Sunday, December 4, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Rinasce la speranza per recuperare le spiagge della Costa degli Aranci dall’erosione marina

Ingenti capitali spesi per realizzare un porto turistico (quello di Badolato) che avrebbe dovuto offrire riparo alle imbarcazioni degli operatori nel settore della pesca ma anche rifugio ai piccoli armatori diportisti, sono stati (come accade sovente) spesi male e, al momento, continuano a generare una ulteriore montagna di risorse pubbliche (leggasi milioni di euro) per tentare di ovviare al problema che si è innescato.


di Riccardo Colao(Direttore del Quotidiano l’Italiano)

CATANZARO – Il Capoluogo della Calabria gode di un territorio provinciale non più vasto come un tempo ma pur sempre significativo nei confini regionali, incredibilmente ricco di bellezze naturali, tra cui spiccano spiagge di incomparabile bellezza che nulla hanno da invidiare a quelle caraibiche.

Quasi equamente ripartita tra due mari (il Tirreno e lo Jonio distanti in un punto addirittura 42 chilometri), la provincia catanzarese offre al turismo come agli stessi residenti che se le godono da tempo, una serie di località dove le bellezze naturali incontaminate sono garanti per fruire vacanze spensierate e indimenticabili.

Notoriamente sono questi i requisiti più richiesti per chi intende trascorrere giornate di sano relax.

La Costa degli Aranci, per spiegarlo ai lettori dell’Italiano, che catanzaresi non sono, fa riferimento al tratto di costa ionica, compreso tra il fiume Tacina a nord e il fiume Stilaro a sud, e corrisponde al Golfo di Squillace.

E’ caratterizzata, questa porzione di costa, (o forse bisognerebbe incominciare a parlare e scrivere al passato) da lunghe spiagge basse dove si alternano sabbia e ghiaia, intervallate da picchi granitici che si tuffano nel mare creando grotte e anfratti sommersi. Sono parte integrante della riviera costiera ospitali cittadine, ricche di storia, arte e cultura, tra le quali citiamo: Roccelletta, Squillace, Copanello, Montepaone Lido, Stalettì, Soverato, Isca sullo Ionio, Badolato, Guardavalle e Monasterace.

Ai primi del mese di giugno, il professor Enzo Pranzini (professore ordinario presso l‘Università di Firenze, dove è docente di “Dinamica e difesa dei litorali“, autore di circa 300 articoli scientifici e di quindici libri su tematiche relative alla gestione dei litorali; un personaggio che ha coordinato numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali su tematiche relative alla gestione integrata della zona costiera, già presidente del Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero nonché direttore della rivista “Studi costieri“) si è spinto, fin sulla Costa degli Aranci, per osservare il fenomeno dell’erosione delle spiagge causato per una poco opportuna localizzazione del porto turistico di Badolato.

Una suggestiva immagine che anticipa la struttura del Porto di Badolato

Struttura marina che – purtroppo – oltre a determinare, per l’infelice ubicazione, un fenomeno erosivo che si ripercuote nei limiti del Golfo di Squillace, è finita anche nell’occhio del ciclone della Magistratura inquirente, tant’é che risulta – da anni – sottoposto a sequestro giudiziario.

Ingenti capitali spesi per realizzare un porto turistico che avrebbe dovuto offrire riparo alle imbarcazioni degli operatori nel settore della pesca ma anche rifugio ai piccoli armatori diportisti, sono stati (come accade sovente) spesi male e, al momento, continuano a generare una ulteriore montagna di risorse pubbliche (leggasi milioni di euro) per tentare di ovviare al problema che si è innescato.

Una veduta aerea del porto di Badolato quando era in piena attività

Senza voler entrare troppo in termini tecnici, la situazione è la seguente: sulle spiagge della Costa degli Aranci si è fatto ricorso ai massi per la costruzione di una serie di “pennelli” vale a dire enormi bracci di lunghezze variabili, collocati a distanza altrettanto costanti, “che dovrebbero intercettare quel poco di sabbia che riesce a superare la testa della diga foranea e fare crescere un po’ o tratti posti a sud delle varie scogliere. Ciò facendo però si propaga l’erosione verso nord con un ben conosciuto effetto domino. Si rischia così di a ere su tutta la osta degli Aranci un litorale coperto da scogli e con spiagge comunque in restringimento”

“Il Porto si inserisce in un tratto di costa lungi la quale i sedimenti (ghiaia e sabbia) si spostano verso nord e ne determinano l’accumulo sulla spiaggia meridionale, che si è ampliata di quasi duecento metri, impedendo così l’alimentazione di quella posta sull’altro lato che è entrata in erosione. Per limitare questo danno destinato a propagarsi su di un ampio tratto della Costa degli Aranci”.

