Sunday, April 21, 2024
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Calcio – Serie B. Il Palermo torna a vincere di misura, però meritatamente, e rimonta in alta classifica

Anche se il gioco di Corini stenta a.. venir fuori, ieri, almeno sotto il profilo della grinta, il Palermo ha riscattato la prestazione imbelle di sabato scorso a Genova: per il resto, conferma del “Nostromo” a parte, da applausi l’impeccabile performance di Marconi, di nuovo in campo dopo oltre due mesi di panchina e  il moto perpetuo di Gomes.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

PALERMO – In un mercoledì bigio come il cielo, nel recupero contro il Brescia, il Palermo incamera i tre punti, che sono la sola nota lieta della sua partita: per il resto, non si può certo dire che si sia liberato di tutte le scorie che nelle tre partite giocate dopo la sosta per la Nazionale, gli avevano fatto raccogliere la miseria di un solo punto.

Eppure Corini aveva dato una “ripassata” alla formazione, che al Luigi Ferraris contro la Samp si era espressa così male. fuori gli esterni Insigne e Di Francesco (lui anche perché alla vigilia colpito da virus influenzale) e, dentro, Coulibaly, reduce da un infortunio muscolare e Valente; quest’ultimo  finalmente sulla sua prediletta fascia destra.

E sono stati proprio loro due a “combinare” la trama decisiva di partita e risultato:  un’intercettazione poco oltre la metà campo di Brunori cambia d’improvviso il versante del gioco, fino ad allora condotto prevalentemente da un Brescia combattivo ma sterile. Il capitano  – e sarà questo l’unico colpo d’ala della sua partita – lancia di prima Valente, che s’invola lungo la fascia e, giunto aul fondo, crossa a mezz’altezza un pallone, sul quale si avventa come un ariete l’ex salernitano Mamadou Coulibaly, che di testa anticipa la disperata uscita di Lezzerini e sigla quello che sarà il gol della vittoria rosanero.

Era il 27’ della partita, in cui nulla o quasi di rilevante era successo, se non il palleggio lento e prevedibile del Brescia, guidato da un Gastaldello, munito di auricolari e cellulare, sistematosi in tribuna stampa poco sotto la postazione del sottoscritto. Ho avuto così modo di vedere coi miei occhi come, anche da squalificati, si può tranquillamente dirigere le operazioni in campo della propria squadra. Nella fattisprcie, Gastaldello, a parte qualche cazzottone di rabbia sul tavolino, e qualche urlo strozzato, non ha per niente… disturbato il lavoro dei cronisti che gli sedevano accanto.

Dal gol in poi, il palleggio del Brescia, sia purte più insistito, era ancora così lento e “masticato”, che è bastato al “Nostromo” Lucioni drizzare le antenne per tenere in riga  la la linea difensiva e non far correre a Pigliacelli pericoli di sorta.

Lo dico, anzi lo ripeto: finché avremo un Lucioni in queste condizioni fisico-atletiche e, soprattuto mentali, il Palermo, malgrado la mediocrità di queste ultime partite, potrà sempre sperare di … farla franca. Come ieri sera, nonostante, specie nel secondo tempo, dalla tribuna stampa arrivassero messaggi di … guerra, tipo: “Tutti all’attacco perché, continuando  così, non abbiamo dove andare!”.

Il Palermo si è contratto ancor di più nella sua metà campo, affidandosi quasi ecsclusivamente al contropiede, atteggiamento tipico di chi non è tranquillo, di chi deve uscire da un impasse più mentale che tecnico-tattico, e stenta a riuscirvi. Tant’è vero che già metà ripresa, Corini effettuava i primi cambi (quello obbliogato lo aveva già fatto al 22’ per l’infortunio di Ceccaroni, degnamente sostituito dal gagliardo e sempre vigile Marconi): fuori Brunori (uno spento Brunori, che, assist del gol a parte – il che, comunque, non è poco – sembra in guerra con se stesso, vuol fare, anzi strafare e, alla fine riesce solo a … maltrattare anche le palle più facili)  e, dentro, Soleri; fuori un combattivo ma dispersivo Mancuso e dentro il redivivo Di Mariano.

