Saturday, January 28, 2023
Quotidiano Nazionale Indipendente


Contrasto alla povertà: ne parliamo con Alessandro Lanzo responsabile media e comunicazione dell’associazione “Finestra del Sole-odv”

E il custodire la dignità del nostro prossimo è una forma d’amore, ascoltandolo, accogliendolo, non giudicandolo né lasciandolo solo. Perché, come viene detto nel film Educazione siberiana: “la fame viene e scompare, ma la dignità, una volta persa, non torna mai più”.


di Romano Scaramuzzino per il Quotidiano l’italiano

BERGAMO – Abbiamo sempre parlato, su “l’Italiano”, anche di povertà e di come le persone singolarmente oppure in contatto con varie associazioni, cercano di contrastare quantomeno di limitare i danni provocati da questo disagio sociale ed economico che sempre più spesso sta colpendo nuclei familiari e unici.

Tra queste associazioni, che vogliamo citare come rappresentante di tutte le altre, unite nell’aiutare chi si trova in questo stato di difficoltà (usiamo quest’ultimo termine per non aggiungere alla necessità economica anche l’afflizione morale che incide sulla dignità delle persone in difficoltà, nda) c’è quella cristiana denominata “Finestra del Sole- odv”, nella sua area dedicata, appunto, alla povertà.

Gentilmente ci fornisce il report dell’anno 2021 e 2022 di questa associazione, Alessandro Lanzo, messinese che da anni vive e lavora nella bergamasca, che, tra l’altro, è il responsabile media e comunicazione della Finestra del Sole.

Riportiamo, quindi, i dati pervenutici anche per sottolineare l’incremento della solidarietà espressa e del lavoro fatto dai volontari durante questo periodo. È motivo, allora, di continuare a donare e spargere il buon frutto di queste elargizioni visto il riscontro positivo di tale sinergia tra benefattore e operatore. Tutto a favore di chi si trova in difficoltà.

Nell’anno 2021, sono stati raccolti, quindi, 435.500 kg di alimenti, 21.750 sono state le famiglie aiutate, tramite 85 succursali e 900 volontari della Finestra del Sole – odv. Nell’anno 2022, sono stati raccolti, invece, 1.250.000 kg di alimenti, sostenendo 65.000 famiglie, tramite 127 succursali e 1.400 volontari dell’associazione.

Tra queste attività vanno incluse anche quelle a favore delle persone senzatetto, alla popolazione dell’Ucraina, l’apertura di un nuovo centro logistico in cui vengono raccolti materiale donato da aziende d’abbigliamento e alimentari del nord Italia, l’adesione all’iniziativa promossa dalla Fondazione Rava, in occasione della giornata mondiale per il diritto all’infanzia, raccogliendo farmaci da banco e prodotti baby care. Iniziativa, questa, nata anche per rammentare come ancora oggi i diritti basilari di milioni di bambini nel mondo, vengono negati.

Il progetto Albania, tramite il quale sono stati spediti 100 pacchi alimentari, la collaborazione con il banco alimentare per la raccolta di cibo.

Gli obiettivi futuri sono sintetizzati, in questo modo: l’invito ad aziende alimentari, di igiene personale, di abbigliamento, a collaborare tramite donazioni. Il sostegno al centro logistico, le aperture di nuove succursali, nella speranza che le famiglie abbiano trovato o ritrovato, nel frattempo, dignità economica e sociale.

A conclusione di questo resoconto abbiamo posto ad Alessandro Lanzo, queste domande.

Signor Lanzo, con quale sguardo, lei e tutti i suoi amici della Finestra de Sole, guardate al futuro del vostro impegno a favore delle persone in stato di “difficoltà”?

Salve, di sicuro se guardiamo l’aumento della povertà in quest’ultimi anni, le prospettive per il futuro, in base ai dati che abbiamo, non è proprio rassicurante. Questo, però, ci fa guardare avanti ancor più determinati nello svolgere la nostra missione con passione, dedizione e desiderio di aiutare più famiglie e persone possibili, contando sul supporto non solo dei più dei 1400 nostri volontari sparsi sul territorio nazionale ma anche delle aziende con cui collaboriamo, le persone che ci sostengono e perché no, anche i media e i giornali che, come “l’Italiano”, ci aiutano a diffondere il nostro operato sul territorio.

Possiamo immaginarlo, ma quali sguardi, nelle persone in difficoltà, avete incontrato durante questo lavoro di volontariato?

