Monday, December 5, 2022
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Playoff Lega Pro. L’uno-due di Floriano manda al tappeto la Triestina ma il passaggio al prossimo turno si giocherà al Barbera

Dopo il 2 a 0 a vantaggio dei rosanero è arrivato un gol che conferisce alla partita di ritorno di giovedì al Barbera quel pizzico di paprika, che (ri)porterà finalmente sugli spalti il bel tifo da curva di tempi ahimè già troppo lontani.


di Benvenuto Caminiti per il Quotidiano l’Italiano

TRIESTE – Con una doppietta di Roberto Floriano al “Nereo Rocco” contro la Triestina, il Palermo prenota il “passaggio”  al round successivo nei playoff per la Serie B : anche se il calcio è uno sport folle proprio perché nulla è impossibile (e proprio per questo la gente di tutte le latitudini, risme e ceti sociali lo preferisce a tutti gli altri) dopo la bella e franca vittoria di ieri ci vorrebbe un autentico “suicidio” perché non lo perfezionasse giovedì prossimo al Barbera (che si preannuncia con il pubblico delle grandi occasioni).

E anche se la filosofia, del calcio e della vita, di mister Baldini non prevede i cosiddetti conti della serva, ma giocare ogni partita come fosse l’ultima: “Giocheremo come se a vincere fossimo obbligati noi , e non  loro – dichiara a fine match –  non siano fatti per gestire le partite ma per aggredirle e vincerle!”.

Il Palermo, infatti, sin dal fischio d’inizio, si insedia nella metà campo dei padroni di casa, suscitando subito l’entusiasmo dei mille arrivati da ogni dove, non solo da Palermo, a colorare di rosa e nero gli spalti del Nereo Rocco.

La Triestina sembra ipnotizzata, sta a guardare e bada solo a difendersi a denti stretti e menando calci senza tregua, tant’è che già al 15’ l’arbitro Gualtieri di Asti (un pezzo da uno e novanta che suscita timore a solo guardarlo)  ha già ammonito due giocatori alabardati. E sì, perché il Palermo sembra una furia, con le sue folate vertiginose sulle fasce, la destra in particolare dove è incontenibile Nicola Valente, che è un’iradidddio, scatta come una molla e se l’avversario “osa” affiancarlo, lui innesta la seconda marcia e lo lascia sul posto… Sempre che quello non lo stenda prima con un calcione.

Già alla mezzora il Palermo potrebbe essere in vantaggio di un paio di gol, la prima con lo stesso Valente che costringe con uno shoot destro Offredi a gettarsi sulla destra e deviare in angolo, un’altra con col bomber Brunori che impegna il n. 1 giuliano in una difficile respinta a terra e infine con Floriano, che d’esterno destro ( che è un po’ il suo autografo calcistico) impegna Offredi in una spettacolare deviazione volante sotto la traversa. E, nel frattempo si sentono solo i cori e i canti dei mille tifosi del Palermo.

Il gol è nell’aria, se ne sente il profumo, è qualcosa che travalica gli spazi e arriva in ogni dove batta un cuore rosanero: 41’, ennesima fuga per la vittoria di Valente lungo la fascia destra e, dopo un’alzata di testa per un’occhiatina panoramica, crossa basso per aggirare la linea difensiva della Triestina: sopraggiunge al galoppo Floriano, che di piatto batte Offredi.

O-1 e palla al centro.

Recupero, quattro minuti: troppi per le rare interruzioni  di gioco, ma mal gliene incoglie al dinoccolato Bucchi, in panchina, vestito come un damerino, che però si agita però come uno scalmanato. E, infatti, succede proprio all’ultimo istante del recupero che Valente compia l’ennesimo capolavoro, con fuga sulla fascia e , stavolta, cross breve sul quale si avventano all’unisono Rapisarda e Brunori, che tocca di quel tanto perché la palla scorra oltre, là dove irrompe Floriano. che di destro batte Offredi: 0-2 e duplice fischio dell’arbitro.

Floriano esulta dopo il gol

La partita è finita?

Beh, a giudicare dalla netta supremazia del Palermo, senza fare i conti con  la già citata “follia” del calcio, dove nulla sta scritto prima che l’arbito fischi tre volte, si direbbe di sì.

Bucchi a inizio ripresa rifà il trucco alla sua squadra, sostituendo Saint-Claire con Gorico e Trotta con Sarno e, soprattutto, scuotendo a gran voce I suoi giocatori. Che si gettano furiosamente all’attacco, così che il Palermo è costretto ad abbassare il suo baricentro. Mettici, poi, che Baldini sostituisce l’ammonito Dall’Oglio con Damiani e, così, il suo 4-2-3-1 in fase di filtro perde la sua pedina fondamentale. E tuttavia i rosanero si difendono egregiamente e ripartono quando possono. Ma la partita è cambiata e gli equilibri in campo sono diversi. Massolo  corre qualche rischio ma se la cava  egregiamente… Fino all’ 88’, quando per un fallo dal limite esterno dell’area di rigore, la punizione calciata da De Luca (subentrato al  78’ a Procaccio) spiove sulla testa dello stopper Rapisarda che infila il gol dell’1-2. 

Un gol che conferisce alla partita di ritorno di giovedì al Barbera quel pizzico di paprika, che (ri)porterà finalmente sugli spalti il bel tifo da curva di tempi ahimè già troppo lontani.

IL TABELLINO DI TRIESTINA – PALERMO

TRIESTINA (3-4-2-1): Offredi; Rapisarda, Negro (15′ Volta), Ligi; StClair (46′ Giorico), Calvano, Crimi, Lopez (32′ Galazzi); Trotta (46′ Sarno), Procaccio (78′ De Luca); Gomez. A disp.: Martinez, Baldi, Esposito, Ala-Myllymaki, Giorno, Visentin, Iacovoni. All. Bucchi.

PALERMO (4-2-3-1): Massolo; Accardi (85′ Buttaro), Lancini, Marconi, Giron; De Rose, Dall’Oglio (46′ Damiani); Valente, Luperini, Floriano (68′ Soleri); Brunori (85′ Fella). A disp.: Pelagotti, Crivello, Somma, Doda, Perrotta, Odjer, Silipo, Felici. All. Baldini.

ARBITRO: Gualtieri di Asti (Valente-Stringini).

MARCATORI: 41′, 45’+4 Floriano, 88′ Rapisarda

NOTE: ammoniti Crimi, Gomez, Dall’Oglio, Marconi, De Rose, Volta, Ligi. Spettatori circa 7.000 (900 palermitani).

Il super tifoso rosanero Ivan D’Agostino insieme ai quasi mille tifosi palermitani a Trieste

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