Thursday, February 2, 2023
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Serie B di Calcio – Il Palermo va in …gondola e il Venezia porta il pareggio in laguna

Finisce così con l’ennesimo schiaffo  dell’ennesima sconfitta interna (dopo quelle con Ascoli e Sud Tirol ) e un uragano di fischi, rivolti prima a Corini, che quasi di corsa s’infila sotto il tunnel defli spogliatoi, e poi alla squadra che, come sempre, si raccoglie sotto la Curva Nord: tutti a capo chino, come a chiedere scusa.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

Un Palermo tremebondo cede ben oltre il punteggio finale ad un Venezia intraprendente, che prende subito in mano le redini dell’incontro senza più mollarle.

Un Palermo ancora deludente che, dopo la bruciante sconfitta di Cosenza e le due settimane di riposo, si pensava più rabbioso davanti al suo pubblico, accorso numeroso nonostante le recenti delusioni in serie e, soprattutto, la pioggia, il vento, il freddo.

Insomma, il Palermo sempre più attorcigliato su se stesso, tante belle promesse in settimana, puntualmente disattese al momento della verità, cioè in campo.

Ma la cosa più inquietante che vien fuori da questa serie di partitacce rosanero è che il Palermo riesce a “risuscitare I morti”: per l’appunto,  prima il Cosenza, che veniva da sei sconfitte consecutive e ieri il Venezia, addirittura da sette. Col risultati che adesso  è il Palermo a precipitare in zona play out e, quindi, a tremare veramente, visto che il coraggio non è certamente il suo punto di forza.

Ieri c’erano tutte le premesse per una partita all’arma bianca, tutta anema e core: per riconquistare l’amore del suo pubblico,  gli undici schierati in campo da Corini avrebbero dovuto subito aggredire l’avversario, non dargli tregua, impedirgli di ragionare, anche a rischio di esporsi ai contropiedi dei vari Jonsen, Crnigoy e Andersen e, invece indugiando come ragazzine davanti alle vetrine rilucenti di biti alla moda, sono rimasti a guardare gli avversari fare quello che avrebbero dovuto fare loro. Cioè, attaccare sfruttando l’ampiezza del campo, ovvero le fasce, nelle quali da una parte Candela e dall’altra (ancor di più) un incontenibile Zampano, sembravano schegge. Arrivavano sul fondo e mettevano al centro palloni micidiali, suui quali I vari Crnigoy e Andersen si avventavano come furie. E fioccavano le occasioni da gol dei veneziani, tutte sventate da un Pigliacelli in giornata di grazia.

Sembrava uno contro tutti. Sembrava  avere cento braccia. Sembrava imbattibile.

Ma tutti noi che amiamo il calcio sappiamo bene che, dai e ridai, arriva sempre la palla “sporca” e il tiro imparabile perché … invisibile. Come succede al 19’ della ripresa, quando, su un rinvio trafelato e sbilenco di Metaju, la palla, anzi che schizzar via, resta nell’area piccola e Pohianpalo se la trova sul destro e con un tocco la spinge in rete. 1-0 ultra meritato del Venezia e gelo nello stadio, ben più doloroso di quello che s’insinua nelle ossa dei poveri quindicimila del Barbera.

E tornano a lacerare l’aria i fischi dell’intero stadio, com’era successo a fine primo tempo, chiuso a reti inviolate ma solo per le strepitose parate di Mirko Pigliacelli.

E devono passare altri quindici minuti prima che Corini si decida di fare dei cambi nella speranza di dare una svolta alla partita, iniziata male e che minacciava di proseguire peggio. Entravano Soleri e Floriano per Sala e Broh e qualcosa in effetti cambiava, magari non per l’innesto dei due sopra citati ma per naturale reazione al gol subito. Prima un affondo di Brunori ( ieri tutt’altro che capitano coraggioso),  in uscita il gigantesco portiere neroverde gli si tuffava tra i piedi rubandogli tempo e palla. Tutto regolare, perfino secondo chi scrive, che vede sempre tutto rosanero, e invece l’arbitro indicava perentorio il dischetto. Ma subito dopo veniva fermato dal Var e, andando a controllare de visu sul monitor, tornava sui suoi passi. Ma il Palermo, sull’onda della scossa ricevuta, si avventava rabbioso nell’area avversaria, così che, nel bel mezzo di una mischia, Wisniewwski toccava con mano. Stavolta sul penalty deciso da Manganiello il Var non interveniva. Rigore e Brunori subito sul dischetto. Sotto la sua curva, la Nord, quella degli ultras che lo adorano. Ma Brunori non è in serata e sbaglia il secondo rigore consecutivo, dopo quello fallito al San Marulla di Cosenza. Anzi, fa peggio perché, sulla ribattuta, è lento e scoordinato e non riesce a metter dentro la palla dell’1-1.  Che sarebbe stato immeritato ma… chissenefrega.

Sembra finita ma non per l’impagabile pubblico della Curva, che tifa oltre  ogni umano limite, quasi “costringendo” I pavidi undici rosanero in campo a crederci ancora. E infatti al 37’ il Palermo pareggia: su cross di Valente e colpo di testa di Nedelcearu, salva sulla linea Tessman, ribatte al volo Bettella, che infila sotto la traversa. L’arbitro indica il centrocampo e tutta la squadra festeggia sotto il diluvio di felicità che piove dagli spalti. Se non che, a metà strada, Manganiello viene fermato ancora una volta dl var. Va a controllare il monitore poi annulla il gol.

Finisce così con l’ennesimo schiaffo  dell’ennesima sconfitta interna (dopo quelle con Ascoli e Sud Tirol) e un uragano di fischi, rivolti prima a Corini, che quasi di corsa s’infila sotto il tunnel degli spogliatoi, e poi alla squadra che, come sempre, si raccoglie sotto la Curva Nord: tutti a capo chino, come a chiedere scusa.

il gol annullato

IL TABELLINO

Palermo-Venezia 1-1: 65′ Pohjanpalo. Bettella all’82’ NOTE: Al 69′ Brunori sbaglia rigore.

IL TABELLINO:

PALERMO (4-3-3): Pigliacelli; Mateju, Nedelcearu, Bettella (90′ Devetak), Sala (76′ Soleri); Segre (82′ Damiani), Gomes (82′ Stulac), Broh (76′ Floriano); Valente, Brunori, Di Mariano. A disp.: Massolo, Peretti, Accardi, Pierozzi, Lancini, Crivello, Vido. All. Corini.

VENEZIA (3-5-2): Joronen; Wisniewski, Ceppitelli, Ceccaroni; Zampano, Crnigoj (60′ Cheryshev, 71′ Busio), Andersen, Tessmann, Candela (80′ Ullmann); Johnsen (80′ Pierini), Pohjanpalo (80′ Novakovich). A disp.: Bertinato, Sperandio, St Clair, Modolo, Svoboda, Zabala, Fiordilino. All. Vanoli.

ARBITRO: Manganiello di Pinerolo (Di Gioia-Lombardo).

MARCATORI: 65′ Pohjanpalo

NOTE: ammoniti Tessmann, Novakovich. Spettatori circa 15.000. Al 69′ Brunori sbaglia rigore.

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