Monday, December 5, 2022
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Lega Pro – Playoff – Il Palermo espugna Salò e al 50% si trova in finale

di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano Baldini e la sua bacchetta magica:…


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

Baldini e la sua bacchetta magica: altro che Mago Merlino!

L’allenatore carrarese lo aveva proclamato con gli occhi stralunati di chi ha le traveggole, appena messo piede sul sacro prato del Barbera, lo scorso 20 dicembre, nel subentrare a mister Filippi: “La classifica attuale del Palermo m’interessa fino a un certo punto perché noi  faremo I playoff e li vinceremo!”.

Se non lo presero per pazzo fu solo per rispetto e quel pizzico di follia, quello che alberga nel cuore di ogni tifoso: “Se lo dice lui – pensammo un po’ tutti, addenti ai lavori e non – vuol dire che ha le sue buone ragioni!”.

Certo è che quando lui arrivò, il Palermo si arrabbattava tra il nono e l’undicesimo posto: insomma, non c’era niente che lasciasse prevedere un colpo d’ala e una risalita in classifica da primi posti. E tuttavia, lui, Baldini con quel suo faccione rubicondo, che sa di vita passata all’aperto e di sogni sconfinati, si lasciava ascoltare quasi con religioso silenzio. E non  solo dai suoi giocatori ma anche – udite udite – da una classe di cronisti giovani e rampanti che l’ascoltavano scettici e un po’ sardonici.

Quel 20 dicembre dell’ano scorso, a Castagnini che al telefono gli proponeva, quasi timidamente, se se la sentisse di sbrogliare l’intricata matassa rosanero: “Certo che me la sento – rispose d’impeto Baldini – torno ad allenare solo perché al richiamo della foresta non posso resistere”.

Lo chiamò “il richiamo della foresta” quel destino che, dopo diciotto anni, gli offriva la possibilità di riprendersi quello che era già suo: il cuore e l’anima del tifo rosanero.

L’onta di quell’esonero del dicembre 2003 dal Palermo, che era secondo in classifica, e quindi in piena corsa per il clamoroso ritorno in serie A. dopo oltre trent’anni, lui non l’aveva mai mandata giù…

I primi mesi della sua “nuova vita” all’ombra del Pellegrino furono tutt’altro che rosa, lui si arrovellava attorno ad una selva di problemi tecno-tattici ma, soprattutto, mentali, che  affliggevano la sua squadra che, pur imbattuta in casa, in trasferta diventava una pecorella alla mercé di avversari qualunque, tipo Paganese, Fidelis Andria, Picerno

Baldini, però, non faceva una piega; continuava a martellare i suoi ragazzi… E scoprì che  peccavano soprattutto di autostima, come se ciascuno dubitasse di se stesso. Non solo come giocatore ma perfino come persona. E qui, Baldini, puntando sulla sua raffinata loquela toscana, intrisa di sentimento e passione, squarciò quel velo di paura che li attanagliava, impedendo loro, soprattutto in trasferta, di dare il meglio di sé: “Non dovete aver paura di niente e di nessunoBaldini alzava solo allora il tono della voce, altrimenti sempre pacato e sobrio – perché voi siete forti e, se avete Fede potete battere chiunque!”.
Ma, al di là del la ricerca psicologica, Baldini affondò il bisturi sulle piaghe tecniche della squadra e, dopo avere stentato assai a trovarne l’anima, quando finalmente la trovò (il busillis stava soprattutto nel quintetto difensivo, che, comunque lo girasse e rigirasse, sembrava refrattario ad ogni correttivo) il Palermo cominciò a vincere, anzi a stravincere anche in trasferta. Cominciando da Avellino e continuando partita dopo partita … Fino a ieri al delizioso stadio “Lina Turina” della Feralpisalò. Dominata dal primo all’ultimo minuto di gioco, nonostante l’ennesimo “incidente” difensivo che il Var, per la prima volta in funzione in questi playoff, decretò passibile di calcio di rigore.

