Tuesday, April 16, 2024
Quotidiano Nazionale Indipendente


Notiziario UNCEM – Tutte le informazioni utili per i Comuni delle Comunità Montane Italiane

LINEE DI ENERGIA PIU’ EFFICACI E RESILIENTI SUI VERSANTI. STATO INVESTA PER INTERRAMENTI. E ANCHE PER GENERATORI AI COMUNI – QUATTRO MILIONI DI EURO SUL TURISMO SOSTENIBILE, 148 MILIONI PER GLI IMPIANTI DI RISALITA E LO SCI. UNCEM: MINISTERO TURISMO  – SCONCERTATI DA AUMENTI TUNNEL MONTE BIANCO E AUTOSTRADE – LEGGE DI BILANCIO 2024, BUSSONE (UNCEM): TROPPO POCO PER GLI ENTI LOCALI, I TERRITORI, LA MONTAGNA. PRONTI A NUOVO PERCORSO CON GOVERNO E PARLAMENTO – ARRIVA IL 4G NELLE GALLERIE DELL’ALTA VELOCITA’ FERROVIARIA. BENISSIMO.
ORA 4G E 5G IN TUTTE LE ZONE MONTANE DEL PAESE E IN TUTTI I PICCOLI COMUNI – COMPIE 70 ANNI LA LEGGE SUI SOVRACANONI IDROELETTRICI. UNCEM: DA QUELLA NORMA LA SPINTA OGGI PER UN NUOVO RUOLO DEI TERRITORI E DELLE COMUNITA’ IN MEZZO A GARE O PROLUNGAMENTI DELLE CONCESSIONI PER DIGHE, INVASI, GRANDI IMPIANTI – INCENDI BOSCHIVI, GRAZIE DA UNCEM A TUTTI I VOLONTARI. EMERGENZA CLIMATICA ATTANAGLIA LE MONTAGNE. PAESI ANCORA SENZA ENERGIA ELETTRICA – TRENI VERSO I TERRITORI MONTANI, UNCEM: TORINO-CERES ABBIA CORSE CONTINUE VERSO LE VALLI (ANCHE A IDROGENO). BENE IL LAVORO DEI PRIVATI SU SALUZZO-SAVIGLIANO E CEVA-ORMEA –


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

LINEE DI ENERGIA PIU’ EFFICACI E RESILIENTI SUI VERSANTI. STATO INVESTA PER INTERRAMENTI. E ANCHE PER GENERATORI AI COMUNI

“L’emergenza climatica delle ultime ore mette in profonda crisi le reti di energia elettrica. Media e bassa tensione in particolare, nelle Valli di Lanzo, in Val Chisone e nei territori torinesi tormentati da fohn e da incendi. Richiedono manutenzioni delle quali in più di un’occasione abbiamo parlato con i Prefetti e con i vertici di E-Distribuzione. Abbiamo bisogno come Paese e come montagna di nuovi investimenti su queste reti. Famiglie e territori, imprese e comunità non possono rimanere più di trenta ore senza energia elettrica. Investire su interramento di reti, su nuove cabine primarie, su generatori e gruppi di continuità per i Comuni, è necessario. Deve farlo lo Stato, con le Regioni. È una urgenza nuova, imposta dai cambiamenti climatici. Investimenti sulle reti che trasportano energia. l’Ad Tim ha detto pochi giorni fa che le reti mobili saranno sempre più cariche e meno efficaci. E vale anche per le reti di energia elettrica. Il concessionario fa grandi sforzi, con grande impegno. Lo Stato deve tornare a investire. Sul PNRR c’era troppo poco su smart grid e reti resilienti per l’energia. Occorre fare di più. Dare continuità a investimenti e dare, come Stato, maggiori e migliori risposte ai cittadini. Lo impone il cambiamento climatico. La crisi drammatica che stiamo vivendo”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem. 

