Sunday, April 21, 2024
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Eutanasia. Pro Vita Famiglia: In Olanda anche ai bambini, esempio di deriva della morte di Stato – E altre notizie dell’Associazione

«I Figli non si comprano, l’utero in affitto diventi reato universale.
Maestra sospesa. Pro Vita Famiglia: oltre 50.000 firme, Miur intervenga per tutelarla


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – «Il caso olandese di apertura dell’eutanasia anche ai bambini che verranno giudicati in condizioni di salute gravi e “incurabili” è il tragico esempio di deriva della cultura della morte di Stato. L’Olanda fa il paio con il Belgio, dove l’eutanasia per i bambini è stata approvata nel 2014, dieci anni dopo l’approvazione dell’eutanasia per gli adulti. Questo significa che quando un Paese accetta di uccidere i propri anziani o malati ci metterà poco fino ad arrivare a “garantire” la morte per chiunque, anche bambini, solo perché in condizioni di fragilità. Inoltre ci chiediamo, chi giudicherà, al posto dei bambini anche molto piccoli, che le sofferenze sono davvero insopportabili? E se i genitori non vorranno la morte dei loro figli? A quante altre decine di casi di Charlie Gard o Alfie Evans dobbiamo ancora assistere? Siamo di fronte ad un progressivo declino di umanità, una nuova barbarie. C’è da pensare seriamente alla possibile comparsa di un darwinismo sociale, che intende facilitare l’eliminazione degli esseri umani gravati da sofferenza e da difetti per “anestetizzare” la società tutta. L’Italia, dove spesso progressisti e Radicali spingono per eutanasia o omicidio del consenziente, non è immune a questo pericolo». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.
Jacopo Cghe al tavlo del congresso
Utero in affitto. Manifesti choc di Pro Vita Famiglia: Figli non si comprano
«I Figli non si comprano, l’utero in affitto diventi reato universale. Sono partite le nostre affissioni su Roma e nelle principali città italiane con l’immagine di un bambino in un barattolo – trattato come un prodotto da comprare in un supermercato – e con l’invito a firmare la petizione popolare che ha già raggiunto 33.000 firme. Manifesti tra l’altro già vandalizzati a Bergamo. I figli nascono solo da una mamma e da un papà e hanno bisogno di crescere con entrambi, non essere trattati come oggetti e privati di uno dei due genitori, per i desideri ideologici di chi vuole avere “figli” a qualsiasi costo. Far diventare l’utero in affitto reato universale è un’esigenza non più rimandabile e proprio oggi sono iniziate in Commissione Giustizia alla Camera le audizioni sulla proposta di legge per renderlo tale. Abbiamo ascoltato la surreale difesa dell’utero in affitto da parte dell’Associazione Coscioni, di Famiglie Arcobaleno e della rete Lenford per i diritti Lgbtqia+, ma l’unico diritto in ballo è quello dei bambini a non essere trattati come merce. Auspichiamo quindi che la Pdl sia approvata dal Parlamento in tempi rapidi e in modo compatto, senza farsi irretire dai sindaci “disobbedienti” che, per mezzo delle trascrizioni anagrafiche, vorrebbero legittimare proprio questa aberrante pratica. A tal proposito, infatti, ben venga quanto fatto dalla Procura di Padova che ha chiesto al Comune gli atti delle iscrizioni dei figli di coppie omogenitoriali per sottoporli al vaglio del Tribunale». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus.
Sopra: Un manifesto sull’utero in affitto di Pro Vita & Famiglia Onlus. Sotto: uno dei manifesti imbrattato e vandalizzato a Bergamo

Maestra sospesa. Pro Vita Famiglia: oltre 50.000 firme, Miur intervenga per tutelarla
«Quanto successo alla maestra Marisa Francescangeli, sospesa con decurtazione dello stipendio solo per aver fatto recitare un’Ave Maria in classe, è gravissimo. Un provvedimento spropositato. Assurdo soprattutto se pensiamo che oggi in classe, nel silenzio di politica e istituzioni scolastiche, si insegna ai bambini che il loro sesso è “fluido”, che si può essere maschi o femmine a seconda di come ci si sente, e si può scegliere di essere chiamato con il proprio genere preferito con la Carriera Alias. Al contrario, se si recita una semplice Ave Maria la repressione è immediata e brutale. E’ urgente un intervento del Ministero dell’Istruzione per tutelare la maestra contro una sanzione ingiusta e dal sapore laicista e anticristiano. Ingiusta non solo per il gesto in sé, ma anche come dimostra la solidarietà espressa dalle famiglie della scuola, dai suoi colleghi, dai sindacati e dalle associazioni di insegnanti e dalle oltre 53.000 firme raccolte in poche ore dalla nostra petizione popolare». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus.
Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus
testatina

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