Sunday, April 14, 2024
Quotidiano Nazionale Indipendente


Gli spettacoli al TBM toccano registri civili, storici, comici e musicali. Dal 17 al 23 aprile il cartellone dimostra come sul palco possano essere rappresentati argomenti che ci insegnano a guardare il mondo sotto molti punti di vista

Stagione Teatrale 2022 | 2023
TOR BELLA MONACA
Gli spettacoli dal 17 al 23 aprile 2023


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

 ROMA – “I giusti nel tempo del male”, per la sola serata di martedì 18 aprile, apre la settimana al TBM. Il testo di Svetlana Broz vive la regia di Diego Ciarloni il quale reciterà insieme ad Angela Ursi Simona Paolella. Nei primi anni Novanta nessuno, in Jugoslavia, immaginava cosa sarebbe successo. Nelle città e nelle campagne, la gente viveva una vita normale, non molto diversa che nel resto d’Europa, così come qui da noi (distanti appena 30 minuti di volo). Ma il male arrivò presto, come una tempesta terribile, e sconvolse la vita di tutti e nulla fu più come prima. In pochi lo videro annunciarsi nella montante propaganda nazionalista, nel repentino ricambio dei quadri dirigenziali di fabbriche e organizzazioni, nei primi screzi diplomatici fra regioni e gruppi etnici. La maggior parte della gente comune vi si trovò catapultata, come in un brutto sogno da cui, ormai, non era più possibile svegliarsi. Chi fu responsabile di tutto questo? Delle distruzioni, dei saccheggi, della violenza più atroce, degli stupri e delle torture, della fame, del freddo, delle umiliazioni? All’improvviso accadde, fu la notte della ragione, il ritorno ad Auschwitz, la morte di Dio e la morte dell’Uomo. Come fu possibile? Come poté accadere così vicino a tutti noi? Di fronte alla tragedia della guerra, Svetlana Broz (nipote del maresciallo Tito) però vuole parlarci di speranza, dei giusti nel tempo del male, di tutte quelle persone, donne, uomini, ragazzi, che seppero dire no nel momento in cui questo era più difficile e scomodo, a costo della propria stessa vita. Gente comune con un cuore straordinario, eroi veri di una storia vera. Grazie alle testimonianze di questo testo ci saranno d’esempio, indicando la strada, come luci nella notte del dolore. Da questo testo che raccoglie decine di incredibili storie raccolte dall’autrice sui campi di battaglia con un semplice registratore, abbiamo scelto di rappresentarne quattro. Produzione Teatro Claet;  Collaborazioni tecniche Adriana Rasicci.

I Giusti nel Tempo de Male

Mercoledì 19 e giovedì 20 aprile è di scena “Apologia di Socrate – Come riferita dal testimone Platone”. Lacompagnia Mauri Sturno – La Scuola del Teatro impianta uno spettacolo intento a far conoscere il pensiero del filosofo greco. Adriana Romano adatta e guida Maurizio Castè e Paolo Benvenuto Vezzoso alla regia. È questa una rappresentazione indispensabile per far comprendere in maniera nitida e vivissima, il pensiero del primo grande filosofo e martire della libertà di pensiero occidentale. All’epoca del processo Socrate aveva settanta anni, e la sua vita si era intrecciata pur senza esercitare cariche pubbliche con quella dell’intera democrazia ateniese; il suo insegnamento, la sua “ricerca del vero”, era stato infatti significativamente presente in tutti i problemi che riguardavano l’onestà intellettuale e la sovranità della legge nella società democratica. Attraverso la vita di Socrate è possibile dunque tracciare un’anamnesi viva, originale e palpitante della città di Atene del V° secolo a.C. . Stando a quanto riportatoci da Platone, pare che Socrate abbia voluto difendersi da sé, parlando a suo modo, interrogando i giudici, facendo ironie sui suoi accusatori, con la dialettica che in Atene tutti conoscevano e molti odiavano avendone fatte le spese. Socrate gestì il suo discorso dal vivo: improvvisò, interrogò, confutò, secondo gli itinerari cui lo conduceva il suo intimo divino interlocutore (di lui più forte e luminoso) e a cui (e a nessun altro) decise una volta per tutte di sottomettersi. Da episodio giudiziario, il processo fu dunque sfruttato da Socrate, ormai anziano, per lasciare un messaggio finale ai suoi concittadini: un messaggio forte, non compromissorio, non mistificabile, che confermasse fino in fondo la dirittura morale e la divina vocazionalità di un insegnamento che egli distribuiva, non scritto, a tutti e senza alcun profitto economico o politico, ma per il solo amore per la verità. Il suo insegnamento iniziale e previo è l’umiltà intellettuale, il “sapere di non sapere” e, accusato di essere ateo, Socrate si mostra invece un esperto indagatore dei misteri delfici, eleusini, orfici. Platone, dunque, nel presentarci l’Apologia di Socrate, ci mostra un Socrate guizzante e imprevedibile, felice nel contraddittorio, scevro da ogni captatio benevolentiae, da ogni motus affectuum, e, finalmente, sacerdote di una sublime veglia sul limitare della morte in cui egli assume tutte gli impegni di una legge che pure viene usata pretestuosamente contro di lui. Si è scelto, così, di inserire nella parte finale uno stralcio dal Critone per enfatizzare maggiormente la profonda convinzione di Socrate di operare per il bene fino in fondo… così lo presenta nel “Simposio” il suo grande estimatore Alcibiade: “uno di quei piccoli satiri in terracotta che gli scultori fanno divisibili in due parti e che nel loro interno celano l’immagine in oro di un dio”. Organizzazione Angela Lombardi.

