Thursday, May 30, 2024
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Mario Tassone (nCDU): “il 18 Aprile del 1948 con la vittoria della D.C. di De Gasperi e dei suoi alleati la democrazia vinse sul comunismo”

Se tale data fosse messa all’indice sarebbe un giorno amaro: la sconfitta della civiltà e il ritornare nei “buchi neri” di un tempo. Netta fu la sconfitta del Fronte Democratico Popolare, lista che comprendeva sia il Partito Comunista Italiano sia il Partito Socialista Italiano. Con circa il 30% dei voti il fronte della sinistra fu fortemente ridimensionato rispetto alle precedenti elezioni. Su questo dato influì pesantemente la scissione socialdemocratica avvenuta un anno prima e guidata da Giuseppe Saragat. Sull’altro fronte la destra, ancora divisa tra liberali, monarchici e i neonati missini, ottenne risultati mediocri perdendo consensi rispetto alle precedenti elezioni.


di Mario Tassone * per il Quotidiano l’Italiano

ROMA Le ricorrenze si susseguono stancamente.
Col trascorrere del tempo le memorie si appannano, si raffreddano le energie.
Molto viene archiviato e poco salvato senza slanci.
Gli eventi significativi consegnati ai libri.
Si perde l’attrazione.

Eppure i classici tradotti nel medioevo sono stati preziosi per ragionare nel presente e affrontare il futuro.
Una attualità alimento di umanità, nel dare senso al cammino dell'”homo Novus”.
Oggi c’è parsimonia nei sentimenti in cui anche gli stimoli dei grandi avvenimenti e delle conquiste umane sono tenui e privi di energia.
Ci sono altri interessi: quelli del profitto e della potenza che prevalgono, che si sovrappongono all’uomo fino a privarlo del libero pensiero e imponendogli di stare in un presente senza sogni e senza valori.
Il 18 aprile è una data ricordata sempre meno e sempre meno conosciuta dalle nuove generazioni.
Eppure il 18 Aprile del 1948 con la vittoria della D.C. di De Gasperi e dei suoi alleati la democrazia vinse sul comunismo.

Se non ci fosse stato il 18 aprile la lotta contro il nazifascismo, che si ricorda il 25 Aprile, sarebbe stata un inutile spargimento di sangue.
La lotta per la libertà contro la dittatura sarebbe stata smentita dalla vittoria di una forza politica che non garantiva tutto quello per cui nella Resistenza si era combattuto.
Con il 18 Aprile si salvò un futuro di agibilità democratica e di convivenza civile.
La DC degasperiana e dei suoi successori fu un baluardo per difendere conquiste di civiltà e gli spazi di un orizzonte ideale da occupare.

Il terrorismo degli opposti estremismi tentò di bloccare il progresso democratico e civile dell’Italia.
Il golpe della metà degli anni ’90 di alcune procure ha affievolito le spinte democratiche, ha manomesso le prerogative del Parlamento e annullato la dialettica fra i partiti, che di fatto non ci sono con un mondo culturale e certa stampa in disarmo morale.
Un adattarsi alla nuova stagione e cambiare credo in un servilismo infame.
Questo 18 aprile cade in un momento particolare perché è in atto un disegno eversivo del governo e della sua maggioranza che con provvedimenti di legge intende superare la Costituzione del 1948 e rompere l’unità del Paese.
La dittatura di nuovo conio rappresentata da Putin riscuote interessi e simpatie.
Il 18 Aprile sinonimo di libertà, democrazia, di partecipazione non è attuale.
Se tale data fosse messa all’indice sarebbe un giorno amaro: la sconfitta della civiltà e il ritornare nei “buchi neri” di un tempo.

Mario Tassone *

Mario Tassone * è un politico italianosegretario nazionale del partito da lui fondato: il Nuovo CDU. È stato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Fanfani Vsottosegretario di Stato al Ministero dei Lavori Pubblici nei governi Craxi ICraxi II e Fanfani VI e viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nei governi Berlusconi II e Berlusconi III.

L’onorevole Mario Tassone ricorda la data storica del 18 aprile 1948,

PILLOLE DI STORIA – Le elezioni politiche in Italia del 1948 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 18 e lunedì 19 aprile 1948. Furono le prime elezioni della nascente Repubblica italiana.

La Democrazia Cristiana si aggiudicò la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta dei seggi, caso unico nella storia della Repubblica. Questo straordinario successo rese il partito guidato da Alcide De Gasperi il punto di riferimento per l’elettorato anticomunista e il principale partito italiano per quasi cinquant’anni, fino al suo scioglimento nel 1994.

Netta fu la sconfitta del Fronte Democratico Popolare, lista che comprendeva sia il Partito Comunista Italiano sia il Partito Socialista Italiano. Con circa il 30% dei voti il fronte della sinistra fu fortemente ridimensionato rispetto alle precedenti elezioni. Su questo dato influì pesantemente la scissione socialdemocratica avvenuta un anno prima e guidata da Giuseppe Saragat. Sull’altro fronte la destra, ancora divisa tra liberali, monarchici e i neonati missini, ottenne risultati mediocri perdendo consensi rispetto alle precedenti elezioni.

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