QUATTRO MILIONI DI EURO SUL TURISMO SOSTENIBILE, 148 MILIONI PER GLI IMPIANTI DI RISALITA E LO SCI. UNCEM: MINISTERO TURISMO 

Quattro milioni di euro per la promozione dell’ecoturismo e del turismo sostenibile che mirino a minimizzare gli impatti economici, ambientali e sociali. 148 milioni di euro per Fondo per l’ammodernamento, la sicurezza e la dismissione degli impianti di risalita e di innevamento artificiale. Entrambi i fondi arrivano dal Ministero del Turismo. Vanno alle imprese. Decreti e graduatorie sono stati pubblicati nelle scorse ore sul sito del Dicastero guidato dalla Ministra Santanché. Sorprende Uncem l’enorme forchetta di risorse tra i due fondi. Entrambi previsti nella legge di bilancio 2023, dunque varata dal Parlamento un anno fa, per quello agli impiantisti di risalita sappiamo già che si aggiungeranno 100 milioni nella legge di bilancio il cui esame è partito oggi alla Camera dei Deputati. Diciamo che da 4 a 148 passano 144 milioni. Che potevano essere distribuiti diversamente, anche mettendo in sinergia i due fondi e i due finanziamenti. “Guardando – evidenzia il Presidente Uncem Marco Bussone – alla vera sostenibilità, alle green communities, non solo ai 300 paesi alpini e appenninici con impianti di risalita, importantissimi, ma non da soli, in un sistema”. Come scrive Carlin Petrini, “non vi è turismo senza felicità delle comunità”. I finanziamenti del Ministero del Turismo, ribadiamo con forza, vanno investiti coinvolgendo insieme con le imprese – come Uncem aveva chiesto, inascoltata senza motivo, in alcuni tavoli tecnici ministeriali – direttamente gli Enti locali, Comuni, Unioni montane, Comunità montane. Potevano essere loro i beneficiari, per fare progetti integrati pubblico-privati, per le comunità locali. Le risorse ministeriali vanno direttamente alle imprese. Molti fondi per far fronte al futuro dello sci. Che con la crisi climatica in corso, tragedia come ribadisce il Papa, va totalmente ripensato. Ci dovranno aiutare 148 milioni oggi e altri 100 che si aggiungeranno. Usiamo per dire cosa si fa domani sulle piste, come rendiamo l’arroccamento trasporto pubblico locale, vera essenza dei territori. Democratizziamo la fruizione della risalita meccanica, destagionalizzando. Possiamo, dobbiamo ripensare la sostenibilità del turismo invernale senza neve, con molte meno precipitazioni, con costi energetici importantissimi e in aumento. Perché, sapendo tutti che il turismo è un comparto fondamentale per l’economia di tante valli – non senza agricoltura e dunque paesaggio – Uncem crede nell’investire su un futuro che affronti crisi climatica, demografica, economica. Che attanaglia tutte le montagne. Ci guidi questo impegno nell’uso di 148 (+4) milioni di euro.

UNCEM: SCONCERTATI DA AUMENTI TUNNEL MONTE BIANCO E AUTOSTRADE

“Uncem trova sconcertanti gli aumenti delle autostrade dal 1° gennaio. Ma ancor di più l’aumento del costo del Tunnel del Monte Bianco. 5%. Ingiustificabile. La Commissione Intergovernativa del Traforo del Monte Bianco avrebbe potuto avviare la progettazione della seconda canna al posto di decidere di aumentare il costo del passaggio tra Francia e Italia. 55 euro per le auto, 200 per i mezzi pesanti. Proprio non va. I due Paesi, l’Europa, non si uniscono alzando le tariffe. Tantopiù dopo i gravi disagi, certo, a causa di lavori. Ma un segnale inverso, diverso dal passato, sarebbe stato decisivo. Lasciare invariati i costi del Bianco per i prossimi tre anni. E pianificarne il raddoppio. Con urgenza. Vista anche la situazione grave e compromessa al Tenda, al Frejus per la ferrovia, al Maddalena, al Sempione carico di mezzi, sulla rete ferroviaria ligure e sulla Torino-Savona che in grandi tratti appenninci va a metà. I concessionari delle autostrade facciano i lavori, ma in un momento di crisi generale nel Paese questi lavori dovrebbero essere fatti senza aumenti. Perché comunque agli aumenti delle tariffe non corrisponde un miglioramento del servizio, o un’accelerazione dei lavori stessi. Siamo perplessi e in particolare per il Monte Bianco, Uncem riassume forte sconcerto dei Sindaci di fronti a questi aumenti che non contribuiscono di sicuro a rendere più uniti e coesi i territori”.

Così il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone, con il Consigliere nazionale Uncem, valdostano, Jean Barocco.

