Tuesday, December 6, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


I risultati di Putin dopo quattro mesi di guerra

Svezia e Finlandia di fatto sono membri Nato, manca solo qualche piccolo passaggio burocratico, nel frattempo la Russia è in default tecnico.


di Nicola Mongiardo per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – La Turchia ha ritirato il suo veto sull’ingresso dei due paesi scandinavi, la loro strada per entrare nella Nato è spianata, questione di poco e verrà ufficializzata definitivamente. Erdogan è stato molto abile e scaltro ottenendo piena collaborazione da questi due paesi per l’estradizione di decine di kurdi ritenuti da Ankara dei terroristi del PKK. Cosa ha ottenuto invece lo “stratega” Putin così tanto amato da innumerevoli politici e intellettualoidi italiani? Per prima cosa, appunto, l’allargamento della Nato che potrà contare anche su Svezia e Finlandia (in attesa anche dell’ingresso della Georgia), due nazioni dotati di eserciti estremamente moderni ed efficienti, così tanto che il segretario Stoltenberg ha voluto enfatizzare questo specifico punto in conferenza stampa. Dunque l’alleanza atlantica diverrà ancora più potente e devastante, senza contare un ulteriore tassello, cioè la creazione di un reparto di pronto intervento di “soli” trecento mila soldati armati fino ai denti.

Non ho dubbi nell’affermare che Putin stia sbagliando completamente strategia, d’altronde era impensabile (anche per i putiniani sfegatati) che l’occidente capeggiato dagli americani non prendesse delle contromisure nei riguardi di Mosca. Ebbene sì caro Putin e cari italo-putiniani, quando una nazione invade uno Stato terzo (per giunta nel vecchio continente in pace più o meno da settanta anni) una reazione decisa era inevitabile. Zar-Putin dovrebbe aggiornarsi e magari studiare i sistemi democratici, capisco l’eventuale rischio orticaria, ma gli sarebbe tornato utile perché in Europa è rimasto soltanto lui a ragionare come un uomo dell’ottocento. Nel frattempo la Russia è ufficialmente in default tecnico, un altro piccolo regalino occidentale, ha i soldi per onorare i pagamenti verso l’estero ma non può effettuarli essendo stata buttata fuori dal circuito di pagamento internazionale. L’unico risultato che Putin ha ottenuto (a pieni voti) è la ri-nascita di una nuova guerra fredda anzi freddissima che durerà decenni con il suo paese che diverrà sempre più vassallo del dragone cinese. La Cina di Xi, invece, dovrebbe capire che l’occidente è il mercato di sbocco per i suoi prodotti, i suoi milioni di operai-schiavi in fabbriche lager potrebbero anche dirglielo che se perde l’occidente il suo paese si impoverirà. Brasile, Russia, India sono paesi sostanzialmente poveri, esiste solo un piccolissimo ceto medio e la maggior parte della ricchezza (come al solito) è nelle mani di pochi milionari che onestamente preferiscono i vestiti di Armani, le borse di Vuitton il tutto condito da una Ferrari per uscire la domenica e una Mercedes per andare a lavoro. Siamo, invece, noi occidentali ad arricchire maggiormente l’economia di Pechino comprando i loro computer, smartphone, lavatrici ecc. Hai capito Xi? Continua a sostenere l’amico Putin che comunque dovrà venderti gas e petrolio a buon prezzo e complimenti per l’eventuale allargamento del vostro gruppetto all’Iran, un’altra nazione non propriamente spendacciona, ma sicuramente in linea con le vostre idee illiberali. Ovvio che da un lato abbiamo un blocco democratico (l’occidente…lo specifico per gli intellettualoidi) dall’altro si sta creando un simpatico club di dittatori che invadono altre nazioni o minacciano di farlo, fanno sparire giornalisti che poi vengono ritrovati stranamente morti ammazzati, cittadini che per aver aperto bocca vengono gentilmente deportati nei luoghi più remoti del pianeta e tante altre porcherie simili (non ditelo ai filo-putiniani, agli adepti di Xi o agli amanti della teocrazia iraniana) . A questo fantastico club che promette molte cose belle e buone per il nostro adorato pianeta manca solo la ciliegina sulla torta: Kim Jong-un.

Nicola Mongiardo

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