Monday, April 15, 2024
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Calcio – Serie B. Il Palermo va in barca e affonda in laguna. Il Venezia viaggia in gondola e vince

La faccia di Corini a fine partita dice tutto: sguardo smarrito e la facilità di parola che gli è propria che stavolta inciampa su frasi fatte e luoghi comuni. Si afferra al volo la sensazione che neanche lui sa spiegarsi come ha fatto il Palermo, pimpante e manovriero del primo tempo, a trasformarsi, nel secondo, nella parodia di se stesso: in due minuti, dal 61’ al 63’, è sparito dal campo consentendo al Venezia prima pareggiare con Pohianpalo su rigore (per fallo di Nedelcearu)  per poi triplicare con Tessman.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

VENEZIA – La faccia di Corini a fine partita dice tutto: sguardo smarrito e la facilità di parola che gli è propria che stavolta inciampa su frasi fatte e luoghi comuni. Si afferra al volo la sensazione che neanche lui sa spiegarsi come ha fatto il Palermo, pimpante e manovriero del primo tempo, a trasformarsi, nel secondo, nella parodia di se stesso: in due minuti, dal 61’ al 63’, è sparito dal campo consentendo al Venezia prima pareggiare con Pohianpalo su rigore (per fallo di Nedelcearu)  per poi triplicare con Tessman.

Un Palermo bi-fronte com’è già successo in altre occasioni: primo tempo in pieno comando della partita con un sontuoso Verre, ispiratissimo regista avanzato e il solito Brunori, solito infallibile  cecchino , sol che gli capiti la palla giusta.

Insomma, l’approccio era sembrato il migliore possibile (al 5’ già 1-0 per il Palermo) e, soprattutto governo quasi assoluto della partita.  Poi , al 19’, su una comoda rimessa in gioco, Pigliacelli calcia addosso a Gomes, la palla rimbalza su Johnsen, che non ha difficoltà alcuna a realizzare l’insperato ( e direi, a quel punto, immeritato) 1-1 veneziano… Il tempo finisce in parità ma sembra una beffa perché è stato il Palermo a comandare il gioco, perché Brunori è in giornata, ha segnato il gol del momentaneo vantaggio e poi è andato  di nuovo in gol,  invalidato, però, da un fuorigioco millimetrico.

Ripresa ed ecco la metamorfosi, che nemmeno ricorrendo a  Kafka siamo in grado di decifrare: il Palermo non gioca più, il Venezia, invece, sembra avere una marcia diversa, aggredisce e picchia, picchia e aggredisce. Non è che da tanta furia vengano fuori occasioni da gol ma calci d’angolo in serie, invece, sì: all’ennesimo corner succede il patatrac perché Gariglio, arbitro tutt’altro che sicuro di sé (tanto che in almeno sei occasioni deve intervenire il Var) intravede su un intervento aereo di Nedelceauro su Pohianpalo un fallo da rigore (gomito alto sulla testa del finlandese) . E’ il 16’ della ripresa e, pur incerottato, Polhiapolo  calcia dal dischetto e porta il Venezia sul 2-1.

Vabbè – pensiamo – ora il Palermo torna ad essere almeno un po’ quello che era stato nel primo tempo e pareggia.

Macchè!

E’ il Venezia, infatti, che di contropiede fa il 3-1: scatto sulla fascia sinistra di Zampano  che si beve prima Valente e poi Mateju e crossa radente al centro, dove il sopraggiungente Johnsen mette nel sacco la palla del 3-1.

I cinquecento tifosi rosanero , sistemati nella curva nord del “Penzo” non credono ai loro occhi e, tuttavia, continuano a tifare senza un attimo di tregua, cercando con la loro incredibile passione di scuotere un Palermo che sembra ipnotizzato dal clima caldo, quasi torrido, della laguna… Solo che il Palermo non c’è più  e non c’è neanche dopo i primi cambi (tre, in un colpo solo, al 67: Tutino, Masciangelo e Broh per Valente, Gomes, E Masciangelo). Il Venezia va addirittura sul 4-1 con Candela, ma Il Var – l’ennesimo var di giornata – annulla per un fuorigoCo ancora più millimetrico del gol negato a Brunori.

