Sunday, March 3, 2024
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Palermo. Sala Stampa del Barbera. Benvenuto Caminiti, il suo libro “Ciao Vladimiro”, una promessa mantenuta e la “penna” portafortuna per Corini ed il Palermo del presidente Mirri”

Alla presentazione in Sala Stampa al Barbera, moderata da Giovanni Tarantino curatore del Museo del Palermo, erano presenti tanti colleghi, molti amici, tifosi e persino nell’ordine: il presidente del Palermo Calcio, Dario Mirri, l’allenatore Eugenio Corini, il nostro direttore Riccardo Colao, gli ex calciatori Guido Magherini ed Ignazio Arcoleo, mentre in diretta telefonica ha lasciato il suo saluto ed il ricordo per il grande inviato, l’ex libero rosanero Fausto Silipo.


di Nicola Colao dalla Redazione Sportiva del Quotidiano l’Italiano

PALERMOLui “Vladimiro Caminiti” non c’era e non sarebbe potuto essere presente. Però tutti coloro i quali hanno presenziato alla presentazione della sua biografia scritta e “vissuta! dal fratello Benvenuto lo hanno visto lo stesso. Vladimiro non cera ma di Lui si è parlato tantissimo. E anche di Palermo e del Palermo e del suo grande amore per la suqadra rosanero e di quello per il suo secondo club: La Juventus che seguì in lungo e in largo nella veste di inviato del quotidiano torinese Tuttosport.

Ma più che della “Vecchia Signora” Vladimiro Caminiti era innamorata dello sport, del calcio e del desiderio di scrivere, di raccontare, di trasmettere ai lettori la sua grande, incommensurabile, cultura poliedrica ed eclettica.

A nostro avviso se Vladimiro Caminiti fosse stato assegnato il compito di seguire qualsiasi altra squadra lui avrebbe comunque esercitato il suo mestiere di inviato speciale con la stessa passione e col medesimo amore che poi scoppiò nei riguardi della “Vecchia Signora” bianconera, casualmente…

Lui che era (e rimase) sempre un “tifoso speciale del Palermo” non può e non deve essere scambiato per qualcos’altro che non è mai stato.

La biografia “Ciao Vladimiro” dell’autore, il giornalista e scrittore, Benvenuto Caminiti, edita da Titani Editori con prefazione del giornalista, scrittore nonché direttore del quotidiano l’Italiano, Riccardo Colao, unisce due vite e rivela l’autentica essenza della personalità del Poeta del Calcio innamorato della Juventus”, alias “Camin” com’era da tutti vezzeggiato...

Vladimiro Caminiti era nato a Palermo, capoluogo della sua “isola bedda”, il 31 maggio 1932. La sua che era anche quella di Benvenuto, era una famiglia vecchio stampo, con capo famiglia Peppino, maestro di violoncello nel locale conservatorio e primo strumento nella filarmonica del Teatro Massimo. “Un Padre dal rigore inflessibile, spesso eccessivo, non perdonava la mediocrità ma premiava il talento” – come ha ricordato l’autore del volume, ultimo dei sette fratelli Caminiti – A casa si respirava musica classica, ma anche il calcio godeva del suo (piccolo) spazio: così, come per ogni palermitano (o “panormita”, come scriveva Lui) che si rispetti, prima ancora del bianco, il primo colore a fare coppia col nero non poteva che essere il rosa”.

