Tuesday, November 29, 2022
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Nel ricordo di Giovanni Parisi il pugile di origini calabresi di cui ricorre l’anniversario della scomparsa

La sua vita è stata quasi come un flash, così come veniva soprannominato per la velocità dei suoi pugni. E a tredici anni dalla sua scomparsa rimane l’affetto e il rispetto per questo nostro calabrese, forse poco valutato così come si doveva, in vita, dalla sua terra, la nostra terra d’origine, certamente amato a Voghera.


di Romano Scaramuzzino per il Quotidiano l’Italiano

MILANO – Era nato in Calabria, Giovanni Parisi, e precisamente a Vibo Valentia, il 2 dicembre 1967.

Tre anni dopo la sua famiglia si trasferì nel nord Italia, prima a Pavia e poi a Voghera (precisamente nel 1971) e per Giovanni il destino volle che la sua vita, sin dal suo inizio, fosse un “combattimento”.

Ma la vita dura è per le leggende, per coloro che cambiano il corso negativo delle proprie esistenze in quello positivo.

Con un padre che, in seguito, si allontanò presto dai suoi figli e dalla moglie, Giovanni crebbe con la mamma Carmela che fece di tutto per non far mancare nulla ai suoi figli, Giovanni, Rosario e Giulia.

Con un disagio familiare sulle spalle, il nostro Giovanni inizia le scuole in quel di Voghera dove trova nella professoressa di italiano, Alida Stringa, un punto di riferimento che gli consiglia di sfogare le sue amarezze in uno sport: la boxe.

Era il 1980 quando Parisi inizia a praticare, infatti, la noble art, il pugilato.

Nel mese di maggio del 1988 muore di infarto la sua adorata mamma Carmela.

Questo triste avvenimento accade in un momento particolare dell’esistenza di Giovanni, come se il fato avverso volesse mettergli un ulteriore ostacolo a quello che di buono la vita gli voleva donare.

Infatti, anche se il suo nome non compariva tra gli atleti della nazionale di pugilato italiano che avrebbe partecipato alle Olimpiadi di Seul 1988, visto l’infortunio dell’atleta Cantarella, che non potrà, per tale motivo, essere presente a questa prestigiosa competizione, viene chiamato al suo posto proprio Parisi, ma ad una condizione, lui peso leggero deve scendere nella categoria dei piuma.

Giovanni Parisi, campione boxeur di origini calabresi

Si sottopone, quindi, ad un’alimentazione rigida per calare di peso, cosa che riuscirà a fare. Ma Giovanni stupisce tutti in quella Olimpiade che vince con talento e volontà. Una vittoria che dedicherà alla mamma Carmela. Un successo, quello di Giovanni, che ha fatto commuovere tanti italiani, all’epoca, tra cui il sottoscritto.

Passa tra i professionisti del pugilato il nostro calabrese, dalla città di Voghera adottato, dove proprio in quel paese, il 25 settembre 1992, diventa campione del mondo dei pesi leggeri battendo Altamirano.

L’8 aprile 1995 combatte addirittura contro Julio Cesar Chavez a Las Vegas, perdendo ai punti.

Nel 1996 ritorna ad essere campione del mondo, per la sigla WBO, vincendo contro Sammy Fuentes a Milano.

Nel 2000 tenta di conquistare la corona mondiale nei pesi welter ma perde contro Daniel Santos.

Per un infortuno alla mano, per circa due anni, rimane fuori dalle competizioni. Combatte nel 2003 contro Louis Mimoune e nel 2006 decide di ritirarsi dalla boxe competitiva dopo la sconfitta ai punti contro Frederic Klose.

Il 25 marzo 2009, un incidente stradale lo ruba alla vita ed agli affetti dei suoi cari, la moglie Silvia ed i loro tre figli, ed a quello dei suoi fan. Aveva 42anni Giovanni.

La sua vita è stata quasi come un flash, così come veniva soprannominato per la velocità dei suoi pugni. E a tredici anni dalla sua scomparsa rimane l’affetto e il rispetto per questo nostro calabrese, forse poco valutato così come si doveva, in vita, dalla sua terra, la nostra terra d’origine, certamente amato a Voghera.

Con questo nostro articolo vogliamo rendergli il giusto tributo.

A Giovanni Parisi, che ci ha insegnato l’arte del sacrificio, della forza di volontà, della bellezza della noble art (almeno quella di un tempo) e a chi l’ha amato e gli ha dato la forza per sviluppare il suo talento.

Un flash esistenziale che è ancora un esempio per molti di noi (soprattutto per i giovani) ed anche per questo motivo, Giovanni, l’ultimo suo “match”, possiamo affermare, che non l’ha perso!

Romano Scaramuzzino

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