Entrambi hanno dato una scossa al compassato ritmo del gioco rosanero, l’uno sprintando sulla fascia sinistra e l’altro con il suo far la guerra su ogni palla. Niente di trascendentale, ma almeno da lì, il Palermo ha operato qualche ripartenza pericolosa che, specie in due occasioni hanno visto Soleri pronto a battere a  rete. La prima di testa a sorvolare la traversa della porta bresciana e l’altra, a botta sicura, sventata in extremis in corner sulla linea fatale; deviazione vista da tutti i diciannovemila sugli spalti e anche dalla cinquantina in campo e nelle sue… vicinanze, tranne che dall’arbitro, tal Camplone di Pescara, uno che correva come un plantigrado, lento e (quasi) sempre lontano dal cuore dell’azione. Uno che è stato capace, di scontentare con Ie sue sviste (eufemismo) entrambe le squadre, uno capace di ammonire una decina tra giocatori in campo ed espellere Corini per reiterate proteste. In verità, il mister rosanero era stato ammonito una prima volta (solo un urlo di rabbia) ma quando ha visto il quasi gol di Soleri finire in corner per una deviazione sulla linea, non vista solo dall’arbitro, si è infuriato al punto da dribblare il quarto uomo e andare ben oltre la cosiddetta zona tecnica.

Al 70’ uscivano anche Coulibaly e Valente per Henderson e Buttaro e c’erano applausi scroscianti per l’ex salernitano, indiscusso migliore in campo.

Anche se il gioco di Corini stenta a.. venir fuori, ieri, almeno sotto il profilo della grinta, il Palermo ha riscattato la prestazione imbelle di sabato scorso a Genova: per il resto, conferma del “Nostromo” a parte, da applausi l’impeccabile performance di Marconi, di nuovo in campo dopo oltre due mesi di panchina e  il moto perpetuo di Gomes.

E domenica, ci tocca il rognoso Cittadella del belluino Gorini, uno che sembra avere le molle sotto il sedere e lo trovi più… in campo che in panchina.

Insomma, ben altro avversario rispetto al modesto e ieri rimaneggiato Brescia ( privo, tra gli altri, di Bisoli. il suo capitano e giocatore simbolo) ; ci vorrà un altro Palermo e, se vogliamo portare a casa il risultato pieno, dovremo giocare da… Palermo. Intendo quello visto prima della sosta per la Nazionale.

Benvenuto Caminiti

Il gol di Koulibaly

IL TABELLINO DI – PALERMO – BRESCIA – 1 – 0  

PALERMO (4-3-3): Pigliacelli; Mateju, Lucioni, Ceccaroni (22′ Marconi), Lund; Coulibaly (70′ Henderson), Stulac, Gomes; Valente (70′ Buttaro), Brunori (64′ Soleri), Mancuso (64′ Di Mariano). A disp.: Desplanches, Kanuric, Aurelio, Nedelcearu, Graves, Insigne. All. Corini.

BRESCIA (3-4-1-2): Lezzerini; Papetti, Cistana, Mangraviti; Dickmann, van de Looi, Fogliata (69′ Besaggio), Huard (69′ Fares); Bertagnoli (69′ Bjarnason); Borrelli (52′ Bianchi), Moncini. A disp.: Andrenacci, Riviera, Maccherini, Galazzi, Olzer. All. Thomassen (Gastaldello squalificato).

ARBITRO: Camplone di Pescara (Scarpa-D’Ascanio).

MARCATORI: 27′ Coulibaly

NOTE: ammoniti Dickmann, Cistana, Mateju, Fogliata, Soleri, mister Corini, van de Looi, Lund. Espulso mister Corini all’84’ per proteste. Spettatori circa 17.000.

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