Wednesday, May 22, 2024
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Calcio – Serie B. Il Palermo cambia mister e impatta con la Sampdoria: tutto sommato è un buon punto che tiene alta la posizione per i play off

Prima partita di Mignani sulla panchina rosa con un cuore colmo di speranza e  aspettative: il nuovo mister, in poco più di 48 ore, ha già capito che c’è tanto da lavorare ma, quel che conta, che sa dove mettere mano per aggiustare certi meccanismi di gioco e far tornare il Palermo nelle posizioni di classifica più adeguate non tanto al suo blasone quanto al suo potenziale tecnico-tattico.  


di Benvenuto Caminiti – dalla Redazione Sportiva per il Quotidiano l’Italiano)

PALERMOUn pareggio, che poteva anche essere una vittoria (meritata) e una bella partita, nella quale si è già vista la mano del nuovo allenatore rosanero: innanzi tutto, la seconda punta centrale (Mancuso) al fianco di capitan Brunori e poi un  3-5-2 mai visto prima, dettato più dalla necessità (l’assenza contemporanea dell’intero trio di centrocampo Ranocchia (infortunio), Coulibaly e Gomes squalifica) che da libera  e convinta  scelta tattica.

Ma, ben al di là delle “variazioni sul tema”, apportate da Mignani, oggi si è visto (e ammirato) un Palermo diverso nello spirito: più gagliardo e combattivo, capace com’è stato di reagire al balordo gol preso al 19’ da leoni (un pasticcio della difesa tutta) e pareggiare subito dopo su rigore cercato e conquistato con destrezza e determinazione da Brunori (e dallo stesso trasformato, con successivo battibecco col portiere blucerchiato, con conseguente piccola rissa tra giocatori rosa e blucerchiati, subito stroncata da Giua, direttore di gara energico e autorevole, che ha diretto con polso fermo, facendosi notare ben poco, il che , a mio avviso, è il miglior complimento che si possa fare a un arbitro), per raddoppiare, dieci minuti, dopo con un’azione manovrata a largo spettro che partiva da un lancio verticale di Ceccaroni, sul quale partiva fulmineo lo scatto sulla fascia sinistra di Di Mariano (oggi il migliore in campo in assoluto), che, giunto sul fondo, crossava al centro forte e teso. Si avventava come un fulmine Mancuso che di piatto metteva in rete. 2-1 per il Palermo e l’intero stadio in festa  (non stracolmo, come ci aspettavamo, ma pur sempre straboccante di passione degli almeno venticinquemila spettatori) .

Insomma,  meno di mezzora di gioco e già si vedeva un Palermo rinvigorito dallla cura-Mignani, sotto il profilo della grinta, della garra, della feroce determinazione, ma anche,. come già detto, delle “novità” che il neo mister rosanero aveva apportato al vecchio sistema di gioco “coriniano”: un play basso nel riesumato Stulac, un trequartista che all’occasione giusta è pronto ad allargarsi sulla fascia e diventare un attaccante esterno (Di Francesco) e  – repetita juvant – un centrale mobile su tutto il fronte d’attacco a far da spalla a Brunori, creargli quegli spazi vitali nei quai è un maestro nell’infilarsi capitan Brunori, per puntare dritto verso la porta.

Non vorrei peccare di eccessivo ottimismo, ma pur beccando anche stavolta gol strani se non banali come negli ultimi cinque incontri, il Palermo ha dimostrato carattere e, quel che più conta, coesione di squadra e voglia, straripante voglia, di rimettersi in corsa e puntare più in alto possibile per la disputa dei play off.

In vantaggio all’intervallo, ci chiedevamo che Palermo avremmo trovato nel secondo tempo, visto che negli ultimi cinque incontri, abbiamo – ahinoi – assistito a dei voltafaccia così brutali da mettersi le mani nei capelli: leggi Cremona, leggi Brescia, leggi Pisa, dove avevamo dominato nei primi quarantacionque minuti per poi cedere game partita e incontro all’avversario, come se in campo  fosse tornata un’altra squadra.

E qualche brivido l’abbiamo avuto anche stavolta, perché la ripresa  ha visto una Samp, che era stata già pimpante nel primo tempo, rientrare in campo con un piglio più aggressivo e sciorinando il suo bel calcio ad ampio respiro, palla bassa e gioco sulle fasce (specie la sinistra, prima di Barreca e poi di Murru) e tanti cross al centro per sfruttare la prestanza fisica e l’abilità nel gioco areo di De Luca.

