Friday, February 23, 2024
Quotidiano Nazionale Indipendente


Notiziario Pro Vita e Famiglia. L’Argine al fiume delle menzogne antidemocratiche

Roma. Pro Vita Famiglia: Non siamo disposti ad appaltare educazione dei nostri figli. Fuori gender dalle scuole. Roma attesi in migliaia a sostegno della natalità e contro inverno demografico e eutanasia. Su diritti Italia non ha nulla da imparare da Canada. Ingerenza gravissima. Oltre 75% italiani vuole più sostegni contro l’aborto. Per il 70% Stato deve riconoscere maternità come valore sociale


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

Roma. Pro Vita Famiglia: Non siamo disposti ad appaltare educazione dei nostri figli. Fuori gender dalle scuole
«Oggi siamo intervenuti al XIII Municipio di Roma per sostenere l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, a firma di Marco Giovagnorio che ringraziamo, che chiedeva, semplicemente, di assicurare ai genitori il consenso informato preventivo rispetto ai temi sensibili e inerenti all’intimità e affettività dei nostri figli, dato che la maggioranza ha presentato una risoluzione per introdurre anche nei servizi educativi temi e prospettive Lgbtqia+. Il siparietto antidemocratico con cui hanno provato a non farmi intervenire, la violenza oltre che verbale anche fisica verso una mamma in aula, con i braccio una bimba di 9 mesi, che difendeva il diritto di priorità educativa, non ci ha né stupiti né spaventati: solo i totalitarismi vogliono strappare l’educazione ai genitori e imporre una visione a senso unico, come richiede la risoluzione in voto. Perché si rifiutano di condividere con i genitori i progetti proposti, se tanto condivisibili come dicono? Qualcuno ha risposto che questi corsi dovranno essere obbligatori. Non siamo disposti ad appaltare l’educazione dei nostri figli a nessuno, figuriamoci a chi vorrebbe indottrinarli. Chiediamo che le battaglie ideologiche e politiche restino nei luoghi predisposti, ma non si facciano nelle scuole e sulla pelle dei nostri figli. Giù le mani dai nostri figli che hanno il diritto di veder rispettata la loro infanzia senza che nessuno li confonda con il gender. Hanno il diritto al rispetto della loro crescita senza che nessuno insinui loro di essere nati sbagliati, nel corpo sbagliato. Roma Capitale e i Municipi – invece di buttare soldi per indottrinare i nostri figli, come hanno fatto con il corso di aggiornamento “De-Costruire gli stereotipi di genere” – investano per sostenere la famiglia generativa, riconosciuta dalla Costituzionee aperta alla vita, vera speranza del nostro Paese. Anche per questo domani, sabato 20 maggio, saremo presenti, sempre a Roma, Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita. Perché oltre all’ideologia e alla violenza antidemocratica, sia restituita tutti la vera libertà, quella capace di guardare al bene e al futuro, quella che non rinuncia a nessuno e accoglie, custodisce e si prende cura di tutti: dal più piccolo nascituro fino alla vita più fragile, ferita, scartata». Così Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia Onlus.
Vita. Domani a Roma attesi in migliaia a sostegno della natalità e contro inverno demografico e eutanasia

«E’ tutto pronto per la grande Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita”. Domani migliaia di famiglie, cittadini e oltre 120 associazioni sfileranno per le strade di Roma per celebrare la bellezza e la dignità della vita umana. Il diritto alla Vita è quello primario da cui discendono tutti i diritti della nostra società. C’è un popolo che vuole lanciare una sfida a tutta Italia: investire e credere nella Vita, nelle famiglie, nella protezione dei bambini, dei giovani, delle mamme e dei papà, degli anziani, dei disabili e fragili. Soltanto proteggendo la vita in ogni sua fase, dal concepimento fino alla morte naturale, possiamo aspirare a un Paese civile in costante crescita. Alle spinte pro eutanasia per le persone fragili o anziane, a quelle per la liberalizzazione della droga e la mercificazione della gravidanza con l’utero in affitto e a quel dramma italiano eeuropeo che è l’inverno demografico, bisogna rispondere con politiche di cura, sostegno, accompagnamento, sgravi fiscali e incentivi per aprire alla Vita». Così Massimo Gandolfini, uno dei portavoce della Manifestazione pro life che partirà domani, alle ore 14, da Piazza della Repubblica per poi concludersi, dopo un corteo, a Piazza San Giovanni in Laterano.
«Domani – aggiunge l’altra portavoce dell’evento, Maria Rachele Ruiu – invaderemo gioiosamente le strade di Roma, per testimoniare la bellezza della famiglia, aperta alla Vita, vera speranza del nostro Paese. Chiederemo uno sguardo privilegiato su famiglie, bambini e naturalmente sulle donne, troppo spesso discriminate perché mamme, o abbandonate alla solitudine e all’aborto difronte a gravidanze inaspettate o difficili. Vogliamo rispondere ai giovani che desiderano mettere al mondo figli, ma che temono il momento storico, di scommettere sulla Vita e sulla Famiglia. L’Italia restituisca a tutti la vera libertà, quella che non rinuncia a nessuno e accoglie, custodisce e si prende cura di tutti: dal più piccolo nascituro fino alla vita più fragile, ferita, scartata. Vogliamo sostenere e ringraziare chi si spende ogni giorno accanto ai propri cari fragili o anziani. Sarà una festa, per questo anche quest’anno sarà con noi la rock band “The Sun”, per testimoniare che non solo è urgente, ma anche conveniente e bellissimo scegliere la Vita! L’invito alla festa è per chiunque – senza bandiere di partito o simboli politici – voglia custodire la Vita dal concepimento fino alla sua morte naturale!».
Lgbt. Pro Vita Famiglia: Su diritti Italia non ha nulla da imparare da Canada. Ingerenza gravissima
«In tema di diritti l’Italia non ha niente da imparare dal Canada, dove è legale l’Utero in Affitto, con un compenso mascherato da “rimborsi”, e dove l’ideologia Lgbt minaccia i diritti delle donne e la libertà educativa dei genitori. Da Trudeau verso Meloni e l’Italia una gravissima e indebita ingerenza che svela lo strapotere internazionale della Lobby arcobaleno contro chi difende il diritto dei bambini a una mamma e un papà e la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Incoraggiamo il Governo Meloni a proseguire sulla strada tracciata senza farsi minimamente influenzare da quella che rimane una mera opinione degli elettori canadesi rappresentati da Trudeau». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus.
Jacopo Coghe, Portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus

Aborto. Sondaggio Pro Vita Famiglia: Oltre 75% italiani vuole più sostegni contro l’aborto. Per il 70% Stato deve riconoscere maternità come valore sociale
Il 76% dei cittadini, ovvero quasi 8 italiani su 10, pensa che lo Stato dovrebbe dare più aiuti sociali, economici e psicologici alle donne incinte per offrire alternative concrete a chi altrimenti sarebbe costretta o indotta ad abortire. Ben il 71% ritiene che lo Stato dovrebbe riconoscere la maternità come valore sociale, mentre il 57% degli italiani pensa che la maggior parte delle donne sia indotta o costretta ad abortire: non si tratta quindi di una “libera” scelta. Sono i dati che emergono dal sondaggio nazionale promosso da Pro Vita & Famiglia e condotto da Noto Sondaggi, presentato oggi all’Hotel Nazionale, in Piazza di Monte Citorio a Roma, nel corso della conferenza stampa dal titolo “FACCIAMO 31: Il dovere Costituzionale di proteggere la maternità, promuovere la Vita e agevolare la Famiglia”.
SCARICA QUI SONDAGGIO COMPLETOAd intervenire, durante la conferenza stampa, Giancarlo Blangiardo, presidente Istat; Federico Peralieconomista dell’Università di Verona; Antonio Noto, presidente Noto Sondaggi; Francesca Siena, presidente del Cav Roma Ardeatino; Francesca Romana Poleggi, membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia Onlus; Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia Onlus
Sono numerosi gli aspetti a favore della maternità e della natalità per i quali i cittadini si sono dichiarati favorevoli e pro lifePer il 62%, infatti, affrontare la crisi demografica dovrebbe essere una priorità per lo Stato, percentuale che schizza addirittura all’81% per i giovani dai 18 ai 34 anni, dunque proprio la fascia d’età che può accogliere maggiormente una nuova vita. Un dato eloquente, perché rivela come i giovani, contrariamente alla narrazione mainstream, sono altamente desiderosi di mettere su famiglia e fare figli.
Le intenzioni degli italiani sono pro life anche a prescindere dall’essere contrari o favorevoli all’aborto. In ogni caso, infatti, per il 59% bisognerebbe comunque intervenire peevitare un aborto e peil 58% se le donne incinte avessero aiuti adeguati la maggior parte degli aborti sarebbe evitata, proprio come chiede una petizione popolare lanciata da Pro Vita & Famiglia e che ha superato le 30.000 firme.

Per quanto riguarda i giovani: per il 58% dei cittadini si dovrebbe sensibilizzare le giovani donne, anche minorenni, per disincentivare l’aborto, e per quasi 7 italiani su 10 oggi le giovani coppie non hanno sufficiente libertà e possibilità di formare una famiglia. Quasi un plebiscito, poi, con l’87% delle risposte, per chi pensa che gli aiuti economici e sociali attualmente previsti dallo Stato per sostenere le coppie che hanno o intendono avere figli siano insufficienti.

I risultati dell’indagine demoscopica condotta da Noto Sondaggi rivelano poi come sia cruciale la questione lavoro. Addirittura l’80% delle donne intervistate ritiene che non ci sia sufficiente possibilità di conciliare maternità e lavoro e il 77% delle donne pensa sia impossibile non avere ripercussioni sul lavoro in caso di figli.

Per quanto riguarda, invece, le cause più frequenti che inducono le donne ad abortire, la maggioranza degli italiani indica difficoltà economiche, di conciliazione con carriera e studio, difficoltà familiari. Per aiutare le coppie ad avere figli e formare una famigliail 36% degli intervistati ritiene che l’intervento più utile sia quello di dare maggiore flessibilità al lavoro.

Infine, l’esperienza diretta con chi ha vissuto il dramma dell’aborto. Il 30% delle donne intervistate e il 35% dei giovani, dicono infatti di aver conosciuto una parente o amica che ha scelto di abortire a motivo dei disagi economici, secondo il 56% degli intervistati.

Metodologia: Il sondaggio è stato condotto nel mese di maggio 2023, con un tipo di questionario strutturato e un metodo di intervista con Panel in tempo reale. L’universo di riferimento è la popolazione italiana con un campione rappresentativo di 1.000 cittadini disaggregati per sesso, età e area di residenza. Il livello di affidabilità è del 95% con un margine di errore di +/- 3%
testatina

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