Wednesday, December 7, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Cortometraggio nel “Borgo Antico”trasformato a 2026. Ma ne avevamo veramente bisogno?

La più grande società di consulenza a imprese del mondo, sezione italiana, con un grande regista come Michele Placido, protagonista Riccardo Scamarcio, la bella Carolina Crescentini, le musiche del premio Oscar Nicola Piovani, ha montato ‘Presto sarà domani’. ‘Borgo Antico’ è il nuovo nome di Città della Pieve al 2026, tutta rinnovata da 5G, digitalizzazione dei servizi, green economy spinta. Tutto nuovo, il borgo.


di Gianfraco Simmarco per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – “Che la telenovela dei ‘borghi italiani da trasformare e ripopolare’ con i miliardi del PNRR, da rendere più belli, virtuosi, veloci, vincenti, sexy e dolci, avesse nuove puntate, Uncem non lo ha mai messo in dubbio. Che nella telenovela, la nuova puntata fosse proprio un cortometraggio lo abbiamo scoperto per caso.

E siamo rimasti a bocca aperta. La più grande società di consulenza a imprese del mondo, sezione italiana, con un grande regista come Michele Placido, protagonista Riccardo Scamarcio, la bella Carolina Crescentini, le musiche del premio Oscar Nicola Piovani, ha montato ‘Presto sarà domani’. ‘Borgo Antico’ è il nuovo nome di Città della Pieve al 2026, tutta rinnovata da 5G, digitalizzazione dei servizi, green economy spinta. Tutto nuovo, il borgo.

Dove tutti vivono benissimo e sorridono. Bello certo. Ora, la domanda è se avevamo veramente bisogno di cambiare nome a un paese e renderlo stucchevolmente irreale, quando è bellissima peraltro così, Città della Pieve, con la fatica che Sindaco e Amministrazione, cittadini di oggi e di domani, Associazioni, Terzo Settore, Parrocchia, Enti, imprese, negozianti fanno per restare e organizzarsi i servizi. Per essere Stato.

Non un borgo, definizione irreale, ma un paese, un Comune e una comunità. Che forse si potrebbero raccontare – e Uncem offre a chi lo desidera, di farlo insieme, senza nulla in cambio, compreso chi lo ha fatto in questo corto d’autore presentato pochi giorni fa –  per come sono veramente, pieni di difetti e scontri, delusioni e mancanze, e come li vive li abita o come li vorrebbe vivere diversamente, grazie a tante opportunità che il PNRR può, deve portare senza retorica e troppe milestones, ma semplicemente accorciando distanze e riducendo un po’ i divari. Non serve tutto e subito, verso il 2026. Siamo dentro processi lunghi, dinamiche di comunità che vanno accompagnate e che sappiamo quanto non abbiano bisogno – le grandi e piccole società di consulenza a imprese ed enti lo sanno, e proponiamo loro un patto moderno, serio, efficace – di visioni edulcorate, migliori, con la manna tra il porfido e i negozi dei borghi. Paesi”.

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