LEGGE DI BILANCIO 2024, BUSSONE (UNCEM): TROPPO POCO PER GLI ENTI LOCALI, I TERRITORI, LA MONTAGNA. PRONTI A NUOVO PERCORSO CON GOVERNO E PARLAMENTO

“Troppo poco nella legge di bilancio per montagna, territori, enti locali. Avevo a nome di Uncem auspicato misure in legge di bilancio che nel testo varato dal Parlamento non troviamo. Come il finanziamento dei primi LEP, per ridurre le disuguaglianze anche tra zone montane e aree urbane. Non c’è decontribuzione sulla compravendita di terreni nei Comuni montani, semplificando le procedure. Ma anche interventi sostanziali sulla fiscalità nelle zone montane e sull’Iva, come quella sul pellet portata dalla finanziaria 2024 al 10% ma solo per i primi due mesi dell’anno. Non va bene. Ci sono purtroppo i tagli agli Enti locali, ai Comuni e alle Province per 250 milioni di euro. E questo apre una spirale che vogliamo correggere con Governo e Parlamento. Dovremo fare di più, rispetto a quanto varato stasera, per la transizione ecologica ed energetica, per i piccoli Comuni e per agevolare le assunzioni, non solo nelle Prefetture e in alcune regioni come previsto nel testo della legge di bilancio approvato stasera a Montecitorio. Sono positivi i 285 milioni di euro per ridurre il rischio sismico degli edifici pubblici. Ma resta da capire come applicare l’articolo che prevede l’obbligo per le imperse di stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni a terreni e fabbricati, impianti e macchinari, causati da calamità naturali come sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Non ci convince la riduzione in legge di bilancio 2024 delle risorse stanziate per contributi volti alla promozione dell’economia locale mediante la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi nei piccoli Comuni. Tagli che non erano necessari. Bene il rifinanziamento del Piano invasi per 300 milioni di euro per il 2027 e 150 milioni di euro per il 2028. Ma vorremmo che dessero, le risorse già stanziate per questi accumuli idrici, immediati progetti concreti sui territori montani. Bene 50 milioni di euro per il 2027 e 25 milioni di euro per il 2028, per programmi straordinari di manutenzione straordinaria e adeguamento ai cambiamenti climatici della viabilità stradale. Dobbiamo capire però cosa fare dal 2024 al 27. Troppo pochi secondo Uncem i 7,5 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 per assicurare il finanziamento di interventi urgenti di riqualificazione, ristrutturazione, ammodernamento, ampliamento di strutture e infrastrutture pubbliche. Positivo il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, che viene rifinanziato per 200 milioni per l’anno 2024 e 100 milioni per l’anno 2025. Anche se tutti questi fondi andrebbero ricondotti ad unum”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

“Mi auguro che i 430 milioni di euro per la RAI per il miglioramento della qualità del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale su tutto il territorio nazionale, servano ai territori montani. Dove con il nuovo digitale terrestre la situazione impianti di trasmissione è gravemente compromessa. Milioni di italiani faticano a vedere la tv e devono farsi carico dei soldi delle piattaforme satellitari – conferma Bussone – Il canone RAI in manovra diminuisce, ma ora si usino finalmente parte delle risorse date al servizio pubblico per dare a tutti segnali televisivi efficaci”.

“Sorprende sia stato soppresso in Senato, rispetto al testo iniziale varato dal Governo, il fondo con i 300 milioni di euro per interventi volti alla messa in sicurezza del territorio – afferma il Presidente Uncem – Peraltro viene introdotto un nuovo fondo per i piccoli Comuni di 30 milioni, dimenticando la legge 158/2017 che aveva strumentazione e fondi, di cui è in corso il bando per l’assegnazione. A fronte dei 250 milioni di tagli di fondi ordinari ai Comuni, vi è in manovra un altro fondo di 14 milioni di euro per i Comuni, per interventi in materia sociale, di infrastrutture, sport e cultura. Si dovrebbe avere un unico fondo”. “E mentre in legge di bilancio c’è niente per le comunità sostenibili territoriali, le Green Communities appunto – sottolinea Uncem – viene rifinanziato il Fondo per l’ammodernamento, la sicurezza e la dismissione degli impianti di risalita e di innevamento, con 30 milioni per ciascuno degli anni 2024 e per il 2025, 50 milioni per il 2026 e ulteriori 80 milioni per il biennio 2027-2028. Auspichiamo che questa volta vadano agli Enti locali, per progetti forti e decisivi, nuovo paradigma, da montare con imprese e associazioni”. 

