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Scuola. Pro Vita & Famiglia: «“Super Patata” in classe e neolingua gender: intervenga il Ministro Bianchi! Al Miur con 30.000 firme»

Chiediamo al Ministro Bianchi di intervenire immediatamente vietando qualsiasi storpiatura linguistica a fini politici e pretendendo che i dirigenti scolastici difendano il diritto di priorità educativa dei genitori tramite il consenso informato preventivo, soprattutto quando si tratta di temi sensibili come la sessualità e l’affettività

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Politica Italiana , at 23 Febbraio 2022 Tag: , , , ,

dalla Redazione Centrale del Quotidiano l’Italiano

«Siamo scioccati per quanto quanto accaduto all’istituto comprensivo Bruno De Finetti di Roma, dove una docente ha mostrato agli alunni un video sulla “Super Patata”, un’eroina che ‘sconfigge’ i cattivi alzando la gonna e lanciando ‘raggi’ dal suo organo genitale. Ecco che succede quando le scuole vogliono sostituire le famiglie nell’educazione sessuale dei loro figli e non rispettano i limiti delle loro competenze. Chiediamo al Miur e all’Ufficio Scolastico Regionale provvedimenti netti sul caso e di ribadire alle scuole di ogni ordine e grado che su temi sensibili come la sessualità e l’affettività bisogna sempre prima informare le famiglie e chiederne il consenso esplicito», dichiara Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.

«Siamo stati ricevuti al Ministero dell’Istruzione dal Sottosegretario Sasso – afferma Maria Rachele Ruiu, responsabile ‘Scuola’ di Pro Vita & Famiglia – per consegnare oltre 30.000 firme contro l’uso di asterischi, simboli neutri e ‘schwa’ nei documenti scolastici per eliminare i riferimenti al maschile e al femminile in ossequio al ‘genere fluido’. Questa folle tendenza e il caso di Roma sono le facce della stessa medaglia: l’idea che la scuola possa essere usata per indottrinare i ragazzi secondo i dettami del politicamente corretto. Adesso basta! Chiediamo al Ministro Bianchi di intervenire immediatamente vietando qualsiasi storpiatura linguistica a fini politici e pretendendo che i dirigenti scolastici difendano il diritto di priorità educativa dei genitori tramite il consenso informato preventivo, soprattutto quando si tratta di temi sensibili come la sessualità e l’affettività».

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