Tuesday, April 23, 2024
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Notiziario FP CGIL Polizia Penitenziaria: dalle carceri di Rieti, Roma Rebibbia, Monza, Treviso

Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “La gestione dei detenuti con problemi psichici è argomento di salute mentale a carico del servizio sanitario nazionale. Il passaggio dalla medicina penitenziaria che è stata abolita nel 2008 e la presa in carico della gestione della salute, anche quella mentale, da parte del Ministero della Salute, ha avuto il solo effetto di scaricare sul Corpo di Polizia Penitenziaria, il servizio di salute mentale di prossimità che di certo non può competere agli uomini e alle donne di una Forza di Polizia dello Stato. Chiediamo l’apertura di un tavolo con il Ministero della Giustizia, della Sanità e della Conferenza delle Regioni e Provincie autonome, a cui devono essere presenti anche le Organizzazioni sindacali rappresentative della Polizia Penitenziaria per trovare soluzioni immediate alle aggressioni ai Poliziotti penitenziari da parte di detenuti con conclamati problemi psichiatrici”.


di Gianfranco Simmaco per il Quotidiano l’Italiano

FP CGIL Polizia Penitenziaria – Carcere di Rieti, sfiorata tragedia: detenuto ferisce al collo un Poliziotto con una lametta.

RIETI – “Un detenuto ristretto nel carcere di Rieti, nella giornata di ieri ha usato una lametta contro un Poliziotto penitenziario e lo ha ferito al collo con un taglio da dietro l’orecchio sinistro. Pochi millimetri più in là e il taglio poteva essere fatale”.

Lo comunica il Coordinatore regionale Ciro Di Domenico della FP CGIL Polizia Penitenziaria: “L’aggressore ha da tempo problemi psichiatrici che non trovano soluzione in carcere. Voleva essere accompagnato presso la sezione dell’infermeria del penitenziario, ma non appena il Poliziotto ha aperto la cella, il detenuto ha estratto una lametta da barba e l’ha usata contro l’agente di Polizia Penitenziaria in servizio in quel momento. Il poliziotto è stato accompagnato presso il pronto soccorso dell’ospedale cittadino dove è stato curato con cinque punti di sutura. L’episodio segue di poche ore quello avvenuto il 31 luglio scorso dove un detenuto ha inferto un violento pugno all’orecchio di un altro Poliziotto. Chiediamo un immediato confronto con la Direzione del carcere per trovare soluzioni che stanno minando la salute e la serenità dei lavoratori di Polizia Penitenziaria del carcere reatino”.

Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “La gestione dei detenuti con problemi psichici è argomento di salute mentale a carico del servizio sanitario nazionale. Il passaggio dalla medicina penitenziaria che è stata abolita nel 2008 e la presa in carico della gestione della salute, anche quella mentale, da parte del Ministero della Salute, ha avuto il solo effetto di scaricare sul Corpo di Polizia Penitenziaria, il servizio di salute mentale di prossimità che di certo non può competere agli uomini e alle donne di una Forza di Polizia dello Stato. Chiediamo l’apertura di un tavolo con il Ministero della Giustizia, della Sanità e della Conferenza delle Regioni e Provincie autonome, a cui devono essere presenti anche le Organizzazioni sindacali rappresentative della Polizia Penitenziaria per trovare soluzioni immediate alle aggressioni ai Poliziotti penitenziari da parte di detenuti con conclamati problemi psichiatrici”.

FP CGIL Polizia Penitenziaria – Roma, carcere di Rebibbia, detenuto sale su una gru. Ennesima prova delle falle nella sicurezza delle carceri

ROMA – “Nel carcere di Roma Rebibbia intitolato a “Raffaele Cinotti”, un detenuto italiano è riuscito ad eludere la sorveglianza e dal Reparto G11 è riuscito a scavalcare la rete dei passeggi salendo su una gru alta circa 30 metri dove stanno facendo i lavori per la ristrutturazione del reparto G10. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che il detenuto riuscisse pure a farsi del male”.

Lo comunica il Coordinatore regionale Ciro Di Domenico della FP CGIL Polizia Penitenziaria: “Ignote le motivazioni della protesta, ma quel che è evidente è la falla nel sistema di sicurezza in un carcere come quello di Rebibbia Nuovo Complesso che ospita oltre 1.500 detenuti su una capienza attuale di poco più di mille posti disponibili. Oltre 150 in meno, invece, i Poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Rebibbia su tutti i turni giornalieri rispetto agli 850 previsti”.

Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “In occasione della sua prima uscita pubblica da Ministro della Giustizia durante la presentazione del calendario 2023 della Polizia Penitenziaria, Carlo Nordio lo scorso anno si prodigò a tessere le lodi dei Poliziotti penitenziari, del loro ruolo e del loro servizio al Paese e di quanto lui avrebbe tenuto a cuore tutti i problemi delle carceri. A distanza di quasi un anno, registriamo che quella sua prima uscita ed interesse per la Polizia Penitenziaria e per il sistema penitenziario in generale, fu poco più di un siparietto, forse dettato dall’euforia della sua allora recente nomina a Ministro della Repubblica. Poi il nulla. Ci rivolgiamo al Presidente del Consiglio: le carceri stanno implodendo e anche l’apparentemente banale evento di questa mattina, deve far riflettere sulla vulnerabilità di un carcere complesso ed importante come quello di Rebibbia”.

FP CGIL Polizia Penitenziaria – Carcere di Monza, una donna bloccata dalla Polizia Penitenziaria nella sala colloqui prima di consegnare droga al figlio detenuto. Potenziare il servizio cinofili della Penitenziaria in tutte le carceri

MONZA – “Nel carcere di Monza, il personale di Polizia Penitenziaria ha sorpreso una donna in possesso 100 grammi di sostanza stupefacente introdotta nel penitenziario per poterla poi consegnare a suo figlio detenuto durante il colloquio tra ristretti e familiari”. 

Lo comunica Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “L’operazione è stata condotta nell’ambito delle indagini per il contrasto all’introduzione di sostanze stupefacenti in carcere che permette di individuare in maniera preventiva i tentativi dei familiari. Il carcere di Monza è uno dei più sovraffollati d’Italia con 680 detenuti presenti su 400 previsti. Nonostante la carenza di Polizia Penitenziaria, soprattutto nel ruolo degli Ispettori e dei Sovrintendenti, il personale riesce a garantire la sicurezza anche nel contrasto all’introduzione di droghe nel carcere”.

“Il traffico di stupefacenti – prosegue il sindacalista – quando avviene in carcere assume aspetti ancora più gravi perché permette di mantenere e consolidare gerarchie che la detenzione stessa dovrebbe interrompere. Le indagini odierne confermano le nostre preoccupazioni su quanto avviene nelle carceri italiane, anche attraverso l’uso di telefonini e droni, ma confermano anche la fiducia e la stima nelle migliaia di Poliziotti penitenziari che lavorano ancora con determinazione al servizio del Paese. E’ urgente però il potenziamento del servizio cinofili della Polizia Penitenziaria, con unità da impiegare nelle carceri più esposte al traffico di droghe”.

FP CGIL Polizia Penitenziaria – Carcere di Treviso, una cella incendiata e due aggressioni in poche ore ai danni della Polizia Penitenziaria.

TREVISO – Gianpietro Pegoraro del sindacato Fp CGIL Polizia Penitenziaria del Veneto: “Nel carcere di Treviso un venerdì trascorso con detenuti fuori controllo: nella notte, un detenuto ha incendiato la propria cella ed è stato salvato ed accompagnato in ospedale da quattro Agenti di Polizia Penitenziaria che hanno prolungato il proprio orario di servizio dal pomeriggio fino alla mattina successiva. Il detenuto non è nuovo ad “eventi critici” ed è stato più volte protagonista di aggressioni nei confronti dei Poliziotti. Nella mattinata di venerdì invece, un detenuto ha preteso di recarsi ai passeggi senza averne il permesso non essendo l’orario previsto. Al diniego del Poliziotto penitenziario, ha prima fatto finta di recarsi nei locali destinati alla socialità e poi ha tentato di recarsi comunque ai passeggi, sferrando due pugni al volto al Poliziotto che lo aveva redarguito. La sera del venerdì, un altro detenuto ha chiesto al Poliziotto di turno se nella mattinata gli era stato elevato rapporto disciplinare. Il Poliziotto che aveva appena preso servizio non poteva saperlo e visto lo stato alterato del soggetto, ha chiamato i rinforzi. All’arrivo degli altri Poliziotti il detenuto ha sferrato dei pugni al Poliziotto che ha “guadagnato” sette giorni di prognosi come da referto del pronto soccorso dell’ospedale”.

Mirko Manna della FP CGIL Nazionale: “Abbiamo chiesto al Capo del DAP Giovanni Russo i dati numerici delle aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, con i giorni di prognosi dei colleghi aggrediti che vanno a sommarsi alle numerose carenze di organico nelle carceri italiane. Ma nulla trapela né dal Ministero, né dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, presumibilmente perché sono dati imbarazzanti per chi è al comando delle carceri. Tra carichi di lavoro, aggressioni e noncuranza dell’amministrazione penitenziaria di quanto sta avvenendo nelle carceri, i Poliziotti penitenziari hanno raggiunto il limite di sopportabilità. Stiamo parlando di personale con una media nazione oltre i 50 anni di età, costretti a doppi turni, notti comprese e per di più sotto la costante minaccia di aggressioni serie da parte di una popolazione detenuta ormai fuori controllo. Dalla politica e dal DAP erano state promesse nuove direttive per contenere le aggressioni in carcere ai danni della Polizia Penitenziaria, ma ancora non siamo stati messi al corrente nemmeno di una bozza. 

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