Sunday, April 14, 2024
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London Jazz Festival con Charles Lloyd e l’accorato omaggio a Wayne Shorter

Con loro ci saranno I membri dell’orchestra d’archi Philharmonia, condotta da Clark Rundell e saranno eseguiti una selezione dei lavori sinfonici di Shorter, fra cui l’estremamente rara performance di “Gaia”, tratta dalla sua ultima opera “Iphigenia”, composta nel 2021 e mai eseguita al di fuori degli Stati Uniti.


di Vittorio Pio – dalla Redazione Musica & Spettacoli del Quotidiano l’Italiano

ROMA – Fra i concerti che spiccano nel variegato programma del London Jazz Festival ci sono senza ombra di dubbio le presenze di Charles Lloyd e l’accorato omaggio a Wayne Shorter. Lloyd è una figura seminale per seguire le via della musica moderna.

Nato a Memphis e poi trasferitosi in California, di aspetto ieratico e con un carisma evidente sin dalla sua entrata in scena, in cui non si risparmia mai a favore del pubblico, Si tratta di un musicista raro, che concepisce il sassofono come estensione della vocalità umana; il suo vibrato è un centro di gravità per il gruppo, di  potente impatto lirico.

Lloyd è anche noto per aver lanciato le carriere di molteplici pianisti, fra cui Keith Jarrett (epico il concerto registrato a Montreux, in Svizzera) e Michel Petrucciani, ma in carriera ha collaborato nientemeno che con i Doors e i Beach Boys nei suoi frequenti passaggi al Fillmore di San Francisco. Fin da giovane è stato attratto dalla musica classica contemporanea e la sua opera ha spaziato negli anni dal gospel all’avanguardia jazzistica (era difatti amico di Eric Dolphy ed Ornette Coleman), senza tralasciare una certa fascinazione per l’esotismo nella scelta della strumentazione e dei timbri: fondamentali gli album che ha registrato per la Atlantic, ma anche quelli realizzati mel prosieguo per la Ecm, in cui ha riannodato I fili di un amicizia pluriennale con il portentoso batterista Billy Higgins, cui ha dedicato appositamente un album registrato con altri super musicisti del calibro di Brad Mehldau, Larry Grenadier e John Abercrombie.

Nell’ultima parte della sua carriera è ritornato ad incidere per la Blue Note e a Londra si presenta con il Trio Ocean, completato da Marvin Sewell (chitarra) e Gerald Clayton (piano), parte di una più estesa trilogia cui hanno partecipato anche Bill Frisell e Zakir Hussain. I suoi concerti sono delle odi alla bellezza e l’attesa presso  il Barbican Centre (17 novembre dalle ore 19) è spasmodica. A chiudere invece il festival sarà il 19 presso la Royal Albert Hall del Southbank Centre un evento realmente unico, che andrà ad omaggiare la gigantesca eredità di Wayne Shorter a pochi mesi dalla sua scomparsa terrena: uno fra i più immarcabili visionari del jazz sarà ricordato da un quartetto di suoi fidati collaboratori come Esperanza Spalding (voce), Danilo Perez (piano), John Patitucci (contrabbasso) e Terry Lyne Carrington (batteria), cui si aggiungerà per l’occasione Ravi Coltrane al sassofono, figlio del ben più leggendario John.

Con loro ci saranno I membri dell’orchestra d’archi Philharmonia, condotta da Clark Rundell e saranno eseguiti una selezione dei lavori sinfonici di Shorter, fra cui l’estremamente rara performance di “Gaia”, tratta dalla sua ultima opera “Iphigenia”, composta nel 2021 e mai eseguita al di fuori degli Stati Uniti. E’ giusto il caso di sottolineare che Shorter ha avuto una carriera che ha oltrepassato I settant’anni che oltre ad essere stato uno dei tasselli del migliore quintetto di Miles Davis, ha anche fondato I Weather Report con Joe Zawinul, collaborato con Joni Mitchell, Carlos Santana, Herbie Hancock, Pino Daniele, Steely Dan e tanti altri musicisti di rilievo. Charles Lloyd e Wayne Shorter sono stati dei multipli di loro stessi, nel senso che il loro valore non può avere altro paragone se non nella loro stessa, estatica evoluzione.

Per tutte le altre info www.efglondonjazzfestival.org.uk

Vittorio Pio

Wayne Shorter credito Fin Costello (Getty Images)
Charles Lloyd ritratto con la moglie Dorothy Darr (credito foto Paul Wellman)

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