Solo a questo punto, Corini si gioca gli ultimi due cambi, e manca un quarto d’ora (più recupero) alla fine: entrano Sala e Vido per Aurelio e Soleri e finalmente – complice anche un fisologico calo atletico e mentale del Venezia, il Palermo abbozza una reazione purchessia. Ed è ancora capitan Brunori che dà l’esempio, gettandosi anima e  corpo su un pallone vagante in area, anticipando l’uscita incerta di Joronen e calciando d’incontro un pallone che picchia sulla traversa: sarebbe stato il 3-2 e , soprattutto, ci sarebbe stato ancora tempo per pareggiarla, questa maledetta partita.

Sfortuna?

Può darsi; c’entra sempre la dea bendata specialmente quando qualcuno la va “sfruculiando” come ha fatto il Palermo con quell’approccio pavido e masochistico ad inizio  secondo tempo. E tutttavia la traversa di Brunori (che peccato!…Sarebbe stato non solo il suo sedicesino ma anche il gol più bello della giornata) scuote la squadra, anche perché Sala entra bene in partita imperversando sulla fascia sinistra. Uno, due affondi ed ecco che al terzo, entra in area e viene falciato da tergo. Rigore. Che batte e trasforma Tutino (e questa, è l’unica cosa buona che fa ). E l’85’, mancano solo cinque minuti più recupero e una squadra con gli attributi giusti può farcela ancora, anche perché il Venezia ha mollato gli ormeggi e pensa solo a butar via la palla.

Finisce nel tripudio dei tifosi veneziani e nello sgomento dei cinquecento impavidi tifosi rosanero, che ammainano le bandiere e pensano con sgomento quanto lungo e triste sarà il loro viaggio di ritorno.

Addio play off : questo il verdetto della partita double face del Palermo, che ancora una volta si lascia sfuggire l’occasione buona per fare il decisivo salto di qualità.

Personalità: ecco il fondamentale quid che manca a questa squadra. In campo e, ahimè, anche in panchina, se no come si spiega la sostituzione di Verre, a metà ripresa, cioè del giocatore migliore, più  talentuoso, l’unico, assieme a capitan Brunori, degno di ben figurare anche in serie A ?

Benvenuto Caminiti

Venezia-Palermo 3-2: 19′ Johnsen, 61′ rig. Pohjanpalo, 63′ Tessmann-5′ Brunori, 85′ rig. Tutino

IL TABELLINO

VENEZIA (3-5-2): Joronen; Svoboda, Ceppitelli (66′ Modolo), Carboni; Candela, Tessmann, Milanese (46′ Andersen), Ellertsson (46′ Cheryshev), Zampano; Johnsen (81′ Pierini), Pohjanpalo (87′ Novakovich). A disp.: Bertinato, Neri, Sverko, Hristov, Peixoto, Busio, Ciervo. All. Vanoli.

PALERMO (3-5-2): Pigliacelli; Mateju, Nedelcearu, Marconi; Valente (67′ Tutino), Saric, Gomes (67′ Broh), Verre (67′ Masciangelo), Aurelio (75′ Sala); Brunori, Soleri (75′ Vido). A disp.: Massolo, Graves, Bettella, Buttaro, Orihuela, Segre, Damiani. All. Corini.

ARBITRO: Gariglio di Pinerolo (Pagliardini-D’Ascanio).

MARCATORI: 5′ Brunori, 19′ Johnsen, 61′ rig. Pohjanpalo, 63′ Tessmann, 85′ rig. Tutino

NOTE: Ammoniti: Soleri, Nedelcearu (P). Al 73′ il VAR annulla un gol a Candela (V) per fuorigioco

Il penalty realizzato in gol dal Venezia
testatina

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