Sunday, April 14, 2024
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SYMBIOSIS di e con Melania Caggegi e Agnese Canicattì Musiche originali Enrico Maria Paolillo

Le due danzAutrici si servono di immagini provenienti dalla biologia e dall’ambiente animale e vegetale per proiettare poi i loro corpi all’interno di un ambiente colmo di sensazioni e percezioni surreali, che evocano il mondo dell’inconscio, della vita interiore e del sogno.


di Nicola Colao per il Quotidiano l’Italiano

ROMA -“Associazione o coesistenza, stretto rapporto, compenetrazione di elementi diversi.”

Nuovo appuntamento allo Spazio Recherche il 25 febbraio con SYMBIOSIS.

Symbiosis (dal greco “vivere insieme”) nasce dall’esigenza di indagare il rapporto simbiotico che intercorre tra due specie viventi, rapporto descritto sia nell’ambito della biologia, come “qualsiasi tipo di interazione biologica stretta e a lungo termine tra due diversi organismi biologici”, che in quello della psicologia, quale “forma di pensiero che determina un tipo di comportamento di stretta dipendenza”.

L’idea principale della ricerca coreografica si focalizza sullo “stretto rapporto” fra i due corpi in scena, che interagiscono di continuo nello spazio, ottenendo un reciproco vantaggio dalla relazione instauratasi. Il rapporto simbiotico mutualistico quindi è quello che meglio descrive l’interazione che si vuole proporre in questo progetto artistico.

Le due danzAutrici si servono di immagini provenienti dalla biologia e dall’ambiente animale e vegetale per proiettare poi i loro corpi all’interno di un ambiente colmo di sensazioni e percezioni surreali, che evocano il mondo dell’inconscio, della vita interiore e del sogno.

Dopo le prime settimane di ricerca “simbiosi” ha ottenuto il significato vero e crudo di “vivere insieme”, ogni gesto, sguardo, respiro che si porta nello spazio è in stretta relazione con l’altro che, in questo momento, non potrebbe esistere se non attraverso questo rapporto simbiotico, attraverso questa “associazione o coesistenza”. L’obiettivo è quello di raggiungere uno status in cui si instauri una simbiosi permanente a tutti gli effetti, in cui nessuno tra i partner simbiotici potrebbe sottrarsi all’altro.

La corda, unico e solo oggetto in scena, inizialmente divide lo spazio, crea un taglio netto e lo separa in due ambienti in cui i corpi si muovono e interagiscono al momento stesso. Superata la linea di separazione si realizza la “compenetrazione di elementi diversi”, ogni corpo trasferisce all’altro un movimento continuo, reso possibile grazie ad un legame reale tramite la corda. (…)

Questa immagine prende spunto dal significato del termine “foresia”, ovvero una forma di simbiosi in cui un partner si serve dell’altro come mezzo di locomozione. Questo progetto coreografico vuole portare in scena momenti di intima associazione, di sintonia tra i due corpi, ma anche momenti contraddittori tra elementi opposti e stati d’animo tra cui l’ansia, legata al sentirsi mancante di una parte vitale. La ricerca in un primo studio ha permesso di pensare ad un’ennesima condizione che consente la relazione simbiotica, ovvero l’esistenza tra le parti di uno spazio intermedio o terza regione, la cui origine filosofica è nel concetto di vuoto o intervallo. Creare, pensare, studiare questo “vuoto” conduce le due artiste ad una visione a 360 gradi del concetto di simbiosi, che permette l’interazione tra due corpi, volgendo lo sguardo a questo terzo elemento nello spazio.

La traccia musicale, composta appositamente per questo progetto coreografico, amplifica le varie emozioni che si vivono all’interno dello spazio, creando attraverso l’uso di suoni, rumori e strumenti tipici della cultura siciliana, un habitat reale e simbolico che abbraccia temi quali la natura, la cultura e la psicologia umana. La melodia disegna così una cornice perfetta all’interno della quale si tenta di sviluppare questo tema tanto ampio e affascinante.

foto di scena dello spettacolo

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