Sunday, March 3, 2024
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Calcio. Serie B – Il Palermo fa tremare il Tardini, poi il Parma pareggia a tempo scaduto e finisce 3 a 3

Clamoroso sul campo della capolista. I rosanero sfiorano la vittoria e dopo essere stati in vantaggio (due volte) per due gol si fanno raggiungere e impattano. Parmigiani evitano la prima sconfitta in casa e salvano il primato in classifica


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

PARMA Contro la prima della classe, il Parma stellare di Fabio Pecchia, il Palermo sfiora il colpaccio: a cinque minuti dai tempi regolamentari, vinceva con due gol di scarto ( e che gol, due capolavori di capitan Brunori e una rasoiata di Segre) e sembrava che il riscatto rosanero fosse ormai cosa fatta, solo che il calcio è uno sport “bastardo” e la partita finisce solo al triplice fischio dell’arbitro. E prima che questo avvenga può succedere di tutto.

Una partita rocambolesca nella  quale il Parma ha confermato di essere la squadra più forte del campionato, quella destinata a marchiare a fuoco la corsa verso la serie A.

Un undici tecnicamente e fisicamente fortissimo, un gioco d’attacco, il suo, che fa brillare gli occhi di chi lo ammira; insomma, uno squadrone che, così com’è, figurerebbe degnamente anche in serie  A.

Eppure il Palermo l’ha affrontato con il cipiglio di chi vuol giocarsela a fronte alta, sfruttando le armi di cui dispone (ali veloci e ficcanti e centrocampo duttile), cioè giocando di rimessa, chiudendosii bene dietro per ripartire in contropiede.

E poi quest’oggi in campo c’era il vero Brunori, ovvero quel campione che ha fatto innamorare di sé la sterminata tifoseria rosa, il bomber che fa gol in tutti i modi, di destro e di sinistro, di rapina e, soprattutto, di tecnica pura… Quella che possiede solo quel ristretto novero di giocatori che t’inventa la parabola assassina contro la quale il portiere – qualsiasi portiere al mondo, non solo Chichizola – non può nulla.

Era appena cominciata la partita, quando a metà campo Coulibaly – prezioso il suo ritorno in campo dopo l’attacco influenzale della settimana scorsa – ruba un pallone dai piedi del capitano parmense e lo porge al capitano rosanero… E qui accade qualcosa, che magari abbiamo visto e rivisto, ma che non  ci stanchiamo mai di sgranare tanto d’occhi quando cio capita di rivederlo.  E cioè che il capitano rosanero in un baleno col terzo occhio (quello che possiedono solo i campioni veri) si accorge che Chichizola è ben fuori dalla sua “zona d’area” e, di sinistro, disegna una traiettoria a spiovere che finisce inesorabilmente in rete.

La beffa – perché di beffa sanno sempre per i portieri queste traiettorie galeotte – produce sui giocatori di Pecchia l’effetto di una scudisciata a pelle nuda. Il Parma si butta all’attacco come una furia belluina e il Palermo non può che rinculare e tenere botta; e non è facile perché, come già detto, ha davanti la squadra più forte del campionato e ce l’ha pure arrabbiata come un cane al quale hanno pestato la coda. E’ un  vero e proprio assedio quello del Parma, che ha tanti modi di attaccare: di tecnica pura e di forza, di traversoni dal fondo e di tiri saettanti da lontano. Ma iI Palermo tiene e il Parma ogni tanto deve pure respirare. E al 18’, infatti, su una ripartenza veloce nella quale c’è ancora lo zampino di Coulibaly, l’uno-due di Brunori con Di Francesco, porta il capitano ai margini dell’area di rigore parmense: gli basta un’occhiata per zoomaresulla posizione di Cichizola e decidere di disegnare un’altra parabola micidiale, che manda il pallone ad infilarsi “aggiro” nell’angolino alto di un Chichizola rimasto a guardare come incantato.

Il capitano, impazzito di gioia, infila il pallone sotto la maglia e, davanti alla telecamera, scocca unn bacio  dice:”Ti amo”, alla moglie indolce attesa

Doppio vanntaggio del Palermo e Parma ancora più rabbioso, tutto proiettato all’attacco e,  tuttavia, mischioni roventi a parte, Pigliacelli non era costretto a fare gli straordinari ma solo a parare u paio di tiri tutt’altro che irresitibili.

Con  due gol di vatntaggio al riposo, si sentivano solo i cori e gli inni dei duemila supporters rosanero, stetti in un abbraccio festoso nella curva nord del “Tardini” .

Insomma, all’intervallo sembrava, a tutti noi che amiamo il Palermo, e lo amiamo a prescindere, che il Palermo, quello vero, quello annunciato e disegnato ad inizio stagione per vincere il campionato, dopo una lunga tormentata crisi, era finalmente tornato…

… Solo che c’era ancora la ripresa, 45 minuti più recupero e mettersi a sognare troppo presto sarebbe stata un’imprudenza imperdonabile. Ma il Palermo non sembrava voler  cambiare passo e strategia: se stava bene difesa e contropiede all’inizio, sta ancora meglio con due gol di vantaggio… Sempre che il Parma continuasse come nel primo tempo, producesse pressing continuo e asfissiante ma, in buona sostanza, più coreografico che efficace.

