Friday, April 19, 2024
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Villaggio Mancuso: è di scena il kitsch delle allusioni con la “festa della Salsiccia e Patata”

Non ci sembra che si possa restare inattivi davanti a questa nota di protesta corretta e realisticamente aderente a ciò che sta avvenendo. Non crediamo che le “sagre” possano elevare il nome del Villaggio Mancuso a località come quelle più rinomate che vivono di turismo nell’arco alpino… In fondo basterebbe saper copiare almeno certe manifestazioni senza per questo cadere nel ridicolo a proposito di …salsicce e patate!

By L'Italiano , in Cronaca Italiana Economia Rubriche , at 17/10/2023 Tag: , , ,

di Gianfranco Simmaco dalla Redazione Catanzarese del Quotidiano l’italiano

TAVERNA – (Catanzaro) – Ci risiamo ancora una volta. Mentre l’ambiente che circonda Villaggio Mancuso potrebbe aspirare a “vette”, non solo metaforicamente scrivendo, alpine, l’organizzazione e la gestione del territorio da parte del comune che controlla questo territorio, sotto il profilo gerografico e amministrativo, è da ritenersi più consono alla robustezza e alla sincerità di una sagra paesana.

Ci segnalano infatti che nella giornata del 15 ottobre c.a. a Villaggio Mancuso è stata data vita ad un “happening” denominato “FESTA DELLA SALSICCIA E PATATA”. Che come nome e in quanto ad allusioni ci sarebbe da ridire e come… Tuttavia il “rave gastronomico e …culinario” è riuscito ad attrare forse quasi poco più di cinquemila visitatori e partecipanti.

A riguardo c’è chi ringrazia l’organizzazione e c’è chi lamenta il fatto che non sia stata presente, a garanzia dell’incolumità personale, riferibile ai tutori dell’ordine pubblico. Latitante la presenza di vigili della polizia locale, il traffico intenso ha scatenato ingorghi paragonabili al periodo ferragostano quando però le pattuglie sono sempre vigili e attente. Sono mancati persino i bagni chimici d’obbligo per queste feste mentre nessun piano di fuga, per eventuali emergenze sono stati anche virtualmente raffigurati.

Tutto ciò è desumibile dalle immagini e dai video registrati dagli stessi partecipanti sui social.

Ma il clou, se così possiamo scrivere, dell’evento ha registrato momenti di grande caos concentrato a poche decine di metri dall’Albergo delle Fate, che come ricordiamo è stato sottoposto a sequestro dal Ministero dei Beni Culturali, per preservarlo e tutelarlo – avendone ottenuta la qualifica di monumento storico. Affidato alla tutela del Comune di Taverna da due anni circa l’intera area si trova ubicata all’interno del Parco Nazionale.

Come è risaputo tali superfici godono di un determinato criterio di gestione e ci si chiede come sia possibile dare licenza per lo svolgimento di simili manifestazioni che, di culturale, non hanno proprio un bel nulla mentre la presenza della musica ad altissimo volume ha superato i decibel consentiti.

Del resto la Legge vigente parla chiaro: per lo svolgimento di manifestazioni all’aperto con fruizione di musica è richiesto il permesso del sindaco o di un suo delegato che stabilisce il limite sonoro. E in tal caso tutto c’era: espositori, musicanti, visitatori, venditori di cibo e bevande, tranne che le concessioni a norma perché il “rave silano” potesse svolgersi nella sua completa regolarità.

La strafottenza di chi ha consentito lo svolgersi dell’evento ha ignorato totalmente che esso si è svolto interamente all’interno di un’area protetta e tutelata sotto ogni profilo e che non si trattava di esibirsi in una pubblica piazza.

