Tuesday, April 16, 2024
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Calcio – Serie B. La Ternana viola il Barbera e il Palermo perde colpi e punti in classifica. La trasferta di Brescia ora diventa cruciale

Adesso, bando ai piagnistei e occhio alla difficile trasferta di Brescia di sabato prossimo: lì ci vorrà il Palermo “vero”, quello che non trema, quello che sa reagire e, soprattutto, colpire di rimessa.    


di Benvenuto Caminiti – dalla Redazione Sportiva per il Quotidiano l’Italiano)

PALERMO – Come a Cremona, anzi peggio, ieri sera al Barbera, il Palermo gioca solo un tempo e poi sparisce nel secondo, consegnandosi, implume come un pulcino bagnato, alla buona vena di un avversario assetato di punti come la Ternana.

Così, dal primo minuto della ripresa, si è avuta l’impressione che in campo fossero rimasti  solo i baldi ragazzi di Breda che, resisi conto che l’avversario non c’era più, hanno pigiato sul pedale, hanno forzato i ritmi; in una parola, hanno giocato per vincere. E hanno meritatamente vinto. Anzi, potevano vincere con uno scarto-gol più netto, perché loro facevano quel che volevano mentre i rosanero corricchiavano sghembi, ad ogni contrasto perdevano palla, sembrava quasi  si mettessero da parte per farli arrivare più velocemente davanti a Pigliacelli.

E dire che Corini aveva fatto due cambi rispetto alla formazione schierata allo “Zini”:   Lund si riprendeva la fascia (al posto di Aurelio)  e, al posto di Di Francesco, c’era Traorè, il gioiellino diciannovenne, in prestito dal Milan, con diritto/obbligo di riscatto sui dieci milioni. E Traorè, in campo, ha subito fatto vedere le sue peculiarità di attaccante veloce e guizzante, abile nel’uno contro uno, capace, quindi, di creare la superiorità numerica. Al suo primo attacco infarcito di zig- zag e di dribbling, l’avversario lo ha steso da dietro senza pietà: roba, almeno, da cartellino giallo,  ma il rossocrinito arbitro Bonacina di Bergamo non ha battuto ciglio, come a dire: “Ragazzo, alzati e non fare scena perché con me non attacca!”.

E così il povero Chaka ha continuato a prendere legnate, senza potere mai veramente affondare i colpi, tanto l’arbitro continuava a far finta di nulla. Ma, comunque, il ragazzo calamitava l’attenzione di almeno due avversari, il che consentiva al Palermo un avvio di partita al gran galoppo. Dieci minuti di attacchi serrati, magari non di grande efficacia ma che, comunque, impedivano alla Ternana di trovare tempo e spazio per i contropiedi.

E tuttavia, al 10’, proprio sull’ennesimo tentativo di dribbling Chaka Traorè, perdeva un pallone in una zona nevralgica del campo …E Casasola ripartiva come un proiettile., trovando davanti a sé un titubante Ceccaroni, che si faceva infilzare come un pollo. Il n. 15 ternano smistava al liberissimo Pereiro, che scoccava un destro a filo d’erba nell’angolino dell’incolpevole Pigliacelli.

E così, dopo un avvio promettente, alla prima ripartenza della Ternana, il Palermo beccava il gol e, stando almeno a quel che si era visto fino ad allora, lo svantaggio non se lo meritava proprio. E, infatti, reagiva rabbiosamente, proiettandosi in massa nella metà campo umbra, e otto minuti dopo, Ranocchia offriva all’arrembante Lund l’assist giusto per il suo sinistro schioccante: palla all’incrocio dei pali e pareggio meritatissimo.

Il primo tempo proseguiva sulla stessa falsariga, ma con la Ternana più attiva dalla metà campo in su, nel senso che trovava più di un’occasione  per infilarsi negli ampi spazi  della difesa del Palermo, che, attaccando in massa, lasciava scoperti.

