Sunday, April 21, 2024
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TNI Ristoratori Italia: “Scontrini assurdi al ristorante? Basta mettere alla gogna un’intera categoria per 2 euro in più. E’ emergenza rincari, la ristorazione rischia di fallire”

Basta mettere in croce e colpire l’intera categoria di ristoratori per due o tre scontrini. Sono casi isolati e comunque ogni ristorante – dichiara Raffaele Madeo, presidente di TNI Ristoratori Italia – ha tutti i prezzi ben visibili sui menù”.
“Perché invece non si dice – protesta – che dopo il Covid è aumentato tutto, tanto che i ristoratori dovrebbero adeguare i prezzi almeno volta a settimana?  Invece nessuno lo fa, assorbiamo la quasi totalità di questi rincari, per consentire alle persone di venire ancora al ristorante, e intanto rischiamo di fallire. Le materie prime, gli affitti, l’acqua, la tariffa sui rifiuti continuano a rincarare e si tratta di mere speculazioni. Le commissioni sui Pos restano alte e ormai il 90% delle transazioni sono elettroniche, con migliaia di euro, frutto del lavoro dei ristoratori, che ogni anno vanno alle banche. I locali, soprattutto quelli di periferia, sono in ginocchio. I fornitori  hanno incrementato la farina del 200%. Eppure la farina per il 96% è prodotta in Italia, non in Ucraina”.


di Gianfranco Simmaco – dalla Redazione Centrale per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – Farina: +200% rispetto al 2022. Mozzarella: +60% in un anno. Affitto locale: +30% in dieci anni. La lista è lunga e potrebbe continuare. Sono i conti dei ristoratori, da nord a sud del Paese, che dopo il Covid devono affrontare una nuova emergenza, quella dei rincari. “Non si parla di questo, ma di uno scontrino di 2 euro per un piatto condiviso. Guarda caso questi polveroni vengono sollevati proprio nel momento in cui si deve far dimenticare il grosso dramma di: inflazione, mutui alle stelle, speculazioni e aiuto forzato alle povere banche.

Basta mettere in croce e colpire l’intera categoria di ristoratori per due o tre scontrini. Sono casi isolati e comunque ogni ristorante – dichiara Raffaele Madeo, presidente di TNI Ristoratori Italia – ha tutti i prezzi ben visibili sui menù”.
“Perché invece non si dice – protesta – che dopo il Covid è aumentato tutto, tanto che i ristoratori dovrebbero adeguare i prezzi almeno volta a settimana?  Invece nessuno lo fa, assorbiamo la quasi totalità di questi rincari, per consentire alle persone di venire ancora al ristorante, e intanto rischiamo di fallire. Le materie prime, gli affitti, l’acqua, la tariffa sui rifiuti continuano a rincarare e si tratta di mere speculazioni. Le commissioni sui Pos restano alte e ormai il 90% delle transazioni sono elettroniche, con migliaia di euro, frutto del lavoro dei ristoratori, che ogni anno vanno alle banche. I locali, soprattutto quelli di periferia, sono in ginocchio. I fornitori  hanno incrementato la farina del 200%. Eppure la farina per il 96% è prodotta in Italia, non in Ucraina”.

“Vogliamo parlare poi degli aumenti del 60% della mozzarella, fatta nel 70% dei casi con latte italiano? Il latte da giugno scorso – prosegue Madeo – costa meno, eppure il prezzo della mozzarella continua a salire. I contratti di locazione vengono adeguati all’Istat ogni anno. Se dieci anni fa un ristoratore pagava 3.500 euro di affitto, oggi ne paga 4.500 euro, cioè 1.000 euro in più, a causa dell’adeguamento”.

“In un contesto come questo – conclude il presidente di TNI Ristoratori Italia – è inaccettabile che la ristorazione italiana, fiore all’occhiello del nostro Paese, conosciuta in tutto il mondo e che per questo contribuisce ad attrarre turisti provenienti da ogni dove, venga messa alla goga perché un ristoratore ha fatto pagare due euro, come scritto da menù, per un piattino condiviso. Tra l’altro, è sacrosanto farlo, chi siede al tavolo occupa un posto e  paga un coperto anche se non consuma”.

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