Wednesday, June 19, 2024
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Bolzano, muore di freddo a 19anni. Mostafa Abdelaziz Aboulela, ragazzo egiziano, non aveva trovato posto in un dormitorio

Si è svolta una manifestazione di “Bozen solidale” per ricordare Mostafa e per ravvivare quelle coscienze più fredde del freddo che ha provato il ragazzo. Perché c’è un freddo che deriva dall’indifferenza, dall’egoismo, dalla ricerca del proprio interesse economico a disprezzo di ogni spirito di solidarietà. Un freddo che congela i cuori di coloro che dovrebbero impegnarsi seriamente nel cercare di attenuare povertà, solitudine, discriminazioni

By L'Italiano , in Cronaca Italiana , at 18 Dicembre 2022 Tag: , , ,

di Romano Scaramuzzino per il Quotidiano l’Italiano (dalla Redazione Lombarda)

BOLZANO – A Bolzano, la sera del 9 dicembre scorso, faceva freddo e la temperatura era a -5 gradi, quando un ragazzo egiziano di 19anni, Mostafa Abdelaziz Aboulela, alla ricerca di un lavoro al fine di aiutare la sua famiglia che versa in uno stato di povertà, famiglia che ha lasciato nel 2018 per un lungo viaggio verso l’Europa e dopo essere stato in Francia e aver lavorato lì per un po’, è stato trovato morto di freddo sotto il cavalcavia ferroviario nella zona industriale del capoluogo del Trentino-Alto Adige.

Era a Bolzano da solo 48ore, Mostafa, quando inizialmente aveva cercato un rifugio presso l’infopoint di Volontarius ma in quel dormitorio non c’era posto. I volontari di quella rete no profit non hanno potuto fare altro che dargli una coperta, mettendolo in lista d’attesa per un posto letto. Prima di lui c’erano altre 170 persone con la stessa aspettativa ovvero quella di un luogo qualsiasi ma al coperto. Al coperto di quel freddo che avrà congelato non solo il corpo di Mostafa ma anche il suo spirito. E credo, che questo freddo,l’avranno provato anche coloro che malgrado tutto non sono riusciti ad aiutarlo.

Non si può delegare, infatti, il tutto alle associazioni di volontariato anche loro al limite nel cercare di aiutare chi si trova in difficoltà economica estrema. Basti pensare, tra l’altro, ai recenti rapporti della Caritas che narrano di una povertà che cresce in modo esponenziale nel nostro paese. E molti di coloro che chiedono aiuto, dice la Caritas, sono italiani.

Chissà cosa avrà pensato Mostafa quella notte.

Adesso che ci avviciniamo alle feste natalizie che celebrano la nascita di Cristo, che Natale sarà per la famiglia di questo ragazzo egiziano e di tanti come lui. Che Natale sarà per coloro che ostentano ricchezze, vestiti firmati, case di lusso, quando ci sono persone che muoiono come non dovrebbero morire.

Intanto, ha avuto luogo una manifestazione di “Bozen solidale” per ricordare Mostafa e per ravvivare quelle coscienze più fredde del freddo che ha provato il ragazzo. Perché c’è un freddo che deriva dall’indifferenza, dall’egoismo, dalla ricerca del proprio interesse economico a disprezzo di ogni spirito di solidarietà. Un freddo che congela i cuori di coloro che dovrebbero impegnarsi seriamente nel cercare di attenuare povertà, solitudine, discriminazioni.

Sì, è stata una morte ingiusta quella di questo ragazzo ma consentitici di sperare che quel luogo al caldo, Mostafa l’abbia trovato in un posto migliore di quello terreno.

Il problema, adesso, rimane per coloro che sono preposti a fare in modo che non si muoia come è morto questo ragazzo. A loro domandiamo che Natale sarà per la vostra coscienza?

Romano Scaramuzzino

Mostafa Abdelaziz Aboulela

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