Wednesday, April 17, 2024
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Giancarlo Pittelli da Reggio arriva la nuova sentenza favorevole: è un uomo libero!

In questa storia – che ricorda tutte le vicende dove le ipotesi accusatorie non sono rette da prove ma da meri convincimenti di chi indaga – se c’é qualcosa che pascola quelle sono le bufale che transitano da un corridoio ad un altro nella speranza che diventino come le “vacche” di fanfaniana memoria… presenti ovunque e sempre uguali.


L’editoriale di Riccardo Colao

ROMA – Per rispondere alle “cinque W” che dall’inglese all’italiano si traduono in. “chi, come, dove, quando e perché” scriviamo subito che Giancarlo Pittelli, l’avvocato penalista ed ex coordinatore regionale di Forza Italia in Calabria, ex Senatore della Repubblica, grazie alla sentenza emanata dal Tribunale di Reggio, oggi, venerdì 17 marzo 2023, è tornato nella condizione di uomo libero e di buoni costumi. Gli è ancora impedito di tornare a professare il lavoro di “avvocato” per altri 12 mesi… ma ciò non significa che non potrà difendersi – come è giusto che sia – nella pienezza dei diritti costituzionali che spettano a lui, come a coloro che l’han trattato da criminale incallito e pluri-pregiudicato senza che sia stata emessa uno straccio di condanna, per assurdo,ai reati” di “divieto di sosta” o per “pascolo abusivo”.

In questa storia – che ricorda tutte le vicende dove le ipotesi accusatorie non sono rette da prove concrete o da indizi probanti, ma da meri convincimenti di chi indaga – se c’é qualcosa che pascola quelle sono le bufale che transitano da un corridoio ad un altro nella speranza che diventino come le “vacche” di fanfaniana memoria… presenti ovunque e sempre uguali.

Le Agenzie di stampa hanno battuto intorno alle 5 della sera (tanto per restare in tema di Garcia Lorca) il comunicato secondo il quale: «Oggi anche i giudici del riesame del processo Mala Pigna accolgono l’istanza degli avvocati difensori. Lo Stato si ricorda dopo tre anni di Giancarlo Pittelli e gli restituisce la condizione di uomo libero, secondo giustizia e secondo i principi della Costituzione italiana”. A parlare sono i componenti del Comitato Giustizia per Pittelli che aggiungono: “Esprimiamo la soddisfazione e la gioia di tutti coloro che hanno creduto sin dall’inizio in una battaglia civile di verità. Rimane una forte amarezza per la lunga sospensione del principio costituzionale di presunzione di innocenza e per la ridicolizzazione che tale principio ha subito agli occhi di una cittadinanza sempre più perplessa e allarmata».

La decisione che è diventata subito di pubblico dominio dopo il rilancio della nota effettuata dal portavoce Umberto Baccolo di “Nessuno tocchi Caino, – che da tempo si batte per i diritti di una Giustizia “giusta ed equa” nel rispetto della Costituzioneè del Tribunale di Reggio Calabria. In accoglimento dell’appello proposto dagli avvocati Guido Contestabile, Salvatore Staiano e Giandomenico Caiazza contro il precedente rigetto del Tribunale di Palmi nell’ambito del procedimento etichettato dagli inquirenti come “Mala Pigna” e istruito dalla Dda reggina. 
Per Pittelli la misura coercitiva degli arresti domiciliari è stata sostituita col divieto di esercitare la professione di avvocato per dodici mesi. Il 19 dicembre 2022 la misura cautelare degli arresti domiciliari riferita al processo Rinascita Scott era stata sostituita con i con l’obbligo di dimora da parte del Tribunale collegiale di Vibo Valentia dinanzi al quale l’ex senatore deve difendersi dalle accuse per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio.

Come abbiamo sempre scritto e sostenuto ovunque ci sia stato uno spazio per poter esprimere la nostra opinione, negli editoriali che curiamo, non avevamo mai creduto alla partecipazione attiva (e manco passiva) di Giancarlo Pittelli quale affiliato e prono agli ordini della ‘ndrangheta.

Vogliamo ricordare, in senso garantista che al momento Giancarlo Pittelli non solo non è colpevole (non c’é mai stato un pronunciamento in tal senso) ma persino la conclusione di questa tragedia umana appare all’orizzonte delinearsi come un errore giudiziario che compromette il telaio della tesi accusatoria.

