Saturday, March 2, 2024
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Calcio – Serie B. Ben…evento del Palermo al Vigorito che espugna, grazie al gol di Brunori

al 9’ della ripresa quando il piccolo sgusciante indomito Claudio Gomes ha vinto l’ennesimo takle su Viviani e avviato il contropiede fatale, che lanciava Brunori, solo nella prateria del reparto difensivo sannita. Scatto perentorio, controllo di sinistro e diagonale forte e teso di destro, radente l’erba: la palla  sguscia tra le gambe prima di Leverbe e poi tra quelle di Paleari, vanamente  proteso in tuffo.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

BENEVENTO – Con una partita tatticamente impeccabile, Corini (ri)trova il suo Palermo, ovvero quello dei quattro risultati utili consecutivi, prima della sfortunata ( e immeritata) sconfitta al San Marulla di Cosenza. E lo ritrova perché il suo bomber, Matteo Brunori, reagisce all’impasse dei due rigori di fila sbagliati con una prestazione sontuosa, un gol bellissimo e un quasi-gol da cineteca.

Palermo, piazza difficile per chiunque, lo è ancor di più per chi la ama visceralmente, intendo mister Corini. che a Palermo e nel Palermo ha vissuto la parte migliore della sua prestigiosa carriera e perché a Palermo ha trovato la compagna della vita. Logico, quindi, pensare che tutto questo non foss’altro nient’altro che un segno inequivocabile del destino: dopo aver guidato da capitano in campo i rosanero alla conquista della Serie A, dopo oltre trent’anni di purgatorio tra serie C e Serie B, ne sia diventato l’allenatore.

E da allenatore Corini ha “scoperto” l’altra faccia della medaglia: quella del ghigno a volte sardonico e quasi sempre beffardo dei tifosi, delusi del campionato troppo al di sotto delle loro ardite aspettative.

Non dimenticheremo mai che gran capitano sia stato per noi – dicevano fino a ventiquattro ore fa (quasi) tutti i tifosi rosanero –  ma come allenatore non va!”:
Questa, in sintesi, la critica della tifoseria, che come tale vuole tutto e subito e non accetta che la sua squadra languisca nelle ultime posizioni della classifica. Gran parte del “popolo rosanero”, infatti, non ha mai accettato come buono l’assunto, proclamato sin dall’inizio del campionato, secondo il quale il Palermo quest’anno, “bando ai sogni di Serie A, può solo consolidare la categoria”.

E dai, quindi, alle critiche più feroci, spesso, come si usa dalle nostre parti, venate di ironia e sarcasmo, nei confronti di Corini, tacciato di “difensivismo cronico e incapace di dare un gioco alla sua squadra”.

Ma Corini, persona di rara cultura, non solo calcistica e allenatore moderno che sa cambiare sistema di gioco se le circostanze lo richiedono, non perde mai il controllo della situazione; non si esalta nelle vittorie né si deprime nelle sconfitte. Ricerca sempre l’equilibrio, prima dentro se stesso, così da poterlo trasmettere alla squadra. Che ieri, nel difficile terreno del “Vigorito” ha cominciando guardingo, resistendo senza particolari patemi (nessun intervento di rilievo di Pigliacelli) all’inizio arrembante dei ragazzi di Cannavaro, per poi progressivamente prenderne le misure e piazzare, alla prima occasione possibile, l’azione vincente: precisamente, al 9’ della ripresa quando il piccolo sgusciante indomito Claudio Gomes ha vinto l’ennesimo takle su Viviani e avviato il contropiede fatale, che lanciava Brunori, solo nella prateria del reparto difensivo sannita. Scatto perentorio, controllo di sinistro e diagonale forte e teso di destro, radente l’erba: la palla  sguscia tra le gambe prima di Leverbe e poi tra quelle di Paleari, vanamente  proteso in tuffo.

Il gol accende di viva luce  tutto il Palermo e, in primis, il suo bomber, che non è il capitano  del Palermo solo perché ne indossa la fascia ma perché se la merita. E se la merita perché può sbagliare un rigore, ne può sbagliare due, ma da due anni ormai le vittorie del Palermo portano quasi sempre il marchio dei suoi gol.

Di contro il gol di Brunori (il suo settimo sigillo, vicecapocannoniere della Serie B) scatena la rabbia del Benevento ma i suoi attacchi sempre più convulsi, sempre più caotici si infrangono regolarmente contro il muro della difesa rosanero.

Cannavaro opera in un colpo solo tre sostituzioni: Schiattarella, Nwankwo e Tello rispettivamente per Viviani, Farias e Forte, ma la musica in campo non cambia. Furore giallorosso e controllo lucido e spietato del Palermo, che riparte in contropiede e,sempre con Brunori, sfiora di un niente il secondo gol: è un’opera d’alta balistica: l’italobrasiliano, intravisto visto Paleari ai margini dell’area di rigore, effetttua un tiro a parabola che, dopo aver superato il trafelato tentativo di parata del n. 1 di casa, si stampa sul palo alla sua sinistra.

E il Benevento che combina nel frattempo? Poco più che un caotico assedio, che non ha sbocchi, se non un tiro di Acampora che sfiora il montante. Oltre a qualche furiosa mischia, che Pigliacelli risolve sempre con il suo coraggio e il suo fisico possente.

Non servono al Benevento a nulla neanche i sette minuti di recupero , perché è il Palermo a “mangiarsi”  il doppio vantaggio: in ripartenza. Vido scatta solo verso la rete avversaria e, giunto in area, smista a Soleri: destro secco, sventato in angolo dal portiere sannita.

E giovedì, al Barbera, arriva il Como, altro avversario insidioso perché più che mai famelico di punti-salvezza: occorre pazienza e coraggio, insieme e… un Brunori come quello visto al “Vigorito”.

Mister Corini

Benevento-Palermo 0-1: 54′ Brunori

IL TABELLINO:

BENEVENTO (4-3-3): Paleari; Masciangelo, Capellini, Leverbe (85′ Pastina), Letizia; Acampora, Viviani (61′ Schiattarella), Improta; Farias (61′ Nwankwo), Forte (60′ Tello), La Gumina (66′ Kubica). A disp.: Manfredini, Lucatelli, El Kaouakibi, Pape Samba, Foulon, Abdallah, Koutsapias. All. Cannavaro.

PALERMO (4-3-3): Pigliacelli; Mateju, Nedelcearu, Bettella, Sala (72′ Crivello); Segre, Gomes, Damiani (68′ Broh); Valente (73′ Vido), Brunori (81′ Soleri), Di Mariano. A disp.: Massolo, Pierozzi, Accardi, Floriano, Marconi, Stulac, Devetak, Lancini. All. Corini.

ARBITRO: Baroni di Firenze (Pagliardini-C. Gualtieri).

MARCATORI: 54′ Brunori.

NOTE: Ammoniti Gomes, Viviani, Broh, Kubica, Tello.

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