Wednesday, February 1, 2023
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Natale a casa Putin

Il cinepanettone si arricchisce della presenza di un attore italiano: Giuseppe Conte che ha portato in piazza migliaia di manifestanti per la pace, tra le comparse anche Enrico Letta che interpreta il ruolo di leader di un partito perdente che quando stava al governo (senza aver vinto le elezioni) considerava la Russia la madre di ogni male, ora, invece, non si vergogna nel partecipare a una manifestazione dove nessuno ha indicato la Russia stessa come responsabile dell’invasione.


di Nicola Mongiardo per il Quotidiano l’Italiano

L’opinione di Nicola Mongiardo

ROMA Questo filmetto sarà molto divertente considerando il fatto che la Russia, scegliendo come partner ufficiale la sola Cina di Xi, si ritrova a dover recitare il ruolo di spalla, Vladimir sta vendendo il gas ai cinesi a una cifra bassa e in futuro il prezzo scenderà ancora essendo i cinesi quelli con il coltello dalla parte del manico…un affare alla russa insomma.

Il cinepanettone si arricchisce della presenza di un attore italiano: Giuseppe Conte che ha portato in piazza migliaia di manifestanti per la pace, tra le comparse anche Enrico Letta che interpreta il ruolo di leader di un partito perdente che quando stava al governo (senza aver vinto le elezioni) considerava la Russia la madre di ogni male, ora, invece, non si vergogna nel partecipare a una manifestazione dove nessuno ha indicato la Russia stessa come responsabile dell’invasione.

Enrico nel film soffre di bipolarismo cronico e vaneggiamenti sinistrorsi, ora che si trova all’opposizione può dare spazio a tutta la sua natura ambigua, una cosa molto apprezzata dagli altri manifestanti che lo invitano a tornare a casa con improperi e altre belle parole.

Putin a Natale

Sotto l’albero di Natale Putin troverà lavatrici, frigoriferi, televisioni, ricambi auto e tante altre cose rubate dai russi in Ucraina, in più troverà i nomi dei civili e dei tanti bambini morti trucidati sempre dai suoi valorosi soldati durante l’operazione di denazificazione, nomi e cognomi che Conte leggerà insieme alla immancabile letterina per Babbo Natale dove Giuseppì chiederà di rimanere adolescente per il resto della sua vita.

Da menzionare la presenza di altri due attori costati pochissimo, il primo è l’esilarante Kim che recita la parte di un dittatore in crisi di protagonismo che per far parlare di sé stesso e della sua nazione, lancia missili a corta e media gittata che finiscono nell’oceano pacifico. Il secondo è niente meno (o poco meno) che il piccolo Gino Di Maio, voluto insistentemente dalla Unione Europea che è riuscita a ritagliargli un ruolo, Gino spunta dal nulla in tre scene dove dice solo una battuta: “Giuseppe m’è padre a me”.

Nicola Mongiardo

Testatina rossa

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