Sunday, May 19, 2024
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Duilio Cambellotti alle Biennali di Monza e Oltre – Raccogliere una forma attorno a un pensiero

La Galleria Russo, che quest’anno festeggia la ricorrenza dei centoventicinque anni dalla fondazione nel lontano 1898, è lieta di ospitare dal prossimo 16 marzo una mostra interamente dedicata al poliedrico artista romano Duilio Cambellotti, scultore, illustratore, decoratore, scenografo e artista delle arti visive, prolifico nella prima metà del secolo XX. La retrospettiva è realizzata in collaborazione con l’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti.


di Nicola Colao per il Quotidiano l’Italiano

ROMA – La Galleria Russo, che quest’anno festeggia la ricorrenza dei centoventicinque anni dalla fondazione nel lontano 1898, è lieta di ospitare dal prossimo 16 marzo una mostra interamente dedicata al poliedrico artista romano Duilio Cambellotti, scultore, illustratore, decoratore, scenografo e artista delle arti visive, prolifico nella prima metà del secolo XX. La retrospettiva è realizzata in collaborazione con l’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti.

La mostra, ideata in occasione del centenario della Prima Biennale di Arti Decorative di Monza (1923) e intitolata Duilio Cambellotti alle Biennali di Monza e oltre. Raccogliere una forma attorno a un pensiero, è curata da Daniela Fontie da Francesco Tetro, responsabili scientifici dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. Il percorso monografico composto, dal 1899 al 1939, consente di ricollocare e apprezzare appieno il lavoro multidisciplinare di un artista spesso presente nei più grandi eventi espositivi nazionali e internazionali.

Il percorso espositivo, che si avvale di centosessanta opere provenienti dall’Archivio, intende presentare materiali poco noti o del tutto inediti realizzati nell’ambito operativo prediletto dall’artista, il lavoro nelle arti decorative; opere che dimostrano attraverso quali vie Cambellotti pervenne a essere identificato come un autore fra i più originali nel panorama del rinnovamento degli oggetti d’uso in Italia. Teorico dell’”opera d’arte totale” per la sua concezione dell’ambiente allestito quale progetto organico complessivo nel quale ogni oggetto prende luce creativa e riflette la propria sull’insieme, l’artista mise ogni tecnica al servizio della creazione di uno spazio interno concepito come “luogo d’arte”, inserendo scultura, pittura parietale, ceramica, anche utilizzando gli espedienti comunicativi della sua attività di scenografo. 

Duilio Cambellotti partecipò quale principale attore chiamato dall’organizzatore Marangoni, alla prima e alla seconda Biennale Internazionale di Arti decorative, animando un gruppo di artisti fra i più rilevanti e innovativi nel panorama delle arti decorative di Roma e del Lazio.

155_Cartellone pubblicitario per l’Aiace di Sofocle_Ecuba di Euripide

Note critiche dei curatori 

«Per Cambellotti, l’allestimento interno della casa riflette la dimensione etica e la natura psichica della vita degli abitanti; abitare in modo armonico influenza le loro emozioni e orienta le loro predilezioni, consentendo poi di formare anche buoni cittadini e buoni governanti. Un altro pilastro della cultura dell’abitare proposta dal gruppo romano (che troverà una perfetta corrispondenza nei programmi di Monza) è il riscatto, attraverso il disegno, di tutte le tecniche artigiane, di cui la capitale portava vanto per la presenza di maestranze dalle competenze consolidate, che a poco a poco andranno scomparendo […] L’artista progettista si distingue per la determinazione con la quale elimina ogni minuzia disegnativa concentrandosi su forme squadrate nelle quali l‘elemento decorativo – in primo luogo affidato alle qualità cromatiche dei legni – è risolto, come una piccola apparizione, in dettagli plastici (maniglie, borchie di serrature) realizzati in bronzo e applicati o disegnati a intarsio». (Daniela Fonti)

015_Veilleuse con capanne e cani

Nel panorama dell’evoluzione cambellottiana delle arti decorative, è fondamentale l’interpretazione della figura femminile, affrontata in catalogo da un saggio di Francesco Tetro. Le opere in mostra rivelano chiaramente la trasformazione del modo di rappresentare la figura femminile, da creatura libellula a mater familias vittima degli effetti della guerra: è rimasta sola a mandare avanti la propria famiglia, il suo podere o come lavorante presso altri, se rimasta vedova. Cambellotti la rappresenta come fosse lei la martire oggetto di tanti monumenti ai Caduti costruiti in Italia all’indomani della conclusione del conflitto. «La figura femminile è così parte integrante del suggestivo e articolato ‘catalogo’ cambellottiano, legata al mondo della decorazione e dell’illustrazione, ma anche soggetto di sculture e di vetrate moderniste, e soprattutto partecipe di una complessa interferenza fra i generi-temi e le tecniche».

118_Bozzetto di scena per Prometeo di Eschilo

La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Manfredi Edizioni con la riproduzione e le schede di tutte le opere esposte, arricchito dai testi critici dei curatori della mostra, Daniela Fonti e Francesco Tetro e da un ricordo di Alessandro Cambellotti che con questa prima esposizione raccoglie l’eredità del padre Marco alla guida dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. 

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Fabrizio Russo
Fabrizio Russo

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