ARRIVA IL 4G NELLE GALLERIE DELL’ALTA VELOCITA’ FERROVIARIA. BENISSIMO.
ORA 4G E 5G IN TUTTE LE ZONE MONTANE DEL PAESE E IN TUTTI I PICCOLI COMUNI

Con il Piano Italia 5G e con il Piano Italia 1 Giga, azione decisiva nel 2024 per portare ovunque segnali efficaci, moderni, a prova di futuro.
Mentre peggiora il segnale telefonico mobile nel centro di Roma – una crisi gravi delle reti obsolete e troppo piene, da risolvere! – Uncem è pronta a lavorare con Governi, Ministeri, Dipartimenti della Presidenza del Consiglio per dare a tutto il Paese, in tutta l’Italia, nelle zone montane, rurali, interne dell’Italia, dei segnali buoni per telefonare, mandare messaggi, navigare su internet dal proprio smartphone. Reti mobili 4G. Non senza 5G – aspettando il 6G – necessario per ridurre il divario digitale portando nuovi servizi e diritti di cittadinanza. Un percorso indispensabile nel 2024, per usare bene i fondi del PNRR e della coesione per la digitalizzazione del Paese. L’innovazione parte dai territori. Parte dai piccoli Comuni, dalle montagne italiane. 

Ridurre i divari digitali, le sperequazioni e le disuguaglianze è un imperativo. Come affermato in più occasioni dal Presidente Uncem Marco Bussone, non basta togliere le difficoltà di connessione in mobilità nelle gallerie della linea ACAV ferroviaria tra Torino, Milano, Firenze e Salerno. Occorre investire per dare segnali alla montagna, ai piccoli Comuni. Tutti, senza distinzioni. Alpi e Appennini. Serviti da rete fissa a banda ultralarga e da rete mobile 5G. Lo devono fare gli operatori, lo deve fare lo Stato arrivando dove le imprese private non arrivano. Anche le Regioni facciano la loro parte, sul modello degli investimenti guidati con Uncem e Lepida da Regione Emilia-Romagna. 
Gallerie e territori, Montagne e linee. Flussi necessari e decisivi per unire il Paese. Buon 2024.

Segnala subito le aree, le frazioni, i Comuni dove non si riesce a telefonare, mandare un messaggio, navigare su internet con il proprio telefono. Vai a questo link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSffSF7AfoeehyhuRU0CswBgofADsJHp4W-9K2feULSbnTv9Qg/viewform?usp=sf_link

COMPIE 70 ANNI LA LEGGE SUI SOVRACANONI IDROELETTRICI. UNCEM: DA QUELLA NORMA LA SPINTA OGGI PER UN NUOVO RUOLO DEI TERRITORI E DELLE COMUNITA’ IN MEZZO A GARE O PROLUNGAMENTI DELLE CONCESSIONI PER DIGHE, INVASI, GRANDI IMPIANTI
Settant’anni fa, il 27 dicembre 1953, il Parlamento varava la legge recante le “Norme modificative al testo unico delle leggi sulle acque e sugli impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, riguardanti l’economia montana”, fortemente voluta dal Ministro Vanoni. Un nuovo approccio ai territori, un cambio di paradigma, un nuovo ruolo per le zone montane dove acqua e forza di gravità producevano e producono energia elettrica. Con grandi benefici per i concessionari. Che grazie alla 959 venivano in parte ridistribuiti ai territori. Legge e settore idroelettrico sono raccontati in un volume pubblicato oggi da Uncemscaricabile in PDF qui
https://uncem.it/idroelettrico-dossier-uncem-su-scenari-futuro-dati-e-ruolo-dei-territori-a-70-anni-dalla-legge-9591953/