Scopriamo così durante l’evoluzione della presentazione che Vladimiro è stato il figlio ed il fratello ribelle, che decide, sin da minorenne, di voler lavorare come giornalista e s’impone da solo presentandosi nientepocodimeno che a Mauro De Mauro, caporedattore del quotidiano “l’Ora”. Poi il mitico direttore Antonio Ghirelli – dopo aver apprezzato un suo articolo – lo convoca a Tuttosport assumendolo in pianta stabile. In breve Camin riesce a scalare le vette trasformandosi in una delle eccellenze dell’ambiente giornalistico, paragonabile forse al solo Gianni Brera.
L’inedita biografia, esce a trent’anni dalla morte di Vladimiro, è la storia difficilmente documentabile, se non balzasse nitida nella memoria del fratel minore la rievocazione di ogni piccolo dettaglio utile a caratterizzare la figura del grande giornalista, scrittore e inviato come nessun altro potrebbe ricostruire.
L’Italia in cui Vladimiro Caminiti, poeta fino al midollo, seppe raccontare magari con ironia o con rabbia, ma con efficace stile letterario non esiste più. E proprio la carenza di giornalisti-scrittori abili a comporre testi e a parlare, come solo lui era capace pesa, si nota e si av-verte dalle colonne di piombo ai salotti televisivi.
Burbero, istrionico, sovente taciturno e persino pronto a esplodere come un petardo però mai capace di far male ad un insetto. La Juventus – dopo il Palermo – divenne la sua squadra preferita, perché da inviato di “Tuttosport”, s’innamorò a prima vista dell’aspetto giovanile della “Vecchia Signora”.
«Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso». Così la pensava Camin.
Ecco spiegata la stima motivata e compreso l’affetto con cui i supporters bianconeri gli tributavano omaggio, non solo per gli articoli a sua firma sul quotidiano, ma anche per quelli che comparivano sulla rubrica fissa, tenuta sulle pagine del mensile ufficiale del club: “Hurrà Juventus”. Vladimiro Caminiti resta nella storia del giornalismo italiano come l’ultimo dei romantici poeti che volle intendere il Calcio, e lo Sport, elevandoli a materia mitologica.

Riccardo Colao e il volume “Ciao Vladimiro”, scritto da Benvenuto Caminiti e presentato a Palermo il 14 dicembre presso la Sala Stampa dello Stadio Barbera

Alla presentazione in Sala Stampa al Barbera, moderata da Giovanni Tarantino curatore del Museo del Palermo, erano presenti tanti colleghi, molti amici, tifosi e persino nell’ordine: il presidente del Palermo Calcio, Dario Mirri, l’allenatore Eugenio Corini, gli ex Guido Magherini ed Ignazio Arcoleo, mentre in diretta telefonica ha lasciato il suo saluto ed il ricordo per il grande inviato, l’ex libero rosanero Fausto Silipo.

Il nostro direttore nella sua prefazione ha sostenuto che “… Nessun altro, se non il giornalista Benvenuto Caminiti avrebbe potuto ricostruire, a trent’anni dalla scomparsa di Vladimiro, la figura fraterna. Roba che avrebbe ricevuto anche l’approvazione del “Poeta del calcio” alias Camin! Rimangono, bene in vista, negli scaffali delle mie librerie i tomi del Maestro, rigurgitanti di passione ed amore per la “Vecchia Signora” e di più per il gentil modo di pensare e scrivere; poi fra le pagine di qualche agenda polverosa, sopravvivono i ritagli di giornale dei suoi affascinanti “pezzi da inviato” che collezionavo per rileggerli, emergendo l’esigenza di percorrere la strada della buona ispirazione. Mi sforzavo di interpretare quel giornalismo ove, come lui spiegava ai giovani aspiranti colleghi, era preferibile “guardare il colore del cielo sopra lo stadio e del campo ai suoi piedi, e cercare di raccontarli, quei colori, perché ancora facevano parte della cronaca”. Per Camin non contava il possesso della penna: ma soprattutto l’azione del cuore: “E anche se bianconero, chissenefrega, purché ci sia”. Nel cuore, nell’anima, nella memoria, aleggia il ricordo dell’incontro a Torreglia, della vicinanza tra le nostre camere d’albergo, del ticchettio a raffica della sua Olivetti 22… e la gratitudine per il mio Maestro, a sua insaputa, al quale – ancora oggi – tento indegnamente di ispirarmi”.

In fondo – ha chiosato Riccardo Colao – “anche se il cuore mio personale o di altri colleghi non è bianconero, come il suo, ma giallorosso, nerazzurro, gialloblu, neroverde, biancorosso, granata, blugrana, bianco, grigio o arancione… chissenefrega, purché ci sia”. Ciao Vladimiro. Grazie Benvenuto per averci restituito la figura del tuo grande fratello attraverso i ricordi che vanno dall’infanzia agli ultimi suoi giorni!”.