Ma stavolta, il Palermo non si rattrappiva nei sedici metri , ma prontamente ripartiva… …solo che la Samp, puntando sulla sua straripante fisicità, metteva in gravi difficoltà il centrocampo rosa, nel quale non brillava come sempre ci si aspetta da lui,  Segre, e Stulac stentava ad arginare le folate e gli affondo Kasami, Verre e Yepes.

E tuttavia il Palermo  conteneva bene la furia della Samp, che , pur pressando senza sosta, non minacciava mai da vicino la porta di Pigliacelli… Solo che il calcio è uno sport che non finisce mai di stupire, tant’è che il gol del pareggio blucerchiato non è arrivato in una della tante manovre aggiranti dei vari Verre; Gonzales e Kasami, ma in virtù del classico “tiro della domenica” (anche se si giocava di sabato), al 61’, di Darboe, che dai trenta metri lasciava partire un destro unn siluro: palla all’incrocio dei pali con Pigliacelli vanamente proteso in volo.

Pareggio meritato?

Beh, risponderei così: pareggio arraffato con un pizzico di fortuna e la tanta, direi “troppa” valentia balistica di Darboe.

A questo punto, il Palermo delle ultime quattro partite si sarebbe sciolto come neve  al sole e avrebbe perso la partita. Invece, quello riveduto e corretto da Mignani, ha subito reagito, ha ripreso in pugno le redini del gioco, mostrando al colto e all’inclita (ce ne sono di tutte le specie sugli spalti di ogni stadio d’Italia) che la partita voleva vincerla.

Mignani faceva i suoi cambi, metteva dentro Henderson per Stulac e Soleri per Mancuso … e il Palermo, un fiore c he sembrava poco a poco appassire, riprendeva colore e vita . Prima Di Mariano , sull’ennesima incursione partendo dalla difesa e seminando avversari come birilli, al 32’ lasciava parrire una saetta di sinistro (sic, lui che tutto destro) che si stampava giusto all’incrocio dei pali con Stankovic nettamente battuto.

Sarebbe stato il 3-2 e, come già detto, una vittoria  meritata. 

Il Palermo ci ha provato ancora, ha minacciato seriamente Stankovic con Soleri, ma la Samp ormai era tutta lì, nella sua metà campo a difendere strenuamente il suo fortino.

Chiudiamo la “storia” di questa prima partita di Mignani sulla panchina rosa con un cuore colmo di speranza e  aspettative: il nuovo mister, in poco più di 48 ore, ha già capito che c’è tanto da lavorare ma, quel che conta, che sa dove mettere mano per aggiustare certi meccanismi di gioco e far tornare il Palermo nelle posizioni di classifica più adeguate non tanto al suo blasone quanto al suo potenziale tecnico-tattico.  

Benvenuto Caminiti

IL TABELLINO DI PALERMO – SAMPDORIA 2 – 2

Palermo-Sampdoria 2-1: 23′ rig. Brunori, 27′ Mancuso-19′ Leoni, 68′ Darboe

IL TABELLINO

PALERMO (3-5-2): Pigliacelli; Diakitè, Lucioni, Ceccaroni; Di Mariano, Stulac, Segre (64′ Henderson), Di Francesco (90′ Traorè), Lund; Brunori, Mancuso (64′ Soleri). A disp.: Kanuric, Desplanches, Graves, Nedelcearu, Marconi, Aurelio, Buttaro, Insigne. All. Mignani.

SAMPDORIA (3-5-1-1): Stankovic; Leoni (82′ Murru), Gonzalez, Ghilardi; Stojanovic, Kasami, Yepes, Darboe (73′ Depaoli), Barreca (66′ Giordano); Verre (82′ Pedrola); De Luca (66′ Borini). A disp.: Ravaglia, Lotjonen, Askildsen, Girelli, Conti, Alvarez, Ntanda. All. Pirlo.

ARBITRO: Giua di Olbia (Di Gioia-Fontemurato); IV ufficiale Frascaro; Var-Avar Maggioni-Paterna.

MARCATORI: 19′ Leoni, 23′ rig. Brunori, 27′ Mancuso, 68′ Darboe

NOTE:  ammoniti Lucioni, Barreca, Di Mariano. Spettatori circa 25.000.

La gioia rosanero dopo il rigore di Brunori ben calciato e realizzato

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