Saturday, January 28, 2023
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Lega Pro. Vogliono fermare il Catanzaro! Ghirelli e il mandante, gli arbitri inidonei gli esecutori

Ne abbiamo piene le tasche delle cervellotiche decisioni arbitrali, dei loro referti insulsi e abominevoli e anche della “magistratura sportiva”. Grazie a queste “chiacchiere e pinzillacchere” emanate per bollettini il Catanzaro dovrà affrontare la prossima trasferta con cinque uomini appiedati. Tre già diffidati, (Biasci, Brighenti e Vandeputte) subendo ammonizioni inique, sono stati esclusi al termine del match vittorioso col Crotone. Poi a questi si è aggiunta la tegola della squalifica di Pietro Iemmello per aver esultato dopo il suo gol, oltrepassando i limiti del rettangolo di gioco. Lo fanno tutti e non si è mai vista una cosa simile se non nei riguardi di Iemmello


di Riccardo Colao (Il punto del direttore del Quotidiano l’Italiano)

ROMA – Vogliono fermare la marcia del Catanzaro. E chi la vuole fermare sono sempre e solo loro: “i padroni del vapore” quelli che in seno alla Lega Pro decidono, fanno e disfanno, secondo il loro modo di pensare, i campionati che purtroppo risultano falsati e mai decisi da verdetti acquisiti sul campo.

Lo denunciamo da anni. Al timone della Lega c’é un signore al quale non affideremmo neppure la gestione della portineria del palazzo dove si trova la nostra redazione che ha comunque autorità e quando distribuisce la posta riesce a farlo senza disguidi.

Nella Lega Pro di “disguidi” (chiamiamoli così) ne abbiamo notati a volontà. Non vogliamo ritornare su argomenti come quelli che lo scorso torneo produssero l’esclusione dalla finalissima dei giallorossi del Sud. E’ acqua passata. Acqua di colonia al profumo dell’inutile Var che, pur presente, non servì a chiarire il fuorigioco sul calcio di punizione vincente di Chirico (il quale come premio dal Padova ha ricevuto il trasferimento sulle spiagge di Crotone), anzi determino e confermò dall’alto la regolarità di una rete fasulla come il giudizio di chi era davanti alle moviole.

Ne abbiamo piene le tasche delle cervellotiche decisioni arbitrali, dei loro referti insulsi e abominevoli e anche della “magistratura sportiva”. Grazie a queste “chiacchiere e pinzillacchere” emanate per bollettini il Catanzaro dovrà affrontare la prossima trasferta con cinque uomini appiedati. Tre già diffidati, (Biasci, Brighenti e Vandeputte) subendo ammonizioni inique, sono stati esclusi al termine del match vittorioso col Crotone. Poi a questi si è aggiunta la tegola della squalifica di Pietro Iemmello per aver esultato dopo il suo gol, oltrepassando i limiti del rettangolo di gioco. Lo fanno tutti e non si è mai vista una cosa simile se non nei riguardi di Iemmello. Poi è stata aggiunta la sua presunta lite con la panchina crotonese. Ma è evidente che il calciatore catanzarese è stato fortemente provocato da genete che è stata anche sanzionata per il “comportamento lesivo, offensivo e persino intimidatorio, sia nei gesti che nelle espressioni verbali, da parte del dg rossoblù il cui cognome non è degno di essere citato in questo articolo. Poi come non bastasse al difensore Gatti sono state persino appioppati tre turni di squalifica per un parapiglia dove ha avuto una reazione, a partita finita, con uno dei “raccattapale” della spedizione “crotoniata“, metà crotonese e metà “paliata”!.

Iemmello: punito per aver esultato al di fuori delle linee di bordo campo. Una decisione che è solo un pretesto per escludere il fuoriclasse dal prossimo match

E’ una decisione grave, stolta, iniqua, cattiva e lesiva nei riguardi del lavoro sportivo di tutto l’entourage. Perché punisce la formazione che sta stupendo il mondo sportivo calcistico per la sua “produzione” di gol e per i risultati che sta ottenendo, a dir poco strabilianti.

Evidentemente a qualcuno (e facile scoprire a chi) tutto ciò non solo non sta bene ma deve essere in qualche maniera rallentato; e allora giù con le “sentenze” e le squalifiche a scopo di delegittimare la realtà della squadra confezionata per vincere, a pretesa di smorzare la potenza di un organico che sta sovrastando gli avversari ed è sulla scia dei nuovi record della categoria.

Ghirelli e il suo ghigno che lo rende tra i dirigenti meno simpatici di tutto il cacio italiano

Non merita il Catanzaro tale tipo di atteggiamento. Non lo meritano i calciatori, la dirigenza e i tifosi. La Lega Calcio, l’Associazione Arbitri, la Federazione calcistica tutta o resteranno imparziali oppure determineranno la fine del Soccer credibile. Intervengano e determinino onestà, equità, trasparenza. Lascino a casa i direttori di gara incapaci di gestire partite come quella disputata al Ceravolo tra Catanzaro e Crotone. Promuovano arbitri seri e meritevoli e non favoriscano i soliti raccomandati che, poi, per ovvie ragioni, sono ricattabili e soggetti a obbedire ai “padroni del vapore“.

Il Catanzaro contro il Monterosi sarà obbligato a asciare fuori pedine importanti per ragioni che col cacio non hanno nulla a che spartire. E questo non è un buon segnale per la credibilità del campionato. Che lo sappia mister Ghirelli (alias Ghignelli per quel modo di ridere che lo rende antipatico e poco credibile nella sua veste presidenziale) e che lo sappiano i suoi sgherri, sguinzagliati solo in occasioni dove abbonda il pubblico sugli spalti e mai nelle occasioni minori: prima o poi la sua infelice gestione finirà, e per la Lega Pro potrà rinascere una nuova epoca dove la luce aprirà squarci e chiarirà tante cose che oggi appaiono oscure!

Riccardo Colao

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