Il nostro direttore nel corso del suo intervento ha annunciato la creazione e la nascita di un Premio per la Letteratura Sportiva dedicato alla figura di Vladimiro Caminiti e inoltre che avanzerà la proposta al Sindaco di Palermo affinché venga dedicata al “Poeta del Calcio” una strada nella sua città d’origine.

“Ciao Vladimiro” parteciperà al Premio Bancarella Sport per l’edizione 2024.

Nello svolgimento dell’evento sono state consegnate le “Penne Vladimiro” opere in tiratura limitata dell’artista Francesco Scarpino, sulle quali è stata incisa la firma autografa di “Camin”. Il maestro Scarpino noto perché produce penne, gioielli e oggettistica, portando avanti tecniche di lavorazione antiche, che affondano le radici nella secolare tradizione artigiana calabrese è stato idealmente presente. I suoi legni non vengono trattati con prodotti chimici: la lucidatura avviene tramite grana di carta vetro sempre più fine e con l’impiego di cere naturali opportune per turare le naturali porosità della materia prima e per conferire la giusta lucentezza alla superficie. Una delle penne stilografiche nate dal tornio di Scarpino, un pezzo unico realizzato in legno di frassino e finemente lavorato, è stata donata a Papa Francesco, il Pontefice ne ha apprezzato la fattura tanto da commissionarne altre venti, realizzate in ulivo, da donare ai Patriarchi orientali intervenuti in occasione del summit per la pace in Libano voluto proprio dal Vescovo di Roma. Nell’invito i maggiori dettagli.

La penna dedicata a “Vladimiro Caminiti” recante la firma del suo nome costruita in pochissimi esemplari numerati e destinati in particolare al Presidente del Palermo Mirri, al mister Eugenio Corini, al moderatore Giovanni Tarantino e all’autore Benvenuto Caminiti e consorte Concetta Bellistri, a ricordo della giornata del 14 dicembre 2023 – Foto Nadia Fedorova

Gli esemplari di queste penne firmate destinati a Benvenuto e signora Cettina, al presidente Mirri e all’allenatore Eugenio Corini e a loro consegnati ha portato fortuna al Palermo e ai suoi protagonisti che sono riusciti a battere il Pisa riprendendo la rincorsa verso le alte vette del campionato di serie B. Un segnale che va rimarcato affinché anche all’ingresso del Barbera, dopo le lapide dedicate al Grande Torin e all’indimenticabile Niccolò Carosio possa trovare spazio una dedicata appunto a “Camin”

Ciao Vladimiro!

La copertina esterna del volume

Chi volesse prenotare l’opera e desiderasse riceverla direttamente al propri domicilio può farlo cliccando direttamente sul link sottostante

https://store9093240.ecwid.com/CIAO-VLADIMIRO-Biografia-Ufficiale-di-Camin-Giornalista-e-Scrittore-inviato-al-seguito-della-vecchia-Signora-p611883902

Eugenio Corini, trainer rosanero; Dario Mirri presidente del Palermo – Nadia Fedorova fotoreporter del Quotidiano l’Italiano – Foto Mario Cucina
Un momento dell’evento in Sala Stampa dello Stadio Barbera: il nostro direttore Riccardo Colao, l’autore Benvenuto Caminiti, il moderatore Govanni Tarantino – Foto Mario Cucina
L’apprezzato intervento del presidente del Palermo Dario Mirri – Foto Mario Cucina
Eugenio Corini ricorda Vladimiro Caminiti che conobbe quando giocava nella Juventus – Foto Mario Cucina
Benvenuto Caminiti e Riccardo Colao mostrano orgogliosi una copia della biografia “Ciao Vladimiro”- Foto Nadia Fedorova
La signora Cettina Bellistri, moglie dell’autore Benvenuto Caminiti e cognata di Vladimiro Caminiti – Foto Mario Cucina
Mario Cucina fotoreporter palermitano che ha seguito l’evento e lo ha promosso con le sue bellissime istantanee. A lui un sincero ringraziamento da parte della redazione del QUotidiano l’Italiano

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