Wednesday, April 17, 2024
Quotidiano Nazionale Indipendente


Calcio – Serie B. Il Palermo si fa sorprendere, al Barbera, dal Cittadella e spreca l’occasione del doppio balzo in classifica

E se là dietro non ci fosse il solito leonino Lucioni, il Palermo di oggi non avrebbe perso di misura ma di goleada:  10 tiri del Cittadella e cinque, per lo più innocui, del Palermo, che di solito, almeno, prevale nel possesso palla, come chi almeno ci prova, ma non stavolta, perché anche lì ha prevalso nettamente la squadra di Gorini (attenzione alla “G”, a non scambiarla con la “C”): insomma, un Palermo disastroso (nessuno da salvare, a parte “il nostromo” Lucioni) che, alla fine, è stato sommerso da una valanga di fischi, stavolta di tutto lo Stadio, che ha anche intonato in coro: “Corini-vattene!… Corini-vattene!”.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

PALERMO – Mercoledì scorso dal “Barbera”, dopo l’1-0 al Bresscia,  ero uscito con due sole certezze: i tre punti, fortunosamente raccattati e avere assistito alla più brutta partita vista nella mia lunga milizia di… tifoso rosanero. Mi sbagliavo, perché non avevo ancora visto quella di oggi, contro il Cittadella, che, comunque ci ha provato a vincerla, la partita; ci ha provato così tenacemente che alla fine c’è riuscito: un colpo di testa del subentrato Pandolfi e Pigliacelli inesorabilmente battuto. E l’ha vinta con merito, quel poco che gli è bastato per battere un Palermo che non riesce a cavare un ragno dal buco, perché non ha idee, non ha spina dorsale, non ha coraggio e trema come una foglia al primo soffio di vento, ad ogni azione offensiva dell’avversario.

E se là dietro non ci fosse il solito leonino Lucioni, il Palermo di oggi non avrebbe perso di misura ma di goleada:  10 tiri del Cittadella e cinque, per lo più innocui, del Palermo, che di solito, almeno, prevale nel possesso palla, come chi almeno ci prova, ma non stavolta, perché anche lì ha prevalso nettamente la squadra di Gorini (attenzione alla “G”, a non scambiarla con la “C”): insomma, un Palermo disastroso (nessuno da salvare, a parte “il nostromo” Lucioni) che, alla fine, è stato sommerso da una valanga di fischi, stavolta di tutto lo Stadio, che ha anche intonato in coro: “Corini-vattene!… Corini-vattene!”.

Una squadra così malmessa che già definirla squadra è un’esagerazione, anzi un azzardo, perché di squadra il “cartello” dei giocatori oggi messi in campo da mister Lanna, che sostituiva in panca lo squalificato Corini, non aveva neanche lontanamente i connotati. Semmai, sarebbe meglio chiamare … avventizi i sedici scesi in campo nel corso dei quasi cento minuti di partita, cosi slegati sembravano da dare l’impressione di … non conoscersi nemmeno.

Quanti bocconi amari ancora ci riserverà questo “manipolo” di giocatori, quasi tutti dal nome illustre, almeno sulla carta, che poi in campo si rivelano delle vere e proprie “figurine”.

So di essere pesante ai limiti dell’offensivo, ma l’amarezza offusca i miei pensieri e inasprisce le mie parole: nella mia lunga militanza di tifoso da curva (qual ero fino a una ventina di anni fa) non ho mai fischiato, in partita, un mio giocatore, anzi  l’ho sempre difeso  e protetto, salvo quando m’accorgevo che non onorava la maglia.

Ebbene, oggi è questo il colpo più duro che ho subito:  avere constatato che i sedici giocatori di oggi non siano riusciti neppure a “rispettarla” la gloriosa maglia che indossavano: centoventitrè anni di storia finita sulle groppe di certi decantati “campioni”, che si sciolgono come neve al sole appena l’avversario mostra i denti e picchia più duro.

Già a Genova, contro la Samp, avevo visto qualcosa di simile: avversari col sangue agli occhi,  che corrono, pressano, picchiano , magari si fanno ammonire in quattro, ma fanno gol e portano via i tre punti. E oggi, ancora lo stesso identico copione:  i veneti che corrono, pressano, picchiano, magari si fanno ammonire in quattro ma fanno gol e si portano via i tre punti. E il Palermo, invece? Nulla… Il Palermo sta a guardare e, in entrambe le partite, esce dal campo con un solo ammonito.

Sono numeri, questi, come quelli del possesso palla e dei tiri inporta, che spiegano, con la perentorietà che possiede la matematica, che, a parte l’assenza anche solo di un’idea di gioco, nel Palermo non c’è neanche la rabbia agonistica, quella che a Napoli chiamano “cazzimma” e che, in mancanza d’altro, fa la differenza.

Mi duole ammetterlo, ma non sarei onesto, moralmente con me stesso e professionalmente con i lettori, se non mi accodassi anch’io  al coro unanime cantato all’indirizzo di Corini: a chi altri, di grazia, dovrei indirizzare i miei strali se non a chi governa questa “baracca” di guai che è ormai diventato il “mio “ Palermo?

E per concludere uno sfogo d’amore tradito più che una disamina tecnico-tattica della partita, aggiungo solo che perdere si può, anche contro un avversario modesto come il Cittadella, ma non provarci nemmeno a “fare la partita”, lasciargli nelle mani per quasi l’intera ripresa le redini del gioco, no, non mi sta bane. E reagisco male, come un cane rabbioso, perché mi fa “senso” vedere un bomber del calibro di Brunori ridotto alla larva di se stesso e subire l’onta di un Lecco qualunque, di un Cittadella qualunque, che, senza nemmeno dannarsi troppo, si prendono i tre punti e lasciano con il cuore a pezzi i tifosi rosanero sugli spalti dello stadio settimanalmente più gremito dell’intera serie B.      

Benvenuto Caminiti

IL TABELLINO DI – PALERMO – CITTADELLA 0 – 1 –

PALERMO (4-3-3): Pigliacelli; Mateju, Lucioni, Marconi, Aurelio (84′ Lund); Gomes, Stulac (67′ Segre), Coulibaly (84′ Henderson); Insigne (61′ Valente), Brunori, Di Mariano (61′ Mancuso). A disp.: Desplanches, Kanuric, Graves, Nedelcearu, Buttaro, Soleri. All. Lanna (Corini squalificato).

CITTADELLA (4-3-2-1): Kastrati; Salvi, Pavan, Negro (74′ Angeli), Carissoni; Amatucci (46′ Pandolfi), Branca, Carriero (84′ Kornvig); Vita, Cassano (69′ Mastrantonio); Pittarello (69′ Maistrello). A disp.: Maniero, Magrassi, Danzi, Rizza, Baldini, Giraudo. All. Gorini.

ARBITRO: Fabbri di Ravenna (Giallatini-Miniutti).

MARCATORI: 98′ Pandolfi

NOTE: ammoniti Amatucci, Salvi, Branca, Segre, Pandolfi. Spettatori circa 19.000.

Comments


Lascia un commento