Thursday, February 2, 2023
Quotidiano Nazionale Indipendente


Notiziario UNCEM ”Unione nazionale Comuni ed Enti montani”

Dalla tassa sugli extraprofitti sull’energia, che il Governo vorrebbe aumentare, riteniamo debbano essere esclusi gli Enti locali e in particolare i Comuni produttori di energia attraverso impianti di loro proprietà.
I Sindaci hanno bisogno di supporto, di tutti i livelli istituzionali, del Governo, del Parlamento, delle Regioni, per spendere bene le risorse disponibili per contrastare il dissesto idrogeologico, nel quadro dei cambiamenti climatici che non possono essere celati o nascosti in politiche sbagliate.
Il Piano Borghi così come è, non risponde alle esigenze del Paese. 1900 Comuni si sono candidati, 300 sono risultati beneficiari delle risorse, 20 hanno 20 milioni di euro ciascuno da spendere. Una cifra pazzesca, difficile da spendere in Comuni con meno di mille abitanti.


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

EXTRAPROFITTI ENERGIA, BUSSONE (UNCEM):

GOVERNO ESCLUDA ENTI LOCALI PRODUTTORI DI ENERGIE RINNOVABILI

PRORIETARI DI IMPIANTI

ROMA – “Dalla tassa sugli extraprofitti sull’energia, che il Governo vorrebbe aumentare, riteniamo debbano essere esclusi gli Enti locali e in particolare i Comuni produttori di energia attraverso impianti di loro proprietà. Lo abbiamo già detto alcuni mesi fa, quando sono partiti i ricorsi contro i provvedimenti governativi. Lo ribadiamo oggi, alla vigilia della discussione in Parlamento della legge di bilancio. Una cosa sono le imprese, che fanno enormi fatturati e utli, in crescita per l’aumento del prezzo dell’energia. Cosa ben diversa sono Comuni ed Enti locali, che da quella produzione hanno un beneficio per le comunità, per i servizi che erogano, come l’illuminazione pubblica. Non è certo speculativa l’azione di 1200 Comuni italiani, oltre la metà montani, che producono energia rinnovabile da loro impianti. Tassare anche a loro gli extraprofitti è illogico e non sussidiario”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, Unione nazionale Comuni ed Enti montani

DISSESTO IDROGEOLOGICO, UNCEM: SUPPORTO AI SINDACI E SUSSIDIARIETA’ TRA LIVELLI DI GOVERNO PER SPENDERE BENE RISORSE DISPONIBILI

“I Sindaci hanno bisogno di supporto, di tutti i livelli istituzionali, del Governo, del Parlamento, delle Regioni, per spendere bene le risorse disponibili per contrastare il dissesto idrogeologico, nel quadro dei cambiamenti climatici che non possono essere celati o nascosti in politiche sbagliate. C’è chi ancora nega il cambiamento climatico, c’è chi dice che occorre punire i Sindaci che non spendono, c’è una contrapposizione tra Istituzioni che oggi, dopo Ischia, mentre ricordiamo i morti e cerchiamo i dispersi, non fa bene al Paese. Sosteniamo come Uncem i Comuni nella spesa delle risorse disponibili. Sostegno serve da tutti. I Sindaci hanno cerino in mano e responsabilità enormi. Sanno prenderle e gestirle. I Comuni su dissesto, mitigamento del cambiamento climatico, riduzione dei rischi di frane e sismicità devono agire insieme, con Province e Regioni, con Comunità montane e Unioni montane. Non si può ridurre tutto a ideologiche contrapposizione tra chi farebbe bene e chi invece male. Ciascuno, anche nel Governo, faccia la sua parte. Si tolga burocrazia e si spendano bene le risorse disponibili”.

Lo afferma il Presidente Uncem Marco Bussone, con riferimento anche agli attacchi ai Sindaci che non avrebbero speso risorse disponibili contro il dissesto idrogeologico.

“I Sindaci sanno dare l’allarme, sanno fare il loro lavoro. Lo devono fare insieme, con i colleghi e le colleghe, non solo all’ombra del loro campanile. Contrastino gli abusi, abbattano le costruzioni abusive o fatte non secondo quando previsto dai Piani regolatori, che devono essere di valle, di territorio, andare oltre i confini amministrativi, come tutta la pianificazione forestale e di protezione civile. Che deve essere leggibile e chiara per la popolazione, non nascosta in qualche cassetto o in qualche pagina di sito internet istituzionale. Se vi sono case da abbattere, lo si faccia. E si trasferiscano le popolazioni insediate in aree a rischio. I Sindaci sanno dove intervenire e devono avere strumenti legislativi e finanziari idonei per agire in tempi rapidi. Non c’è più tempo. Anche la ricostruzione sia fatta con attenzione, non ‘dov’era com’era’, bensì pensano al ‘come sarà’. Senza timori. Dove era come era non si può più fare”.

PIANO BORGHI DEL PNRR: PERICOLOSO BLOCCO IN CORSO SU UNA MISURA

CHE COME È OGGI NON FA BENE ALLE COMUNITA’ E AI TERRITORI.

SANGIULIANO ASCOLTI UNCEM

“In una lettera al Ministro della Cultura Sangiuliano ho chiesto di capire come agevolare i Comuni per realizzare il ‘Piano borghi’ del PNRR. Una componente che è stata pensata fuori da una logica comunitaria da Dario Franceschini e dai tecnici di quel Ministero. Un miliardo di euro che, Uncem lo ha sempre detto, rischia di rimanere impantanato e di non incidere sulle reali opportunità di crescita dei paesi, sul ruolo delle comunità, sulla rigenerazione dei servizi e degli spazi nei quali il borgo si plasma. Il Piano Borghi così come è, non risponde alle esigenze del Paese. 1900 Comuni si sono candidati, 300 sono risultati beneficiari delle risorse, 20 hanno 20 milioni di euro ciascuno da spendere. Una cifra pazzesca, difficile da spendere in Comuni con meno di mille abitanti. Difficile dargli un vero impatto duraturo. Non mi risulta vi siano chiarimenti in merito all’avvio dei percorsi di investimento, tantomeno dal Ministero sulla linea C del bando, quella per la creazione di imprese. Che senza opportuni accorgimenti rischia di fare danni e illudere che in quei borghi si possa rigenerare il tutto a partire da qualche start up o impresa artigianale incentivata dal PNRR. Siamo ancora una volta preoccupati. Per l’avvio dei progetti e degli appalti, per il merito stesso dell’opportunità di investimento. Così come è, secondo Uncem, il Piano borghi del PNRR non fa bene alle comunità. Lavorare per campanili, per borghi da soli, per municipalismi, non è sostenibile in un Paese nel quale occorre aiutare i Comuni e le comunità a lavorare insieme. Per fare comunità, per essere comunità insieme, nei paesi e nei borghi”.

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

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