Thursday, May 30, 2024
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A volte, oltre che a Berlino, c’é un giudice anche a Roma: in Cassazione!

Anche oggi il Procuratore Generale della Cassazione ha meritato applausi depositando una requisitoria che, al posto di accusare come sarebbe normale, dice quello che io e tanti altri diciamo da mesi: Alfredo Cospito non deve stare al 41bis, non esistono motivi giuridici per tenercelo.
Già questo è una grande vittoria del Diritto.


di Umberto Baccolo per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – Molto molto spesso la Cassazione mi dà grandi soddisfazioni.
Vedi Mafia Capitale che non era mafia (e sono ancora fiero di essere stato tra i pochi a dirlo prima), vedi i procedimenti di libertà relativi a Giancarlo Pittelli, che dimostrano la nostra campagna sul tema era giusta.
Anche oggi il Procuratore Generale della Cassazione ha meritato applausi depositando una requisitoria che, al posto di accusare come sarebbe normale, dice quello che io e tanti altri diciamo da mesi: Alfredo Cospito non deve stare al 41bis, non esistono motivi giuridici per tenercelo.
Già questo è una grande vittoria del Diritto.
Se il giudice della Cassazione tra un paio di settimane deciderà di non ascoltare né accusa né difesa, che per una rara volta dicono la stessa cosa, sarà uno scandalo inaudito.
La Cassazione sta offrendo al Governo la migliore via d’uscita possibile: se è la magistratura che toglie il 41bis, con la conseguenza di Alfredo che ricomincia a mangiare, nessuno potrà dire che il Governo ha ceduto a ricatti e se Alfredo vive gli anarchici ovviamente smetteranno con le proteste.
Nordio è quello che da tutto ciò uscirà peggio: avendo confidato molto in lui mi dispiace. Ma se dopo 3 giorni dalla sua complessa spiegazione di perché il 41bis va confermato la Procura della Cassazione dice l’esatto opposto fa una figuraccia come giurista.
In tutto ciò rimane una possibile incognita: cioè che Cospito muoia di fame prima dell’udienza di Cassazione. Questa sarebbe una tragedia e qualcosa di veramente enorme per il Governo da gestire in luce della pronuncia del PG di Cassazione. Perché sarebbe aver lasciato morire un detenuto che secondo la massima istituzione dell’accusa italiana non doveva stare dove stava. Quindi non uno che si è suicidato per fame perché non voleva stare al 41bis anche se era giusto così, ma uno che non ci sarebbe mai dovuto stare e che digiunava per far valere un suo diritto violato. C’è una grande differenza!
Per finire, spero che Cospito decida, vista questa notizia inaspettata e pazzesca della requisitoria della Procura a suo favore, di interrompere lo sciopero della fame almeno per un paio di settimane fino alla decisione della Cassazione: prospettandosi questa a lui così favorevole, sarebbe assurdo lasciarsi morire magari 2 giorni prima di uscire dal 41bis. Tanto, se la decisione fosse negativa, a ricominciare il digiuno uno è sempre in tempo. Purtroppo da quello che ho capito del carattere di Alfredo non lo farà: non resta che sperare che il suo fisico incredibilmente resistente duri fino a quel momento, e che quel giorno il giudice come in genere accade ascolti il PM.
In quel caso tutti avranno vinto: Alfredo che vivrà; la magistratura superiore che avrà fatto un atto di giustizia; il Governo che avrà potuto dire di non aver ceduto ai ricatti facendo scaricabarile sulla magistratura che si può criticare ma va rispettata; i compagni di Alfredo che non dovranno piangerlo. So che tutti anche in quel caso troveranno il modo di lamentarsi, più o meno a ragione, ma la realtà è questa ed è molto meno peggio di quello che potrebbe accadere se Cospito morisse.
Rimarrà in ogni caso aperto il problema del 41bis per tutti: ma su questo continueremo a batterci, tutti assieme, coloro che come me pensano che vada abolito o completamente riformato.
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Umberto Baccolo

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