Friday, February 3, 2023
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“Italia Cinquanta. Moda e Design. Nascita di uno stile”: La mostra organizzata e promossa dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli-Venezia Giulia

Negli anni Cinquanta, dopo un lungo periodo di forte crisi economica e sociale dettata dal dopoguerra, l’Italia e gli italiani, spinti da un forte desiderio di rinascita si avvicinarono a quello che aggi viene ricordato come il Miracolo Italiano (1950- 1960), il quale viene ricordato come un periodo di forte crescita economica e di sviluppo tecnologico.


di Alessandra Lupo per il Quotidiano l’Italiano

CATANIA- Nella città friulana di Gorizia dal 21 marzo al 27 agosto 2023 si terrà la mostra ‘’Italia Cinquanta. Moda e Design. Nascita di uno stile ’’ presso il Museo della Moda e delle Arti Applicate, promossa e organizzata da ERPAC FVG – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli-Venezia Giulia.

Un viaggio all’insegna dell’arte e della cultura, dallo stilista Roberto Capucci all’architetto Giò Ponti che insieme ad altri noti personaggi hanno dato vita al cosiddetto Italian style e Made in Italy.

Negli anni Cinquanta, dopo un lungo periodo di forte crisi economica e sociale dettata dal dopoguerra, l’Italia e gli italiani, spinti da un forte desiderio di rinascita si avvicinarono a quello che aggi viene ricordato come il Miracolo Italiano (1950- 1960), il quale viene ricordato come un periodo di forte crescita economica e di sviluppo tecnologico.

Carla Cerutti, Enrico Minio Capucci e Raffaella Sgubin, attraverso la loro squadra di esperti ripercorreranno questo importante periodo di rinascita che sono stati gli anni Cinquanta attraverso due specifiche componenti: la moda e il design, due dei settori più di rilievo che hanno contribuito allo sviluppo del nostro Paese.  

Il periodo delle elezioni del 18 aprile 1948 e le Olimpiadi di Roma del 1960 faranno da sfondo alla mostra, ripercorrendo così la nascita del Made in Italy attraverso l’affermazione del design italiano, celebre manifestazione del concetto stesso.

La mostra al suo interno sarà organizzata in diverse sezioni, ognuna dedicata ad uno specifico settore:  

Arti applicate:

Curata da Carla Cerutti e Raffaella Sgubin, ospiterà circa 150 pezzi provenienti da collezioni pubbliche e private.

Al suo interno verranno esposti mobili, lampade, ceramiche ai vetri, stoffe d’arredamento, tappeti e arazzi tra le eccellenze di artisti come Franco Albini, Giò Ponti, Carlo Mollino, Vico Magistretti, Gastone Rinaldi, Fontana Arte e altri celebri artisti del periodo.

Le ceramiche di produzione industriale di Guido Andlovitz, Antonia Campi, Giovanni Gariboldi, Piero Fornasetti, Ettore Sottsass e quelle di nicchia create da Guido Gambone, Guerrino Tramonti, Salvatore Meli, Pietro Melandri, Alessio Tasca, la San Polo, Lucio Fontana, Fausto Melotti e Leoncillo Leonardi.

La produzione muranese verrà illustrata attraverso i lavori di Aureliano Toso (Dino Martens), Barovier & Toso (Ercole Barovier), e Archimede Seguso.

Stoffe, tappeti e arazzi di Piero Fornasetti ai bozzetti, Oscar e Fausto Saccorotti, Enrico Paulucci ed Emanuele Rambaldi per MITA. I tappeti “d’autore” del laboratorio di Renata Bonfanti.

Tra gli elementi iconici del design industriale non mancheranno il televisore orientabile Phonola 17/18 del 1956, l’orologio meccanico Cifra 5 di Solari.

Sarà inoltre presente una sezione della mostra dedicata al Compasso d’Oro, premio mondiale di design (1954) di cui fanno parte la macchina da scrivere Olivetti Lettera e la macchina da cucire Necchi Mirella. 

Moda:

Curata da Enrico Minio Capucci e Raffaella Sgubin con la collaborazione della Fondazione Roberto Capucci, dell’Archivio della Moda italiana di Giovan Battista Giorgini e del Centro studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma.

Oltre che per il design, l’arte e la tecnologia, negli anni Cinquanta ricopre un ruolo molto importante anche la moda, tanto che la sua nascita viene affibbiata al 1951, anno in cui Giovan Battista Giorgini ebbe l’intuizione di riunire i più importanti talenti creativi nella città di Firenze, ai tempi considerata come dimora e patria della moda.

Da essa nacquero le storiche stagioni della Sala Bianca di Palazzo Pitti, luogo di ritrovo per i compratori di tutto il mondo, richiamati a raccolta dalle innumerevoli sfilate che avevano luogo al suo interno.

Vennero così poste le basi per ciò che rappresenta oggi la moda italiana. 

Sulle basi di questo concetto verranno esposti i modelli più considerevoli del periodo che a loro volta hanno vestito le star dei cinema hollywoodiano, tra cui le creazioni di Emilio Pucci, Biki, Simonetta, Curiel, Roberto Capucci, Salvatore Ferragamo e Gucci.

Saranno presenti abiti Della Collezione Enrico Quinto e Paolo Tinarelli, dalla Fondazione Roberto Capucci e dagli archivi delle maison, l’Associazione Germana Marucelli, la Fondazione Micol Fontana, la Fondazione Archivio Emilio Pucci.

Alessandra Lupo

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