Tuesday, April 16, 2024
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Violenza contro le donne: un tema drammatico di cui parlare per trovare soluzioni tangibili

Umberto Baccolo (collaboratore di L’Italiano e varie altre testate e dirigente nazionale di Nessuno tocchi Caino, vincitore da poco del premio Uomini coraggiosi conferito da Associazione Il Coraggio Onlus per il suo impegno su questi temi) e la sua partner Elisa Torresin introdurranno oltre 12 ore di interventi sul tema delle sottrazioni traumatiche con forza pubblica dei minori alle madri per accuse di alienazione parentale, degli orrori e dei business nascosti dietro molte case famiglia, delle lobby filo-pedofili che spesso stanno dietro tutto ciò.


di Umberto Baccolo ed Elisa Torresin dalla Redazione Centrale del Quotidiano l’Italiano

ROMA – Parliamo di violenza contro le donne.
Una giovane mamma, per proteggere i suoi figli, trova il coraggio di andarsene di casa e denunciare le vessazioni subite.
Non c’è però un lieto fine, infatti in questo Paese condannato innumerevoli volte dalla Corte Europea dei Diritti Umani per la nostra incapacità di salvare le donne dalla violenza, questa mamma dolcissima e coraggiosa, vuoi per inadeguatezza della magistratura, vuoi per inadeguatezza della sua difesa, vuoi per pregiudizi radicati riguardo certe situazioni, soccombe nel processo.
Non bastasse questo, riceve un ulteriore oltraggio dalle istituzioni grazie al procedimento civile: sappiamo infatti che dopo la legge 54/2006 in quella sede le madri che denunciano violenza o abusi vengono loro processate e condannate, in spregio ad ogni principio dello Stato di Diritto, in virtù di perizie basate su un costrutto fantasioso, rigettato da quasi tutta la comunitá scientifica, ideato da un tale che millantava di essere un professore di psichiatria infantile presso la Columbia University e la cui produzione “scientifica” è composta unicamente da autoproduzioni stampate in casa, ricchissime di passaggi in favore della pedofilia e del suo sdoganamento e principalmente mirate a insegnare metodi per screditare le vittime di questo reato e mettere in dubbio nei tribunali la credibilità delle loro denunce.
PROMA – Parte sabato 13 maggio dalle ore 10,30 alle 23 grande maratona online dalla parte dei bambini contro la violenza istituzionale ed i prelievi forzati sulla pagina Facebook Folsom Prison Blues (che sarà poi mandata in differita sulle web TV di Radio Radicale e di Aracne Editrice).
I gestori della pagina Umberto Baccolo (collaboratore di L’Italiano e varie altre testate e dirigente nazionale di Nessuno tocchi Caino, vincitore da poco del premio Uomini coraggiosi conferito da Associazione Il Coraggio Onlus per il suo impegno su questi temi) e la sua partner Elisa Torresin introdurranno oltre 12 ore di interventi sul tema delle sottrazioni traumatiche con forza pubblica dei minori alle madri per accuse di alienazione parentale, degli orrori e dei business nascosti dietro molte case famiglia, delle lobby filo-pedofili che spesso stanno dietro tutto ciò.
Partiranno dal libro di recente uscito per Edizioni Magi “Senza Madre” parlandone con le prestigiose autrici Nadia Somma, Emanuela Valente, Paola Tavella, Franca Giansoldati, Flavia Landolfi Martinelli, Silvia Mari, Assuntina Morresi (la bravissima vice-capo di Gabinetto del Ministro della Famiglia Eugenia Roccella, molto attenta e sensibile su questo tema come la stessa Meloni che la ha scelta apposta: infatti su richiesta di Baccolo il Ministero ha pochi mesi fa fatto un incontro a Palazzo Chigi per aprire un dialogo sul tema con lui e con le associazioni Il Coraggio Onlus, Aurea Caritate e Maison Antigone), Monica Ricci Sargentini, Livia Zancaner (al posto di Clelia Delponte parlerà una delle protagoniste del suo capitolo, Fiorentina Abate) e con Monica Lanfranco che ha firmato la postfazione, ma si discuterà anche del saggio francese “La legge dei padri” di Patric Jean con la traduttrice italiana avvocata Simona D’Aquilio (edito da La Bussola, che sta per pubblicare il libro intervista su Mafia Capitale di Baccolo a Salvatore Buzzi) e dei libri sempre a tema “La mangiatrice di sole” di Lucie Huskova e “La vittoria del cuore” di Liliana Zecchinato.