“I concessionari di grandi derivazioni d’acqua per produzione di forza motrice, – scrive l’articolo 1 della 959 – le cui opere di presa siano situate, in tutto o in parte, nell’ambito del perimetro imbrifero montano, sono soggetti, in sostituzione degli oneri di cui all’art. 52 del testo unico delle leggi sulle acque e sugli impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, al pagamento di un sovracanone annuo di lire 1300 per ogni chilowatt di potenza nominale media, risultante dall’atto di concessione”. Un punto fermo ancora oggi. Naturalmente con adeguamenti all’euro, Istat e naturali incrementi nel corso di sette decenni. Acqua e forza di gravità hanno un valore. Che deve essere riconosciuto ai territori montani dove questi beni si generano e vengono protetti dalla stessa presenza delle comunità, dei paesi, con la cura dei versanti, con la tutela delle fonti. Chi guadagna grazie alla concessione, deve dare una percentuale di queste entrate ai territori. Il sovracanone ai Comuni, ai territori è democrazia. È così ancora oggi, con diversi adeguamenti e con una mobilitazione, anche di Uncem, che negli anni ha permesso di mantenere e potenziare il sovracanone per i territori montani, attraverso Comuni, Consorzi, Unioni montane e Comunità montane. Dal 2022, per le derivazioni d’acqua per produzione di forza motrice con potenza nominale media superiore a 220 kW, la misura del sovracanone annuo è fissata per il biennio 1° gennaio 2022 – 31 dicembre 2023, in euro 31,94 per ogni kW di potenza nominale media concessa o riconosciuta. Secondo QualeEnergia, la potenza idroelettrica in Italia ammontava a fine dicembre 2022 a 21.720 MW per un totale di 4.840 impianti. Sono 339 gli impianti sopra i 10 MW a dare l’83% della potenza installata (18.129 MW). Nel 2022 l’idroelettrico ha generato quasi 28 TWh, con un calo del 37,7% sul 2021 (quasi 17 TWh in meno). Nel 2022 ha così coperto l’8,3% della richiesta elettrica nazionale. Oggi i sovracanoni valgono 260 milioni di euro complessivamente in Italia, che tornano ai territori montani. Poco. Circa l’1% del fatturato complessivo. Uncem, nel Diga Day del 2010, evidenziò la necessità di salire almeno al 15%. Un sovracanione vero per i territori montani. 

“Perché è importante oggi, a 70 anni quella legge 959? Introduce il principio che il territorio conta, vale, il servizio ecosistemico di protezione della fonte, di stoccaggio dell’acqua in bacini e dighe più o meno grandi ha un valore – afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – Ma è veramente importante perché oggi i territori sono in mezzo a una partita storica. Che vale miliardi di euro. Ovvero il rinnovo, come alcuni auspicano, o il prolungamento, come altri si aspettano, delle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche. Le concessioni sono già scadute, altre, come quelle Enel, scadranno nel 2029. E lo Stato, che ha affidato due anni fa la materia gare alle Regioni, ma che ha per competenza la ‘concorrenza’, deve decidere cosa fare. La Francia ha chiesto a Bruxelles di non fare le gare, di prolungare le concessioni per difendere l’asset strategico, la produzione di energia con i nostri beni. C’è chi afferma che con le gare arriverebbero grandi società internazionali cariche di finanze e fondi. A prendere le concessioni. Il rischio esiste. Uncem ha al suo interno Sindaci e Amministratori che vorrebbero le gare, e altri che propendono per il prolungamento delle concessioni alle attuali aziende presenti nelle valli, naturalmente ridiscutendo canoni e sovracanoni. In entrambe le soluzioni, il territori deve contare. Alcune Regioni sono già partite con le gare e hanno anche previsto energia gratuita che i concessionari devono dare alle attività sociali ed economiche sui territori. Di certo il territorio non può essere spettatore. E la 959 dice che i benefici devono essere a livello di Comuni insieme, non da soli a dimensione di valle, i sovracanoni devono andare a potenziare le green communities ad esempio, dando senso e forma anche alla norma statale che prevede i servizi ecosistemici-ambientali, con una delega del 2015 al Governo, per normarli, che tutti gli Esecutivi hanno fatto cadere. Riprenderla è necessaria. Per rilanciare i principi della 959 e dare ai territori montani, alpini e appennini, pieno ruolo”.

INCENDI BOSCHIVI, GRAZIE DA UNCEM A TUTTI I VOLONTARI. EMERGENZA CLIMATICA ATTANAGLIA LE MONTAGNE. PAESI ANCORA SENZA ENERGIA ELETTRICA

