Wednesday, December 7, 2022
Quotidiano Nazionale Indipendente


Ecco perché bisogna andare a votare per referendum e votare SI

Purtroppo la riforma Cartabia è timida, pur dando atto al ministro dell’impegno ostacolato da un Pd anche in questo subalterno del movimento eversivo 5 Stelle. Il problema vero è la “natura” della magistratura.
Non è un potere ma un ordinamento che di fatto è divenuto potere indipendente.


di Mario Tassone * (per il Quotidiano l’Italiano)

ROMA – Il 12 giugno il corpo elettorale è chiamato ad esprimersi sui referendum sulla giustizia.
I cittadini sanno poco di questi quesiti e la stampa ,nella gran parte,sul “tema” è stata silente.
In un Paese in cui il tasso di democrazia è basso dove non ci sono i partiti e l’associazionismo è divenuto “una impalcatura burocratica del sistema” i cittadini sono impediti ad avere sufficienti informazioni.
La casta che si oppone ai referendum spera e opera perché non si raggiunga il quorum.
Invece bisogna andare a votare per innescare un processo perché la “gestione” della giustizia non sia un benefit per gli addetti ai lavori, ma il più alto servizio che un Paese civile deve assicurare.
Mi da fastidio che sempre alcune categorie di magistrati interloquiscano sulle leggi attraverso iniziative dirompenti e anche,come nel caso del referendum, sugli strumenti di democrazia diretta.
I referendum pongono dei quesiti che sono il minimo perché alcune riforme siano esaustive.
Non è tutto.
Ma un serio avvio.
Purtroppo la riforma Cartabia è timida, pur dando atto al ministro dell’impegno ostacolato da un Pd anche in questo subalterno del movimento eversivo 5 Stelle. Il problema vero è la “natura” della magistratura.
Non è un potere ma un ordinamento che di fatto è divenuto potere indipendente.
La tripartizione di Montesquieu salta.
Mentre l’esecutivo soggiace al controllo de Parlamento e il Parlamento eletto dal popolo, il potere dei magistrati è indipendente giustamente nel ruolo, ma anche dalla legge.
A volte il CSM è stato condizionato dall’Associazione Nazionale dei Magistrati.
Ma l’intollerabile eccesso è che i magistrati dominano il Ministero di Giustizia.
Tutti i dipartimenti,le direzioni generali in stragrande maggioranza sono guidate da magistrati.
Si evince la gravissima anomalia.
I magistrati appartegono a un ordine indipendente ma nei ministeri, e in particolare in quello della giustizia, sono sottoposti al governo.
Sottoposti formalmente perché sostanzialmente sono attivi nella produzione legislative.
La politica perde la supremazia e lo Stato di diritto un intento solo un intento.
Ci vuole coraggio.
In un Paese civile si attribuiscono i ruoli, si assicurano gli equilibri. Altrimenti ci troviamo in altre storie che non ci appartengono dove egoismi e miopie ci hanno collocato.
E’ una questione di libertà soprattutto.
Ecco perché bisogna andare a votare per referendum e votare SI.

Mario Tassone

* È stato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Fanfani V, sottosegretario di Stato al Ministero dei Lavori Pubblici nei governi Craxi I, Craxi II e Fanfani VI e viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nei governi Berlusconi II e Berlusconi III.

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