Parteciperà al dibattito, come sempre nelle iniziative sulla Giustizia di Folsom Prison Blues, alle quali ha partecipato in passato anche il nostro direttore del quotuidianoi l’Italiano Riccardo Colao, un parterre significativo che comprende magistrati come Otello Lupacchini, ex parlamentari come Cinzia Leone, Veronica Giannone e Marco Taradash, neuropsichiatri infantili come Andrea Mazzeo Fazio, avvocati come Andrea Coffari, Carlo Priolo, Michela Nacca, Ilaria Boiano, Maria Teresa Manente e Francesca Scudiero, giornalisti come Luisa Betti Dakli, Daria Lucca, Rita Rapisardi, Federica D’Alessio, Flavia Perina, Marco Gregoretti e Antonello Sette, le rappresentanti dei sindacati che hanno organizzato mobilitazioni sul tema Alessandra Menelao e Giorgia Fattinnanzi, i vertici di associazioni attive nel settore come le già citate Il Coraggio, Maison Antigone, Aurea Caritate e poi Comitato Madri Unite, MovimentiAMOci e via dicendo, tra cui la criminologa e CTU Marinella Maioli e l’ambasciatore di pace Stefano Maioli e ovviamente molte madri vittime di questo sistema a partire da Giada Giunti, Laura Massaro, Deborah Delle Donne, Luana Valle, Barbara Piccioli e pure alcuni loro figli.
Ci sarà pure infine una bellissima canzone contro i prelievi per PAS di Marco Chiavistrelli.
L’elenco quasi completo degli ospiti in locandina: alcuni nomi significativi si aggiungeranno ancora e saranno annunciati oggi nel corso delle presentazioni ufficiali.
Un evento sicuramente molto importante su un tema che è una vera tragedia nascosta dei nostri giorni e sul quale speriamo grazie anche a Nordio e Roccella questo governo possa intervenire.
Comincia quindi una via crucis per madre e figlio, culminata in un decreto di prelievo che obbliga il minore ad essere recluso in una casa famiglia per recuperare il rapporto con il padre.
La mamma della nostra storia viene convocata in comune, per restituire le chiavi dell’appartamento in cui viveva la madre che è appena venuta a mancare. Lei si presenta all’appuntamento, il suo bambino non potendo entrare rimane fuori ad aspettare con un’amica, tra l’altro un’attivista straordinaria, che cerca di salvarlo quando degli estranei si presentano senza identificarsi per prelevarlo: ma questi la immobilizzano con violenza e le strappano il bambino dalle braccia.
Nel frattempo, la madre è sequestrata in comune. Raccoglie il coraggio, la lucidità per filmare e trasmette in diretta sui social quello che sta accadendo. Chiede di essere lasciata andare, chiede aiuto, non cede alla paura, al ricatto. Ma a nulla serve.
Questa mamma amorevole, dolcissima, con una pazienza infinita, che mantiene rapporti di una serenità invidiabile con il padre di una sua prima figlia già adolescente, che ricopre degnamente il ruolo di insegnante, che è una cittadina irreprensibile, è tenuta sotto sequestro mentre il figlio, disperato, le viene prelevato.
Passa un anno. Il bambino è in casa famiglia da allora e ha un solo desiderio, con buona pace della terapia della minaccia (una vera e propria forma di tortura promossa dal millantatore di cui sopra): tornare dalla mamma e dalla sorella che lo aspettano. La mamma lo vede solo tramite incontri protetti, che cerca di rallegrare e rendere speciali in ogni modo per rassicurare il suo cucciolo.
Oggi è arrivata la richiesta da parte del PM di archiviazione di una denuncia, sacrosanta, da lei fatta per quel temporaneo sequestro di persona che ha subito nel Comune, dal suo punto di vista illegalmente, per quel percepito abuso di potere, per la violenza anche verso la sua amica e sé durante il prelievo, richiesta motivata in un modo che a me fa inorridire per lo sdegno.
Ecco, questa è la violenza contro le donne di cui nessuno vuole parlare. Una delle peggiori che esiste, tra l’altro. Cominciamo a parlarne, sul serio, per favore.

Alcuni istanti della celebrazione

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