“Uncem ringrazia le donne e gli uomini di Aib-Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, dell’intero Sistema di Protezione Civile che da trenta ore stanno operano in Val Chisone e nelle Valli di Lanzo in particolare su diversi fronti di incendio boschivo. L’emergenza climatica attanaglia le montagne – chi lo nega e dice che è tutto naturale con Uncem ha finito di parlare. I roghi si intensificano con siccità e – come affermato dal Sindaco di Ceres, Davide Eboli, membro della Giunta Uncem Piemonte – la mancanza di pianificazione, gestione, certificazione di troppe superfici forestali, in stato di abbandono, in particolare dim proprietà privata, è un problema gravissimo. Che aumenta il rischio incendi e dissesto. Occorrerà intervenire applicando il Codice forestale dove si parla di interventi in sostituzione dei proprietari terreni che non si occupano del bosco. L’abbandono è un danno gravissimo. Il bosco non gestito è esposto a incendi in modo esponenzialmente più forte. Chi non gestisce il bosco va sanzionato. I Sindaci stanno facendo tutto il possibile, contro incendi e prima ancora contro l’abbandono dei versanti. Ora attuiamo d’intesa con le Regioni l’articolo 12 della legge forestale, ancor più necessario di fronte alla crisi climatica che viviamo”.

Lo affermano Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, e Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Uncem, d’intesa con i Sindaci, è in contatto anche con E-Distribuzione che sta intervenendo – confidiamo in tempi rapidissimi – per dare energia elettrica a Comuni delle Valli di Lanzo, come Fiano, Vallo, Varisella ove manca ancora la rete. 

TRENI VERSO I TERRITORI MONTANI, UNCEM: TORINO-CERES ABBIA CORSE CONTINUE VERSO LE VALLI (ANCHE A IDROGENO). BENE IL LAVORO DEI PRIVATI SU SALUZZO-SAVIGLIANO E CEVA-ORMEA

Dodici linee ferroviarie ‘sospese’, fermate per diversi motivi negli ultimi 15 anni, in Piemonte sono una emergenza. Di democrazia, di servizio, di diritti di cittadinanza. Uncem sostiene da tempo che la ferrovia è il mezzo centrale contro la crisi climatica e che tutte le linee andrebbero riaperte. Oltre che costruite di nuove, come lungo il novecento ci hanno insegnato generazioni di Politici lungimiranti. Siamo come Uncem molto soddisfatti della riapertura della Torino-Ceres dopo l’ammodernamento e l’inserimento nella rete nazionale con l’arrivo di Trenitalia. Ma ora non possiamo accettare che vi sia un treno verso Ceres all’ora. Troppo poco. Non va bene. Non deve accettarlo la Città di Torino, la Sala Rossa, le Datoriali, le Associazioni di categoria. Scendano in campo. Torino Città europea deve fare di tutto per avere i treni sempre fino in valle e non solo ogni 15 minuti verso l’aeroporto. Quindi azioni necessarie anche di marketing e promozione per portare tutti i treni in valle. Vince il Piemonte. Marketing significa che togliamo auto dalle complicate strade delle valli e facciamo pacchetti turistici integrati – VisitPiemonte scenda in campo – da vendere in tutto il Piemonte, in Italia, all’estero, con gli operatori turistici e i ristoranti. Si arriva a ceres e con navette si sale verso le tre valli. Navette che possono anche essere treni che poi con ruote arrivano su strada. È già presente. Se poi Trenitalia vuole avere il futuro in mano, faccia come TreNord in Val Camonica, portando treni a idrogeno nelle Valli di Lanzo. Torino e le Valli di Lanzo devono essere più vicine. Con tutti i treni per i pendolari, chi studia e chi lavora, nonché mezzi su ferro che arrivano nella culla dello sci moderno e nei luoghi dove è nato il turismo montano”.

Lo affermano Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte e Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Che proseguono: “ieri sera abbiamo anche appreso dal Sindaco Giorgio Ferraris che procede il percorso per portare un’operatore nuovo, privato, a gestire le linee Ceva-Ormea e Cuneo-Saluzzo-Savigliano. Molto bene. I treni storici usati negli ultimi anni su queste tratte hanno permesso di avere una manutenzione su sedime e binari che oggi diventa strategica per il nuovo vettore, sul quale lavora anche l’Agenzia regionale per la Mobilità, che Uncem ringrazia”. “L’arrivo nel pezzo di Alpi al confine con la Liguria della Longitude Srl – ribadiscono Colombero e Bussone – fa ben sperare. È una grande notizia per dare servizi veri ai territori. Nuovi operatori di trasporti, in Val Tanaro come nelle Valli Occitane, che possono usare sistemi integrati, gomma e ferro, servizi turistici avanzati, lavorare bene con le Istituzioni. La ferrovia è troppo importante per montagne moderne, vissute, comunità vive, nuovo turismo sostenibile”.

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