Thursday, May 30, 2024
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Calcio – Serie B. Al “Marulla” il Palermo grazia il Cosenza e divide la posta in palio

Le Aquile rosanero graziano i lupi rossoblu che altrimenti sarebbero finiti nel baratro dei play-out. Mignani carica i suoi solo per un tempo, guadagna un punticino ma è chiaro che la sua squadra non potrà ambire ad uno dei due posti per il salto diretto 


di Benvenuto Caminiti – dalla Redazione Sportiva per il Quotidiano l’Italiano)

COSENZA – Palermo bifronte come Giano: spavaldo e manovriero nel primo tempo, per afflosciarsi come un sacco vuoto, appena subito il pareggio (al 15’ della ripresa, su rigore molto generoso concesso dal mediocre Marinelli di Tivoli).

Che potesse esser tutto cambiato sol perché in panchina è arrivato Mignani, potevano pensarlo solo i sognatori, perché, in effetti, nulla è cambiato almeno sotto il profilo della tenuta mentale della squadra.

Mignani sta facendo il suo, onestamente non possiamo rimproverargli nulla anche perché nessuno si aspettava da lui il tocco magico del “salvatore della patria”. L’ex allenatore del Bari ha un’altra idea di calcio rispetto a Corini, è più pragmatico, più disposto a rimescolare le carte quando queste non combaciano con le sue convinzioni tecnico-tattiche. Insomma, se c’è da rischiare un innesto imprevisto come Buttaro, lui non si tira indietro, dimostrando di avere idee chiare e forte determinazione. Naturalmente, ogni parola fin qui spesa per lui e per il nuovo Palermo si riferisce esclusivamente al primo tempo, visto che nella ripresa non si è più giocato: né da una parte, né dall’altra. Il Cosenza, rianimato da un calcio rigore, che ha visto solo l’arbitro (il tocco da tergo di Ceccaroni sull’ex velenoso Tutino, a mio modesto avviso, non era da penalty), ha badato solo a difendersi, menando calcioni all’impazzata, senza che l’arbitro tirasse fuori i cartellini (ha fatto un’eccezione solo per Calò, un fallaccio a metà campo e nessun rischio  per la squadra di casa) manco li avesse dimenticati nello spogliatoio: solo prediche e discorsetti vis à vis con i giocatori, tipo partita oratoriale fra scapoli e ammogliati.

Non mi piace dare i voti e, quindi, stilare le pagelle, che considero un esercizio da sfaticati che non trovano le parole giuste per distinguere i “buoni dai cattivi” della partita, e si rifugiano nei numeri. Stavolta, però, un ‘eccezione per il signor Marinelli di Tivoli voglio farla: merita un bel 4, che lo cava d’impaccio dalle male parole che, altrimenti, meriterebbe. Con questo non vogliamo dire che è stato lui a determinare il risultato di parità con quel rigore che definire generoso è molto… generoso, ma di certo non ha fatto nulla perché il Cosenza la finisse di picchiare e perdere tempo, consapevole com’era che, giocando a calcio, le avrebbe buscate.

E, infatti, nel primo tempo, gol di Buttaro a parte, il Palermo ha dominato per tre quarti dei quarantacinque minuti, consentendo al disperato (e trafelato)  Cosenza solo un palo su punizione dal vertice d’area, magistralmente battuta da Calò. Punizione, fra l’altro, molto dubbia, perché subito prima c’era stato un plateale fallo su Brunori, ignorato dal “signore di Tivoli”.

La mano di Mignani s’è vista e ammirata nella prima frazione di gioco: Buttaro, rimesso in campo dopo una vita tra panchina e tribuna (per infortunio), che scorazza  sulla fascia e affonda in verticale; Diakitè, braccetto del trio di difesa, che , appena possibile, si sgancia e avanza, coperto dalle rincorse rabbiose di Henderson (eccone un altro, tra i redivivi); Di Francesco, che spinge dietro le due punte, poi scatta sulla fascia prediletta, scambia con Lund e procura seri guai alla difesa cosentina.

Su un rush di questi, Di Francesco-Lund, lungo l’out di sinistra, l’americanino crossa con quel suo sinistro, musicale come l’archetto di un violino, una palla forte e tesa che trancia tutta la linea difensiva rossoblù e cade giusto sul piede destro dell’arrembante Buttaro: gol bellissimo per l’azione che l’ha costruito e il tempismo da masnadiero dell’incursione dell’ex primavera della Roma. Star fuori tre mesi e rientrare per fare un gol così bello significa non aver perso l’autostima, significa essersi allenato senza mai saltare una seduta, significa riconciliarsi con la dea bendata, che sembrava averlo preso di mira: prima gli infortuni e poi panchina, sempre panchina solo panchina.

A questo punto, detto del bel primo tempo e del bellissimo gol di Buttaro, potrei chiudere qui  e mandare l’articolo in redazione, ma sarebbe come scappare, e a me, sia da tifoso che da cronista, scappare (dalle mie responsabilità, nell’una e nell’altra veste) non piace affatto. Così, aggiungo che Mignani dovrà lavorare ancora molto, incidere non solo di bisturi ma, se serve (e a giudicare da quel che si è visto oggi al “San Vito Marulla, altro che se serve!) di coltello se non addirittura di accetta per liberare i suoi giocatori dal manto nero col quale una stregaccia maledetta sembra perseguitarli  da mezzo campionato: quanti  gol di vantaggio sprecati più per paura che per mancato impegno.

Il buono e il cattivo della partita, l’abbiamo detto e ridetto; adesso ci tocca rinviare giudizi e sentenze alla prossima , venerdì 19, contro il capolista Parma di Pecchia, che ha mezza (se non tre quarti di) serie A in tasca e al Renzo Barbera non verrà di certo per il pareggio. Anzi: conoscendo uomini e cose biancocrociati, direi che verrà per prendersi i tre punti della quasi matematica promozione in serie A… E perché ciò non accada basterebbe che  il Palermo di Mignani venerdì sera regga per novanta anzi che solo per quarantacinque minuti.    

Benvenuto Caminiti

IL TABELLINO DI COSENZA – PALERMO 1 – 1

Palermo, gara valevole la 33^ giornata del campionato di Serie B.

Cosenza-Palermo 1-1: 61′ rig. Tutino-43′ Buttaro

IL TABELLINO

COSENZA (4-3-3): Micai; Venturi, Camporese, Meroni; Canotto (73′ Mazzocchi), Zuccon (86′ Florenzi), Calò, Praszelik (54′ Crespi), Frabotta; Antonucci (73′ Voca), Tutino (86′ Forte). A disp.: Lai, Marson, Cimino, Gyamfi, D’Orazio, Fontanarosa, Viviani. All. Viali.

PALERMO (3-4-1-2): Pigliacelli; Diakitè, Nedelcearu, Ceccaroni; Buttaro, Henderson (62′ Coulibaly), Gomes, Lund (78′ Aurelio); Di Francesco (85′ Insigne); Brunori (78′ Segre), Mancuso (62′ Soleri). A disp.: Kanuric, Desplanches, Graves, Marconi, Stulac, Traorè. All. Mignani.

ARBITRO: Marinelli di Tivoli

I tifosi palermitani al Marulla di Cosenza, festanti dopo il gol del vantaggio

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