Gli sguardi sono proprio il motore che ci spingono a continuare a fare il nostro lavoro, sguardi che sono colmi di tristezza, di abbandono alle volte e di richiesta d’aiuto. Stessi sguardi che, però, si trasformano in gratitudine, speranza e desiderio di rimettersi in gioco al fine di uscire il prima possibile dalla situazione in cui si trovano, in tutte le persone che incontriamo. Personalmente ho la sensazione che gli sguardi dei bambini, nonostante la loro situazione familiare sia disagiata, siano sempre colmi di speranza, forse di gioia in alcuni casi, certo dovuti all’innocenza e alla semplicità, dei bambini, ma, comunque sia, mi e ci spingono ad andare sempre avanti.

Cosa o chi vi motiva ad agire in favore di quest’opera?

Una parola su tutte è l’amore! Abbiamo amore per il prossimo, per le persone, noi non proviamo pena ma compassione, abbiamo la volontà di fare la differenza nella vita delle persone, anche perché alcuni di noi hanno provato sulla propria pelle il disagio economico e quindi sappiamo benissimo di cosa stiamo parlando. Inoltre, crediamo fermamente che anche noi potremmo essere o ci potremmo trovare nella medesima situazione delle persone che aiutiamo. Crediamo che la vita può mettere in difficoltà chiunque, e perché no anche noi e quindi ci muoviamo tendendo una mano a chi ne ha bisogno, considerandolo non di certo inferiore a noi, avendo la consapevolezza che ogni vita sia un dono e ogni vita è importante.

Qual è, secondo lei, l’ostacolo più grande nell’iniziativa che state portando avanti?

Di ostacoli ne abbiamo tanti e ne avremo tanti, ma siamo pronti ad affrontarli. Se devo proprio citarne qualcuno le dico che, al momento, anche noi ci stiamo confrontando con gli aumenti legati all’energia e al gas, quindi alle bollette e al caro benzina. Questi elementi influiscono ovviamente sulle nostre spese mensili di mezzi che servono per il trasporto degli alimenti e anche al mantenimento dei vari locali in cui stiviamo gli stessi alimenti.

Chi vuole ringraziare per gli obiettivi fin qui raggiunti?

Beh, è complicato fare una lista, innanzitutto ringrazio Dio per tutte le persone che girano intorno al nostro mondo, possiamo iniziare da lei, per esempio, per l’opportunità che mi ha dato di parlare del nostro lavoro. Ringrazio tutti i media per come ci permettono di essere la voce di chi non ha voce. Ringrazio i referenti delle varie succursali in tutta Italia per il mitico lavoro che fanno, ringrazio i volontari che all’acqua, al sole, al freddo e al caldo, stanno davanti ai supermercati a fare le raccolte, ringrazio i direttori dei supermercati, le aziende che ci supportano, ringrazio Carlos, Adullam e tutto lo staff del sociale che qui a Bergamo collaborano con me. Ringrazio ovviamente il direttore dell’area povertà Emanuele Rampino che si fa in quattro, ma che dico, si fa in otto per far si che tutto funzioni al meglio. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che in questo 2023 ci supporteranno.

A conclusione di questa intervista non possiamo che ringraziare Lanzo e tutti quelli della Finestra del Sole, insieme a tutte le altre associazioni simili che, se vogliono, ci possono contattare trovando lo spazio dovuto su questo giornale.

Ringraziamo il nostro intervistato, lo vogliamo sottolineare, anche per il valore delle sue parole che condividiamo.

Crediamo, infatti, che vada sospeso ogni forma di giudizio e, quindi, di pregiudizio verso chi si trova in difficoltà. Proprio perché, come ha detto Lanzo, di questi tempi, tutti o quasi tutti, ci possiamo trovare in questo stato di bisogno. Un bisogno che è una condizione, si spera temporanea, non una condanna né una valutazione frettolosa, superficiale e incolta verso chi la vive.

Non possiamo tra l’altro, noi, che nel nostro piccolo ci occupiamo anche di queste problematiche non rilevare che oltre alla fame classica c’è anche tanta fame d’amore E il custodire la dignità del nostro prossimo è una forma d’amore, ascoltandolo, accogliendolo, non giudicandolo né lasciandolo solo. Perché, come viene detto nel film Educazione siberiana: “la fame viene e scompare, ma la dignità, una volta persa, non torna mai più”.

Romano Scaramuzzino

Alessandro Lanzo, messinese che da anni vive e lavora nella bergamasca, che, tra l’altro, è il responsabile media e comunicazione della Finestra del Sole. Nelle altre immagini: il deposito dove vengono raccolti i generi di sostegno e l’opera di rilevamento delle situazioni a rischio

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