APOLOGIA DI SOCRATE

Non può mancare uno spettacolo a sfondo musicale a cura dell’Associazione Culturale Genta Rosselli. “It’s Freddie. Mr bad guy”mercoledì 19 aprile, ritrae la figura del front man dei Queen. Qui Gianpiero Cavalluzzi scrive, dirige e interpreta, e realizza anche la regia video background e interlude. E se Freddie Mercury avesse scelto la carriera solista? “Mr Bad Guy sono io”, ha confessato Freddie che, in queste canzoni, ha declinato il proprio punto di vista su amore, relazioni, società offrendo la più profonda rappresentazione di una delle personalità artistiche più eclettiche di tutti i tempi. “It’s Freddie. Mr Bad Guy” è un viaggio teatrale alla scoperta dell’individualità dell’uomo dietro l’icona dove tutte le canzoni del suo repertorio solista si trasformano nel racconto di colui che, per la prima volta a teatro, rappresenta 4/4 di un’esperienza di vita favolosa, leggendaria e travolgente, alti e bassi compresi. Un monologo in una scena nuda dove l’attore presta il proprio corpo alla celebrazione del mito di Freddie Mercury. Il ricordo della sua voce, della sua musica – di un suo punto di vista inedito – è affidato all’unione in scena di prosa e video, appositamente concepiti e realizzati per lo show. I contenuti della drammaturgia traggono profonda ispirazione dalla realtà vissuta dall’artista negli anni che vanno dal 1985 al 1989, ma svelata solo dopo la sua morte. Montaggio, editing video background e interlude Beatrice Mitruccio; Riprese ed organizzazione video background e interlude Paola Cavalluzzi Luca Rossi; Costumi Filippo Palumbo e Vintage Queen Tees; Hairstyle Michele De Felicis per Harumi; Fotografie e photo editing Alfredo Covino e Valeria Fornarelli.

It’s Freddie. Mr bad guy-Foto di scena

Mauro Perugini sarà il protagonista di “Qui è così”, da giovedì 20 a sabato 22 aprile. Produzione Teatro Libero Palermo, è uno spettacolo comico, unico ed imprevedibile: luogo ideale per un pubblico che desideri divertirsi dimenticando tutto il resto, virus compreso! Uno spettacolo giocoso, insolito, non convenzionale, una sorta di immaginaria pista da circo dove il direttore sarà intrattenitore, mago, attore e narratore, con monologhi, musiche, dialoghi, proiezioni, improvvisazioni, balletti e dove il pubblico sarà invitato ad entrare con leggerezza e complicità nel gioco stesso dello spettacolo, per emozionarsi da grandi tornando ad essere bambini! Un avvolgente viaggio nel tempo, che strizza l’occhio al passato senza tralasciare i paradossi del nostro quotidiano, in un excursus che sprona lo spettatore ad essere attento, coinvolto e partecipe, creando un luogo dove ognuno potrà riconoscersi in qualcosa. Uno spettacolo/format dove ogni sera ci sarà qualcosa di diverso, perché diverso ogni sera sarà il pubblico e che porta nel suo titolo l’essenza di tutto ciò che potrà accadere. Un One-Man-Show dedicato a tutti i curiosi della vita e senza limiti di età. Inimitabile, ma condivisibile!

Mauro Perugini

“Giovanna D’Arco | Le donne e la scelta”, Seven Cults Produzioni, chiude la programmazione della settimana. Sabato 22 aprile domenica 23 aprile si avrà l’occasione di assistere a una pièce toccante. David Norisco scrive un testo illuminante che risalta la figura della rivoluzionaria Giovanna D’Arco. Filippo d’Alessio dirige Mario FocardiAgnese LorenziniAlioscia Viccaro Ana Kusch.

dopo aver giurato di dire la verità, spiegai che non avevo promesso nulla a quell’uomo…

Irrefrenabile e insofferente alle autorità che cercano di sopprimere la sua voglia di autoaffermazione e libertà, Giovanna D’Arco non cede mai alla tentazione di arretrare ad una condizione determinata dal contesto sociale. Ogni suo atto e ogni sua scelta affermano con forza la sua libertà già nel semplice e fortemente simbolico vestire da uomo. Libera da un femminile fortemente delineato da una forma mentis misogina perpetuata dal clero e rinforzata dal pensiero aristotelico nelle università: non solo Dio, ma anche la Natura, avevano voluto la distinzione dei sessi per garantire la sopravvivenza della specie: (l’imbecilllitas sexus). Una lotta con se stessa di fronte a scelte in cui l’essere donna richiede passaggi di rottura con vissuti ingombranti determinati dalla logica del potere. Non più Giovanna l’Eroina, Giovanna la Santa, Giovanna la Strega, davanti al suo destino c’è solo Giovanna, una donna con le sue contraddizioni, le sue paure, la sua passione, la sua irruente vitalità e una fragilità che non cede mai posto al rimpianto o all’autocommiserazione. Scene Tiziano Fario; Costumi Alessandra Mené; Musiche Eugenio Tassitano; Disegno luci Roberto Zorzut.

GIOVANNA D’ARCO RE E GIOVANNA

le immagini di Intramuros- sono di PH-Silvia-Amoroso-AgCubo-

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