Nonostante le “chiacchiere e pinzillacchere” dei pentiti ad orologeria, che continuano a fare il loro ingresso alla stregua di una “portineria avviata” con delinquenti (chi è dedito alla delinquenza) che restano folgorati sulla via di Damasco ed improvvisamente riferiscono informazioni di quarta e quinta mano che chiunque può aver letto sbirciando dai giornali infarciti di veline diramate nel supremo interesse delle tesi accusatorie, l’ex senatore può recuperare la salute, le forze e riscendere in campo per difendersi – come è giusto che sia – da ogni qualsivoglia diffamazione che può essergli lanciata contro..

La battaglia di Giancarlo Pittelli non è finita. Forse comincia ora però ad armi quasi pari con l’accusa. Intanto le sentenze dei tribunali, che hanno sino ad oggi parlato, concordano nel circostanziare che non esiste uno “straccio di prova” che non sia legato al “mi hanno detto”, “mi hanno riferito”… “ho saputo che”… Cioé “il nulla mischiato col niente” per usare un gergo caro agli informatori dei colleghi che hanno – sin qui – bevuto tutte le storielle che gli sono state propinate.

La campagna mediatica che ha mirato a creare ll “mostro“, il “girolimoni” del terzo millennio si avvia verso la conclusione di uno strepitoso flop… Giancarlo Pittelli, diciamolo apertamente, – checché ne dica e ne pensi chi l’accusa – è manifestamente innocente, vittima di una incredibile vicenda giudiziaria che di fatto in tribunale, come nel dibattimento, che dovrà scaturire, si dissolverà mentre emergerà gigantesca la domanda: e ora chi lo risarcirà? Chi restituirà (ammesso che sia possibile) gli anni rubati a Giancarlo Pittelli? Quali premi riceveranno coloro che hanno svolto indagini sulla base di labili indizi e che evidentemente – sentiti i pareri dei magistrati giudicanti – non avevano i presupposti per tenere in galera un presunto innocente?

Dopo tre anni e due mesi di privazione della libertà personale, con la umiliazione feroce addirittura del carcere di Bad ‘e Carros per molti mesi, e la distruzione di una intera vita pubblica e privata costellata di successi, riconoscimenti e responsabilità anche politiche, il Tribunale del Riesame di Catanzaro riconosce finalmente la insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza che avevano fino ad oggi legittimato l’accusa a carico dell’avv Giancarlo Pittelli, per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Onore alla onestà intellettuale ed alla indipendenza di questi giudici, innanzitutto, in un contesto tutt’altro che semplice. Ma onore soprattutto a Giancarlo Pittelli, colpito dalla peggiore delle violenze possibili, cioè quella di una accusa ingiusta. Chissà quando si riuscirà finalmente a comprendere che non può accadere nulla di più drammatico ad un essere umano, che essere travolto e distrutto da un’accusa infamante ed ingiusta. Mi auguro che Giancarlo Pittelli sappia trovare la forza per riprendersi quella vita che gli è stata così immotivatamente ed oltraggiosamente distrutta”.

Così scrivevano gli avvocati Guido Contestabile e Salvatore Staiano (facenti parte del collegio difensivo di Pittelli a cui si è aggiunto anche l’avv. Giandomenico Caiazza) appena quaranta giorni fa. Oggi il nuovo capitolo che annulla una parte del fango gettato sulla toga dell’ex coordinatore di Forza Italia.

Purtroppo non esiste una legge che possa costringere un qualsiasi magistrato che sbaglia a risarcire colui il quale è stato inquisito e perseguitato sulla base delle sue ipotesi o di quel che crede di aver capito… Il caso Tortora grida ancora la vergogna di uno Stato repubblicano che dovrebbe garantire, sino a sentenza definitiva, la libertà e il rispetto dei diritti costituzionali. Ci auguriamo che in Parlamento, che al Ministero di Giustizia chi può possa spedire gli ispettori ministeriali e far partire una commissione d’inchiesta, anche parlamentare, per accertare le ragioni del perché certe cose possano avvenire e come mai sia consentita la gestione di un potere così letale e micidiale ad uomini – come tutti gli altri che hanno solo avuto il privilegio di vincere un concorso – e che che proprio in quanto uomini e non semidei, non hanno il dono dell’infallibilità che appartiene solo al Grande Architetto dell’Universo, o al Dio comunque lo si voglia intendere e vivere nelle proprie coscienze.

Riccardo Colao

A sinistra il Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri – A destra l’avv. Giancarlo Pittelli – Due facce della storia di cui si parla da tre anni
lLa prima pagina del Quotidiano l’Italiano del 18 marzo 2023
testatina

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