utile provvedimento di riqualificazione del sistema Abitativo Privato, ma anche contemplativo di difficolta ad essere gestito in un periodo di brevità sostanziale, non solo temporale, ma anche di quello attuativo. Se vogliamo, una nuova forma di schiavizzazione camuffata da elementi strutturali quali il subappalto. Mi permetto, tanto da attenzionarVi in premessa, che: Abbiamo un sistema produttivo dei semilavorati, come anche dei beni stru-mentali i quali parametri produttivi sono condizionati ad un momento di statistica della commercializzazione riportata al consumo medio in un arco temporale, con la consolidata gestione quantitativa di non produrre ma-gazzeno. Ora chiaramente una così contemporanea richiesta di produzione ha già fatto implodere il sistema delle produzioni, per giunta, quando ancora il provvedimento non ha raggiunto il picco di decisione tecnica, come amministrativa, all’utilizzo del beneficio, per es-sere più chiaro dico, come si direbbe in altre circostanze, che non ha raggiunto il massimo della prospettiva del tetto di spesa. Chiaro è, che se ad oggi , per poter avere delle forniture circa i materiali d’uso, ipotizzati alla fornitura in un periodo temporale di un semestre, e vista anche che il primo SAL è in una entità economica pari al 30% dell’importo di appalto, me ne consegue che parec-chie imprese non produrranno quanto di spettanza in normativa, quindi, incorrerebbero nel serio rischio di fallire per mancanza di manufatti tecnici ricostruttivi, non per incapacità produttiva.

Morale, se dovessero continuare con questo condizionamento di fattibilità, tempo sei otto mesi, e soffocherà questo sistema di pura legislativa emanazione con il mondo della produzione e delle piccole imprese a farne le spese. Non è un momento di denuncia o di catastrofismo, sono abbastanza ottimista di mio, ma di consapevolezza e responsabilità, almeno personale, vista an-che la difficoltà con la quale professo denuncia e pro-posizioni assente da tempo oramai, senza sponda di consessi sindacali.
Come anche un nuovo modo di rapportarsi al raggiungimento degli obbiettivi, ci aiuterebbe a calmierare i prezzi dei materiali d’opera, i prezzi delle opere provvisionali come anche strumentali.
Non di meno, non riusciremo nell’intento vista anche la carenza di manodopera tecnica, operai specializzati intendo, visto che per formare un discreto qualificato, non specializzato, occorrono almeno due anni, per non dire di uno specializzato utile alle lavorazioni oggetto di bonus.

Come anche un nuovo modo di rapportarsi al raggiungimento degli obbiettivi, ci aiuterebbe a calmierare i prezzi dei materiali d’opera, i prezzi delle opere provvisionali come anche strumentali.
Non di meno, non riusciremo nell’intento vista anche la carenza di manodopera tecnica, operai specializzati intendo, visto che per formare un discreto qualificato, non specializzato, occorrono almeno 2 anni, per non dire di uno specializzato utile alle lavorazioni oggetto di bonus. Ma riten-go, aiutato da questa breve premessa, che saremmo ancora in tempo a proporre uno stato di programmazione affinché un beneficio non si traduca in un incubo.
Come anche da non sottovalutare, quindi merita un’ attenzione particolare, quella che le Aziende nazionali, vista anche per loro la difficoltà di approvvigionamento di materie prime, pur di soddisfare la domanda non di-sdegnano il fatto di approvvigionarsi dei semilavorati provenienti da aziende estere, vedi Austria, Svizzera, Germania Francia e Cina, favorendo così facendo il Pil di quei paesi dove esiste surplus di produzione, in quan-to non hanno in auge il miglioramento del sistema abitativo. Come anche il miglioramento dell’ambiente attraverso il sistema delle energie rinnovabili con abbatti-mento di produzione in atmosfera di emissioni di C02. Ne consegue che invece di incrementare la nostra economia, ne stiamo sopportando la spesa a tutto discapito delle nostre aziende, le quali sono diventano dei presta-tori di servizi a tutto discapito della produzione ed incrementando il Pil di quei paesi fornitori.
Non ultimo ma come anche non attenzionare che, come si può indurre a spese di centinaia di migliaia di Euro, mi riferisco all’acquisto da parte delle Aziende di beni strumentali, quando il periodo di produzione e utilizzo è limitato in un arco temporale di 2 anni. Non trascurabile, la possibilità negativa di sequele di azioni legali e risarcitorie per mancanza di qualità nella esecuzioni delle opere, o per mancati adempimenti nei tempi di esecu-zioni, con decadimento dei benefici.
Come anche, ipotizziamo e ragioniamo che tutti coloro i quali volessero utilizzare il beneficio del superbonus produrrebbero le dovute documentazioni all’Enea , entro il primo semestre del 2023, legittima aspirazione per poter usufruire del superbonus, con quali modalità di scelta, visto che non troverebbero nemmeno le imprese pronte a recepire questa ingente mole di lavoro, come le aziende produttrici di produrre manufatti e semilavorati, come il sistema della cessione dei crediti, ritornando al primo interrogativo, sarebbero selezionati i beneficiari, a discapito di quelli che hanno, nel periodo temporale della legge in vigore, affrontato spese di tecnici perché svolgessero le attività di corredo alla domanda.
E mi vado a ipotizzare una forma di regolamento a momenti di gestione temporale, momenti di programmazione e decisione, come momenti attuativi il progetto.
• Acquisizione delle Domande o Dichiarazione d’Intenti al BENEFICIO nell’arco di scadenza temporale del 2022
• Iscrizione nel BILANCIO STATALE delle scaturenti somme
• Spalmabilità delle somme di cui sopra nell’arco temporale entro il 2030
• Proroga programmatica del Periodo di esecuzione dei lavori al 2030, anno in cui c’è da rendicontare in Commissione Europea circa il raggiungimento dei parametri programmati al fine della diminuzione dell’emissioni di CO2 ed altri parametri frutto degli accordi sul clima.
• Creare responsabilità Tecnica di decisione su quegli immobili che hanno prevalenza di urgenza interventistica
• Dare possibilità alle Imprese Storiche (delle nuove ne parlerò in altra sede) di programmarsi e acquisire più commesse, senza assilli o concorrenza , ma da ultimare entro il 2030
• Ridiscutere con le aziende produttrici circa la calmierizzazione economica delle forniture ricondizionandosi ai prezzi al 31 dicembre 2020
Dare corso ai programmi regionali di formazione attuando il punto di cui nella mia piattaforma “togliamo i soldati ai Generali” , utile alla pianificazione della gestione dei migranti, come anche per il contrasto alle criminalità mafiose e delinquenza comune.
Da non sottovalutare che nell’ultimo periodo , si sono iscritte alle Camere di Commercio 11.000 nuove Imprese con codice Ateco del settore Edile, la cosa imporrebbe analisi e valutazioni.
Chiaramente questa nota, forma un principio di ragionamento ideologico e fattivo, circa possibilità di programmazione di reddito sociale, statale, personale come anche riconoscimento per quelle Imprese che si sono adoperate a mantenere occupazione costante , in un periodo come questo che ha visto prevalere lo stato di Responsabilità e Appartenenza. Ridiamo soggettualità al settore categoriale della Piccola e Media Impresa , senza lasciargli lo spazio per riessere dei numeri da doversi giocare sui tavoli del subappalto.

PROF. GIOVANNI BEVACQUA
(Imprenditore Settore Edile)

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