Fin qui, i primi 45’, che filavano via senza che il meraviglioso pubblico cessasse un solo istante di spingere i propri giocatori verso la vittoria: “Noi vo-glia-mo que-sta vit-toria!… Noi vo-glia-mo que-sta Vitt-toria!”…

… E poi ebbe inizio la ripresa, e in campo il Palermo… non c’era più. Di contro era rimasta la Ternana, che, ringalluzzita dall’inerzia rosanero,  sì impadroniva del gioco, affondava I colpi e nel giro di una decina di minuti ( dal 64’ al 74’) prima raddoppiava con Pyythia e poi triplicava col giovane Raimondo (bellissimo il suo diagonale alla destra di Pigliacelli).

Il tutto, senza che il Palermo imbastisse una sia pur minima reazione, perché sembrava completamente alla mercè del non trascendentale avversario.

Da sottolineare, che, forse con troppa precipitazione, Corini aveva già sostituito Traorè per Di Francesco e, dopo il terzo gol ternano, entravano anche Soleri e Insigne: il tutto, nel tentativo di dare una scossa al Palermo e farlo risollevare dalla catalessi nella quale sembrava essere sprofondato.

Nulla da fare. Nemmeno i cambi operati servivano a dar la scossa al Palermo, ormai completamente alla mercè della Ternana, che pur si limitava a fare il suo gioco, semplice, verticale e terribilmente concreto.

Spiegare come il Palermo, che appena due settimane fa aveva strapazzato il Como, potesse ridursi così, non è dato sapere… Ipotizziamo che la squadra di Corini denunci tutti I suoi limiti quando è “costretta” a fare la partita, mentre se sta lì ad aspettare l’avversario (leggi Cremona , e in precedenza Venezia e Parma) , riesce a ripartire bene e a far gol facilmente. All’uopo, basti leggere lo score dei gol fatti: quello del Palermo è secondo soltanto a quello del primatista Parma.   

Dei sedici rosanero scesi in campo ieri, non ce n’è uno da salvare. Irriconoscibile  perfino Ranocchia, pur se autore dell’assist del provvisorio pareggio.

Prima di chiudere,  ci tocca ringraziare ancora la stupenda Curva Nord che, anche sull’1-2 e perfino sull’1-3,  ha continuato a tifare senza un attimo di tregua.  Non solo, ma a partita finita (col 2-3 siglato da capitan Brunori, che in verità voleva solo crossare e se la palla è finita dentro è stato solo per l’errata valutazione di Iannarilli, che aveva battezzato fuori quel traversone) , quando la squadra, mesta e a testa bassa, si è avvicinata per salutare, non si è sentito un fischio. Di certo, neanche gli applausi . Fischi che, però, si sono sentiti eccome, sia pure per pochi minuti, quando i giocatori stavano imboccando gli spogliatoi. Adesso, bando ai piagnistei e occhio alla difficile trasferta di Brescia di sabato prossimo: lì ci vorrà il Palermo “vero”, quello che non trema, quello che sa reagire e, soprattutto, colpire di rimessa.       

Benvenuto Caminiti

IL TABELLINO DI PALERMO – TERNANA

IL TABELLINO (2 – 3)

PALERMO (4-3-3): Pigliacelli; Diakitè (80′ Vasic), Nedelcearu, Ceccaroni, Lund (58′ Aurelio); Ranocchia, Gomes, Segre (73′ Soleri); Di Mariano (73′ Insigne), Brunori, Traorè (58′ Di Francesco). A disp.: Kanuric, Graves, Marconi, Stulac, Coulibaly, Henderson, Mancuso. All. Corini.

TERNANA (3-5-2): Iannarilli; Sgarbi, Capuano, Dalle Mura; Casasola, Luperini (83′ Labojko), Amatucci, Pyythia (66′ De Boer), Carboni; Pereiro, Raimondo (83′ Favilli). A disp.: Franchi, Boloca, Lucchesi, Sorensen, Zola, Marginean, Faticanti, Dionisi, Distefano. All. Breda. 

ARBITRO: Bonacina di Bergamo (Fontani-Ceolin).

MARCATORI: 10′ Pereiro, 19′ Lund, 64′ Pyythia, 74′ Raimondo, 95′ Brunori

NOTE: Ammoniti: Diakitè, Ranocchia (P), Carboni, De Boer (T)

Curva Nord al Barbera

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