Sullo 0-2 Pecchia operava subito un paio di cambi, e i subentrati , Camara, Charpentier e Mihaila si rivelavano ben più concreti di Hernani, Sohm e Partipilo: andavano sempre in verticale e imponevano, oltre  alla tecnica sopraffina, tutto il peso della loro struttura fisica. Insomma, era appena il 5’ di gioco ed Estevez con una rasoiata dal vertice d’area, trafiggeva imparabilmente Pigliacelli.

Solo dopo avere accorciato le distanze, il Parma sembrava possedere non una ma due marce in più, specie quando Pecchia metteva dentro anche il bomber Benedykzac, tras formando così il suo Parma in una vera catapulta, contro la quale il Palermo sbandava vistosamente. Ma resisteva, tant’è che Corini, per fronteggiarla adeguatamente, rimpolpava centrocampo ed attacco con gli innesti di Henderson, Buttaro e Soleri (quest’ultimo al posto di uno stremato Brunori). E la mossa risultava quella giusta, tant’è che su un’esitazione di Di Chiara, si avventava come un falco Segre (anche oggi tra i migliori in campo) e si presentava solo davanti a Cichizola, che batteva con un rasoterra chirurgico.

Era l’85’ e , perdiana, sembrava fatta: due gol di vantaggio a cinque minuti, oltre recupero, dal 90’ possono bastare, o no?, ci chiedevamo. E la risposta non poteva che essere affermativa…Solo che, invece che a calcio, le squadre in campo stessero giocando a… golf. Certo è che quei dieci minuti, quasi dodici, tra tempo regolamentare e recupero, ancora una volta sono stati fatali al Palermo e la partita, già bella, è diventata rocambolesca. Tra il 90’, gol spettacolare di Mihaila e l’ultimo istante di gioco – 96’ – quando anche Cichizola se n’era andato a saltare sul corner, per poi, ritrarsi precipitevolissimevolmente, per non  lasciare ancora sguarnita la sua porta; che venisse fermato fallosamente a quaranta metri dalla nostra porta; che il Parma battesse quell’ultima maledetta punizione, sulla quale saltava alto e rapace come un’aquila Charpentier e di testa segnasse l’incrtedibile gol del 3-3.

M’immagino il colpo al cuore che hanno provato i duemila rosanero in curva; mi immagino anche le loro lacrime di rabbia e di dolore; mi immagino pure le bestemmie e le recrimninazioni,  nonché i soliti “J’accuse” dei soliti scienziati del pallone, che hanno subito risploverato il meglio (che è poi, il peggio) delle loro illazioni su un presunto “problema di spogliatoio”, che, per loro  sta alla base della lunga crisi del Palermo. Dimenticando, all’istante, quanta gioia e quanto orgoglio avevano provato ai due gol di Brunori e, poi, a quello all’85’ di Segre, che sembrava aver messo il sigillo sulla vittoria.
Io sono certo, invece, che la partita di oggi ha rimesso in circolo il vero Palermo, cioè quello d’inizio campionato, che, pur non  sfoderano chissà che bel gioco, si era sistemato ben bene al secondo posto della classifica. Ed è lì che, se remiamo tutti dalla stessa parte, squadra, società e, soprattutto, tifosi, già sabato prossimo in casa col Pisa riprendiamo la risalita verso i piani alti della classifica. Che sono lì ad aspettarci perché abbiamo tutto quello che serve per raggiungerli.

Benvenuto Caminiti

Il gol di Segre che ha illuso i tifosi palermitani convinti di avere in pugno la vittoria

IL TABELLINO DI PARMA – PALERMO 3 – 3

PARMA: Chichizola L., Coulibaly W., Del Prato E., Balogh B., Di Chiara G., Estevez N. (dal 34′ st Sohm S.), Hernani (dal 1′ st Camara D.), Partipilo A. (dal 17′ st Charpentier G.), Bernabe A., Man D. (dal 29′ st Mihaila V.), Bonny A. (dal 29′ st Benedyczak A.). A disposizione: Corvi E., Turk M., Ansaldi C., Circati A., Colak A., Cyprien W., Osorio Y. Allenatore: Pecchia F..

PALERMO: Pigliacelli M., Mateju A., Lucioni F., Marconi I., Lund K. (dal 31′ st Aurelio G.), Gomes C., Segre J., Di Mariano F. (dal 24′ st Buttaro A.), Coulibaly M. (dal 24′ st Henderson L.), Di Francesco F. (dal 11′ st Valente N.), Brunori M. (dal 32′ st Soleri E.). A disposizione: Desplanches S., Graves S., Insigne R., Mancuso L., Nedelcearu I., Stulac L., Vasic A. Allenatore: Corini E..

Reti: al 6′ st Estevez N. (Parma) , al 45’+1 st Mihaila V. (Parma) , al 45’+5 st Charpentier G. (Parma), al 3′ pt Brunori M. (Palermo) , al 18′ pt Brunori M. (Palermo) , al 40′ st Segre J. (Palermo) .

Ammonizioni: al 35′ pt Balogh B. (Parma), al 10′ st Del Prato E. (Parma), al 20′ st Bonny A. (Parma), al 45’+1 st Benedyczak A. (Parma) al 16′ pt Di Francesco F. (Palermo), al 35′ st Valente N. (Palermo), al 45’+1 st Mateju A. (Palermo).

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