Thursday, December 1, 2022
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“L’anima del commercio” non è la pubblicità ma la cortesia, il rispetto e la coerenza stream of consciousness (flusso di coscienza) di un pomeriggio d’estate 2022

Sapete, un autore è fatto anche così. Quando lo stream of consciousness (flusso di coscienza) ti prende e ti porta a riflettere, con associazioni d’idee, e pensi, in questo caso, che il successo del commercio è certamente legato al prodotto che si vende ma anche al rispetto, alla cortesia di coloro che lavorano in questo settore. Mai che tutto questo diventi una specie di “presa in giro” del cliente ma sembra proprio che più che la pubblicità, l’anima della vendita sono i due requisiti sopracitati uniti alla coerenza e cioè, quello che dai per buono, buono lo deve essere, altrimenti perdi l’acquirente.


di Romano Scaramuzzino per il Quotidiano l’Italiano

BERGAMO – Sono un autore, anche. Per questo motivo di natura curioso (nel senso buono della parola) e osservatore. Se poi aggiungiamo pure la sensibilità caratteriale e l’empatia, caratteristiche che mi appartengono, purtroppo o per fortuna, dato che sono “doni”, questi, che ti fanno percepire gioie e dolori del prossimo dei quali ti fai anche carico, posso dire che “ce l’ho tutte”. Meno male che compenso con i miei difetti, numerosi, e con il fatto che queste mie peculiarità non sempre sono attive. Altrimenti sai che vita! Evviva anche la leggerezza, allora, che ogni tanto ci fa compagnia.

Ma sabato scorso… sabato scorso avevo un appuntamento verso le ore 19 presso un noto Centro Commerciale sito non lontano da casa mia, qui nella bergamasca. Arrivo molto prima sapendo che il tempo lo posso trascorrere in modo tranquillo. Infatti, il Centro, pur non essendo grandissimo, offre a chi lo frequenta tutto quello che gli occorre. Motivo per cui, i minuti, per alcuni, anche le ore, possono passare pacatamente.

Tra l’altro, questi ambienti, sono ormai dei posti di aggregazione. Specialmente per gli anziani. Soprattutto prima del Covid. Poi, in seguito a questa pandemia, sappiamo tutti quello che è successo anche delle restrizioni sociali alcune opportune altre meno.

C’è gente questo sabato, al di là del giorno, al di là che alcuni nostri connazionali sono in ferie.

Tra un gelato, il maxischermo dove trasmettono, di solito, avvenimenti sportivi e negozi vari dove acquistare diversi tipi di prodotti, di merce, il tempo, quindi, scorre.

È strano, ripeto, che un Centro Commerciale così, né grande né piccolo, risulti essere una sorta di oasi, di luogo di ritrovo. Ma la nostra società, da tempo, è cambiata. Difatti, se tanti anni fa, nel nostro Paese, il vicino di casa faceva parte della nostra vita mentre oggi è un illustre sconosciuto, mentre una volta ci si ritrovava per strada, giovani e meno giovani, a chiacchierare, occupando serenamente il proprio tempo, oggi, per vari motivi, questo tipo di socialità difficilmente è riscontrabile.

Parlavo di tempo e non volendo fare il boomer della situazione i nostri cellulari (come faremmo senza di loro, vista la loro effettiva utilità) hanno sostituito un po’ anche i nostri orologi. Io, che di quest’ultimi, erano un grande appassionato e collezionista. Ero…

Non mi ritrovo, adesso, con gli orologi di tipo “sportivo” che tanto mi piacevano e che sono diventati così complessi da usare e le cui istruzioni sono scritte con caratteri così piccoli che occorre, per leggerli, la lente d’ingrandimento. Per vari motivi non ho un orologio, non trovando quello che mi piace.

Cerco, allora, in questo sabato d’estate, del mese di luglio del 2022, un compromesso in merito ovvero un orologio che non mi darà certamente le “soddisfazioni” di quelli che possedevo ma che nemmeno sarà da buttare immediatamente dopo l’acquisto.

Entro nel negozio apposito, dove si vendono anche orologi, e mentre do un primo sguardo alle vetrine, si avvicina gentilmente la commessa che mi chiede se ho bisogno di qualche consiglio.

Parliamo un po’, io e Silvia, si chiama così la signorina. Vediamo qualche orologio ma non ne sono convinto. Sto per andar via quando mi soffermo su uno. Un classico, un buon compromesso in tutto e per tutto. Decido allora di comprarlo.

Ci scambiano, alla cassa, altre chiacchiere sia con Silvia che con altre sue colleghe come Olga, Gioia e Tazia.

Effettuato l’acquisto, esco. Sono contento della spesa e penso.

Sapete, un autore è fatto anche così. Quando lo stream of consciousness (flusso di coscienza) ti prende e ti porta a riflettere, con associazioni d’idee, e pensi, in questo caso, che il successo del commercio è certamente legato al prodotto che si vende ma anche al rispetto, alla cortesia di coloro che lavorano in questo settore. Mai che tutto questo diventi una specie di “presa in giro” del cliente ma sembra proprio che più che la pubblicità, l’anima della vendita sono i due requisiti sopracitati uniti alla coerenza e cioè, quello che dai per buono, buono lo deve essere, altrimenti perdi l’acquirente.

Flusso di coscienza che mi porta a pensare a quella “starletta” mia corregionale che si propone di essere divertente ma anche promotrice della nostra Calabria e che, a una mia richiesta d’intervista (sinceramente, lo facevo per darle spazio più di quello che aveva e che forse ancora ha), non ha minimamente risposto. Ha visualizzato il messaggio ma senza degnarsi di un educato anche se negativo riscontro.

Ma come? Non “pubblicizzi” la simpatia, la cordialità, di conseguenza anche l’educazione?

A parole. Nei fatti no. Per questo la “pubblicità”, tutto quello che tu proclami se non sono seguiti dal rispetto, dalla cortesia e quindi dalla coerenza del tuo comportamento rispetto a quello che dici ti fa conoscere, poi, per quello che sei veramente. E questo vale per tutti i settori della nostra vita.

Lo stream of consciousness potrebbe continuare. Mi fermo qui, però.

Anche perché il tempo scorre e le lancette dell’orologio non simulano.

Romano Scaramuzzino

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