Friday, December 9, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Cercasi statista disperatamente

Riscaldamento globale, siccità, fame nel mondo con peggioramento dovuto al grano bloccato nei porti ucraini causa guerra. Il mondo è pieno di problemi seri e ci vogliono risposte praticamente immediate, risposte degne di figure politiche di altissimo livello…ma all’orizzonte vedo solo una farsa messa in piedi da bravi attori comici. Una breve e tragicomica rassegna sui leader occidentali.


di Nicola Mongiardo per il Quotidiano l’Italiano

ROMA –

Qui USA.

Con Biden l’economia americana sta segnando il passo in negativo, l’inflazione di zio Sam tra non molto farà concorrenza a quella dei paesi sottosviluppati, senza dimenticare milioni di disoccupati, fabbriche in crisi e l’immancabile ciliegina sulla torta (che amo tanto) la borsa newyorchese che quest’anno…udite udite! Ha segnato tutti i record in negativo, tradotto: anche il 1929 gli fa un baffo. Tra un nero morto ammazzato per mano della polizia e il diritto all’aborto cancellato da un simpatico gruppetto di giudici retrogradi e fascisti… nel frattempo la Cina ha costruito migliaia di ponti, autostrade, sta rendendo boscoso e fertile il deserto del Gobi in nome di una autosufficienza tanto cara ai cinesi sin dai tempi di Mao, le sue città sono proiettate nel futuro prossimo mentre quelle americane sono zeppe di drogati, criminali e morti di fame. Tranquillo Biden…puoi chiedere un prestito al dragone, tanto lo stato cinese detiene gran parte del tuo enorme debito pubblico, tradotto: ti tiene stretto per le palle. Biden però non ha paura di niente e nessuno, sa sparare battute inutili e mentre Putin minaccia l’uso dell’atomica, al massimo Joe risponderà con qualche peto.

Qui Europa.

Partiamo da quello che dovrebbe essere il “primo della classe” cioè il Cancelliere tedesco Olaf Scholz, il carisma non è, o meglio non dovrebbe essere, una caratteristica di un leader di un paese democratico, eppure un pochino su Scholz non guasterebbe. Sembra il vicino di casa perfetto, per intenderci quello che non rompe mai i coglioni, Tv sempre a basso volume e sempre disponibile a cedere il parcheggio onde evitare discussioni, insomma è quello che quando è presente nemmeno te ne accorgi. Eppure il piccolo Scholz un po’ stronzo lo è, infatti basta vedere il teatrino che sta mettendo in piedi con Mosca pur di salvare il culo teutonico dal grande gelo invernale, con l’entrata in scena di turbine canadesi, il tutto alla faccia di Zelensky e del popolo ucraino. Non eravamo noi italiani voltagabbana e doppiogiochisti?  A ciascuno il suo per favore.

Su Macron non mi diverto molto, il solito presidente francese che all’inizio parla di grande Europa per poi prendere in considerazione solo interessi francesi tipo l’aver fatto inserire dalla mansueta (in questo caso) Unione Europea il nucleare tra le energie a rischio ambientale zero. A lui va dato il merito di aver mantenuto un minimo di rapporti diplomatici con l’orso russo, per il resto anche lui mi sembra una promessa mancata.

Il quadro europeo (decisamente desolante) passa per l’esilarante Boris Johnson, purtroppo ormai ex primo ministro britannico, che peccato! Perdiamo il re dei comici, un Chaplin a buon mercato che ci mancherà tantissimo. Lui è l’uomo del pub, quello che beve la birra alla spina con chiunque, che si ubriaca nei party durante la pandemia, lui è il genio che ha portato a compimento (almeno questo dice lui) la Brexit. Ci lascia con l’economia britannica al collasso, ospedali senza infermieri (perché stranieri), poche merci e quelle che ci sono rimangono ferme perché i camionisti europei non vanno più dalle sue parti. Quando penso a un quoziente intellettivo alto la mia mente va subito su Boris, che dire di lui e di una intera generazione di pagliacci alla guida dei conservatori che hanno reso la Gran Bretagna una barzelletta su scala mondiale, da italiano dico: grazie Boris.

Il quadro europeo si chiude sull’Italia: su Draghi è inutile fare ironia o sarcasmo…è troppo tecnico. Salvini non pervenuto…è periodo di Papeete e i suoi interessi sessuali sono concentrati sui sederi della riviera romagnola, se ne riparla a settembre. Giuseppe Conte prova a fare lo statista in piccolo cercando di raccogliere i cocci rimasti del disastrato M5S, non si rende conto di due cose: 1) Draghi è una persona seria e non lo farà giocare a lungo. 2) Beppe Grillo è tornato h24 a fare il comico (casomai una pagnotta sicura la guadagna). Il nostro Giuseppì è stato colpito da una strana sindrome: la Renzite acuta che causa senso di protagonismo, salottismo e ricerca spasmodica di telecamere e microfoni, si consiglia il parere medico prima che la Renzite prenda il sopravvento.

Nicola Mongiardo

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