Il Palermo aveva appena chiuso il primo tempo in vantaggio di due gol (43’, Brunori,  secco diagonale all’incrocio dei pali e, 47,’ Floriano, dopo travolgente azione di fascia sinistra, con pallonetto sull’uscita di Liverani). Un rigore che poteva rimettere in corsa la Feralpisalò ma che Massolo riuscì a sventare deviando sopra la traversa (forte ma centrale il tiro di Miracoli).

Già, Massolo: altro “prodigio” di mister Baldini che, dopo aver resuscitato l’intera squadra, ha “trovato” ed esaltato come una muraglia questo ragazzo di ventisei anni che finora era stato solo la riserva di Pelagotti.

Il percorso di questo Palermo “Baldiniano” sa di miracoloso, quasi di… mistico, nel senso che più avanti procede meno ostacoli trova: prima la Triestina, saccheggiata al “Nereo Rocco”, che cerca di riprendersi il suo con una prova gagliarda e rabbiosa al Barbera, ma, proprio quando, passata in vantaggio, spera d’avercela fatta, sbatte contro il destro a uscire di Luperini. Poi, s’imbatte nella balda e spregiudicata compagine di miser Volpe, che affronta il Palermo,  prima in casa sua e poi, ancora di più, al Barbera con lo stesso piglio aggressivo, tipico del gioco rosanero: e sfiora clamorosamente il sorpasso, anche per via delle “cappellate” di tal Cascone di Nocera Inferiore, tronfio giudice di gara di quella partita.

E ieri, infine, va a far visita alla rivelazioe dei playoff, la sbarazzina squadra di Vecchi che ha fatto fuori prima il Pescara e poi la favoritissima Reggiana. C’era da far tremare i polsi, ma non certo ad un tipo come Baldini, che, alla viglia, carica così I suoi: “Sottovalutare la Feralpisalò?  Tutt’altro: l’affronteremo pensandola più forte di com’è: solo così la batteremo… Perché, ne sono cero, questi playoff saremo noi a vincerli!”.

Scampato il pericolo-penalty, il Palermo riagguanta le redini della partita e fa il tris con il gol più bello: 86’, destro di collo pieno dal limite dell’area del solito… subentrante Soleri, che picchia sotto l’incrocio dei pali prima di spegnersi in fondo alla rete.    

Baldini si rivela "mago", mentre Massolo parà un rigore volando com Harry Potter e il filtro rosanero oscura i locali. Siciliani verso la finalissima dopo la prossima gara al Barbera
Edo Soleri: i suoi gol stanno portando avanti la bella stagione palermitana

IL TABELLINO DI FERALPI SALO’ – PALERMO

FERALPISALÒ (4-3-1-2): Liverani; Bergonzi, Pisano, Bacchetti, Corrado; Guidetti (75′ Corradi), Carraro, Balestrero (62′ Hergheligiu); Siligardi (81′ Di Molfetta); Miracoli (62′ Spagnoli), Guerra (75′ Luppi). A disp.: De Lucia, Porro, Farabegoli, Salines, Castorani, Damonte, Khadim. All. Vecchi.

PALERMO (4-2-3-1): Massolo; Buttaro, Lancini (57′ Perrotta), Marconi, Giron (67′ Crivello); De Rose, Damiani; Valente (81′ Silipo), Luperini, Floriano (56′ Soleri); Brunori (81′ Fella). A disp.: Pelagotti, Somma, Accardi, Doda, Dall’Oglio, Odjer, Felici. All. Baldini.ARBITRO: Ferrieri Caputi di Livorno (Giuggioli-Ricciardi).

MARCATORI: 43′ Brunorii, 45’+2 Floriano, 86′ Soleri

NOTE:  ammoniti Bergonzi, De Rose, Perrotta, Bacchetti. Al 52′ Massolo para rigore a Miracoli. Spettatori circa 2.500 (circa 600 rosanero).

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