Il professor Enzo Pranzini (ordinario del Dipartimento di Scienze della Terra (DST) della Facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università degli studi di Firenze) ha visitato buona parte del litorale che va da Badolato a Davoli, con specifico riferimento alla spiaggia (o a quel che è rimasto al momento) di Sant’Andrea Aposto dello Jonio e ne ha ricavato impressioni offrendo anche soluzioni a titolo puramente scientifico da persona colta e dal cuore generoso quale solo un uomo di cultura può essere.

Il professore Enzo Pranzini sulla spiaggia di Badolato con la sua fedele macchina fotografica

Nel corso di un incontro informale intrattenuto con uno dei sindaci della Costa degli Aranci (il dott. Nicola Ramogida) al quale abbiamo assistito, il prof. Enzo Pranzini, eminente studioso (uno dei massimi esperti riconosciuti in Italia e all’estero) ha offerto la sua ultradecennale esperienza.

Nicola Ramogida sindaco di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, amm.re che ha compreso come sia necessario intervenire per la soluzione delle spiagge sulla Costa degli Aranzi

Il sindaco di S.Andrea dott. Ramogida ha colto l’opportunità auspicando un incontro che potrebbe svolgersi nel prossimo autunno dove parteciperebbero tutti i sindaci dei comuni che si affacciano su questo tratto di mare catanzarese.

Un tratto della meravigliosa Costa degli Aranci Tra Badolato e Sant’Andrea sullo Jonio

Perché abbiamo voluto raccontare qualcosa che poi si trasforma in una notizia? Per una semplice onesta ragione: la Calabria, e Catanzaro in particolare, non è solo una terra dove chi vive si “annaca” nella pigrizia e nell’ostinazione del non voler mutare nulla perché tutto rimanga nei confini della trascuratezza, dell’oblio, della non difesa del territorio.

Uno dei “pennelli in massi attualmente in costruzione a nord del Porto di Badolato

Il Porto di Badolato che dalle cronache turistiche si è trasformato in un caso giudiziario, dove le ombre della ‘ndrangheta e della malavita organizzata hanno di fatto impedito la sua funzione vitale ma non stoppato la grande pericolosità generante l’erosione delle spiagge, deve essere al più presto un problema da risolvere.

Tanto per ricordare e chiarire ai non “addetti ai lavori che si definisce porto turistico (detto anche marina se di piccole dimensioni) quel particolare tipo di infrastruttura portuale costruita o dedicata ad un uso prettamente diportistico, dotata di attrezzature di rimessaggio, riparazione e rifornimento dei natanti di varia stazza di tipo turistico, amatoriale o sportivo)…. oggi come potremmo definirlo (ci chiediamo e chiediamo alle autorità che hanno determinato la chiusura e il sequestro) questo Porto di Badolato, i cui fondali sono ormai quasi completamente insabbiati, le cui strutture ricettive sono abbandonate e non possono essere utilizzate, la cui presenza sul territorio ferisce mortalmente le spiagge a seguire svuotandole dalla loro funzione e privandole della loro primitiva bellezza?

Come sempre un giornale, piccolo o grande che sia, importante o meno che possa risultare agli occhi dei suoi lettori, non può risolvere da solo problemi. Un buon giornale può però migliorare certe situazioni se tramite la sua funzione e la sua opera di informazione e di sensibilizzazione riesce a creare i presupposti perché possa attivarsi la ruota che poi girerà a favore del vento di giustizia e della verità. Ed è ciò che noi auspichiamo per la rinascita delle spiagge della Costa degli Aranci.

Riccardo Colao

I lavori di ripristino delle spiagge di Sant’Andrea dello Jonio dove è evidente il recupero della sabbia (magari di fiume) che viene poi deposta (ipotizziamo con l’ausilio di camion) e poi “spalmata” allo scopo di recuperare metri dopo l’erosione marina che influisce partendo dalla errata collocazione del Porto di Badolato
L’avviso alla cittadinanza a firma del Sindaco dott. Nicola Ramogida

Comments


Lascia un commento