Una delle nipoti del fondatore del Villaggio Mancuso – che vive stabilmente in questi luoghi – ha preso carta e penna per indirizzarci una nota di protesta che riproduciamo: “Sono stare chiuse due strade privare di mia proprietà completamente a mia insaputa, Per dare spazio a questa singolare manifestazione o festa, sono state collocate con transenne comunali e con relativa affissione sulla transenna l’ordinanza comunale indetta dal Comune di Taverna, qualificata come istanza n 74 a chiusura di una strada che si trova a qualche km da Villaggio Mancuso quindi che non riguardava assolutamente la particella 99 foglio 37 che invece ubica le due strade in salita principali che conducono all’Albergo delle Fate, Lungo tale percorso erano installati vari stand, alcuni di essi adibiti alla vendita di alcolici, e ritengo che quanto meno trattandosi di bevande non accessibili ai minori, avrebbero dovuto esibire i permessi richiesti presso il Comune di Taverna“.

Grande Albergo delle Fate a Villaggio Mancuso

A questo punto – si interroga Sveva Mancuso – mi chiedo come possa il comune rilasciare permessi di scia su un terreno privato e ipotizzo come le transenne collocate con l’ordinanza non possa essere accolta come lecita sotto il profilo dii ciò che deve essere predisposto per un evento pubblico… con finalità di somministrazione … Oltre agl stand erano stati collocati senza alcuna logica tavolini attorno ai quali la gente posizionava il cibo e le bevande per degustare “en plein air”… Il tutto su una strada che non è pubblica ma privata… Avvertita di di quanto stesse accadendo siccome non ero sul posto ho interpellato la locale stazione dei Carabinieri di villaggio Mancuso affinché effettuasero un sopralluogo e verificare la documentazione, ma non non ottenendo risposta, mi rivolgevo alla caserma di Taverna con uguale risultato. La caserma di Soveria Mannelli – unica a rispondere – riferiva che non era di competenza territoriale suggerendodi rivolgermi al Corpo Forestale rintraccio il comandante che nn era in servizio e mi dice che non era competenza loro. Grazie al 112 e a un ponte di collegamento telefonico riuscivo a contattare il Comando di Lamezia Terme che trasmetteva alla pattuglia su Villaggio Mancuso l’invito a effettuare il tanto agognato sopralluogo“.

A questo punto il mio deve essere un grido di aiuto verso la collettività – si tinge di indignazione il tono di Sveva Mancuso – la battaglia che sto conducendo per riottenere la titolarità dell’Albergo delle Fate come già raccontato in varie occasioni, può essere un punto di partenza per chi veramente ha a cuore la salvezza dell’edificio. Non ho mai firmato alcun attto di vendita ed essendo l’unica erede di quel bene ritengo di essere stata “espropriata” senza ragione. Pende un giudizio in Cassazione attendo l’esito… Dopo l’ennesima esperienza che ha visto barbaramente utilizzare suoli privati per finalità che nulla hanno a che vedere con la cultura e con la destinazione dei luoghi rivolgo un grido alle Forze dell’ordine,i N.A.S ai i Beni Culturali al il Questore, ai Politici seri ed onesti, alla Guardia di Finanza affinché si provveda ad inibire questo abusivismo continuo nel Villaggio.

Questa creatura che è stata inventata e creata di sana pianta dai miei avi era un fiore all’occhiello fino a quando è stato vivo mio padre Silvano e adesso chiunque si sveglia ogni mattina decide di fare ciò che vuole anche nelle proprietà altru.. .Spero che in questa settimana qualcuno intervenga perché domenica prossima la medesima organizzazione ha in programma di varare un nuovo “rave”… è la volta della “festa della birra” … Vedremo chi di competenza e se provvederà a effettuare i dovuti controlli“.

Non ci sembra che si possa restare inattivi davanti a questa nota di protesta corretta e realisticamente aderente a ciò che sta avvenendo. Non crediamo che le “sagre” possano elevare il nome del Villaggio Mancuso a località come quelle più rinomate che vivono di turismo nell’arco alpino… In fondo basterebbe saper copiare almeno certe manifestazioni senza per questo cadere nel ridicolo a proposito di …salsicce e patate! Per il momento è solo per il momento, è tutto da Villaggio Mancuso! Come sempre restiamo disponibili a tutti gli interventi e chiarimenti che volessero pervenire in redazione per informare il nostro pubblico di lettori.

La mappa dei luoghi
Bivacchi nelle aree che – a detta dei proprietari delle aree dovrebbero essere private

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